Un'estate da WwooFing

Articolo pubblicato il 03 agosto 2009
Articolo pubblicato il 03 agosto 2009

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Bisogna essere degli amanti della terra pronti a sporcarsi le mani per lavorarla se si vuole tentare l’avventura del Wwoofing. Una rete mondiale di fattorie convertite all’agricoltura biologica, pronte ad accogliere i volontari che vorrebbero lavorare per loro in cambio di un letto e di cibo. Racconto.

Sembrano esser passate trenta ore da quando mi sono rintanata nell’umido sottobosco. Volontariamente. Con addosso gli stivali di gomma, che mi stanno troppo grandi. Per di più, dopo solo due minuti sono umidi dentro e appiccicosi fuori - visto che non smetto di calpestare delle lumache. Dopo che è passato un quarto d’ora senza che abbia visto un tasso, inizio a sezionare delle piccole foglie e dei fili d’erba. Fa buio, ho freddo e sto iniziando a chiedermi come mai sono seduta assieme ad un vecchio signore su un asciugamano nel bosco, aspettando che un tasso esca dalla sua tana sotterranea?

Non solo per gli amanti della natura e per i nostalgici del sessantotto

(KeithMarshall /flickr)La risposta a questa domanda non è poi così sconcertante come la situazione stessa: sono diventata una Wwoofiana. Questo strano acronimo, che potrebbe far pensare ad un tipo di allevamento di cani, oppure ad un’associazione per gli studi ortografici, in realtà significa – anche se quasi ignoto tra gli Wwoofiani stessi – World Wide Opportunities on Organic Farms. Sotto questo nome, nel 1971, è stata fondata in Inghilterra un’associazione che si dedica al sostegno e alla diffusione della coltura biologica in tutto il mondo. Bastano poche sterline per diventare membro e per ricevere via posta un piccolo quaderno con l’elenco di tutti i contadini in Inghilterra disposti a seguire l’approccio Wwoofiano. Dopo un paio di telefonate e scambi e-mail era tutto pronto per la vacanza nella fattoria.

Quasi quarant’anni dopo la sua fondazione, il movimento del Wwoofing si può vantare di un network mondiale: il Mali, l’isola della Riunione, America del Nord, Cipro … quasi tutti i paesi del mondo sono sull’elenco degli agricoltori biologici e quasi tutti i giorni se ne aggiungono altri. La quota d’iscrizione è rimasta invariata: con 20 euro si può trascorrere una vacanza alternativa in un paese a scelta. Bastano dalle quattro alle otto ore di lavoro al giorno in fattoria per guadagnarsi vitto e alloggio. Il tempo rimanente è lasciato alla scoperta dei dintorni: così dopo aver estirpato le erbacce o pulito la stalla per quattro ore, ci si può godere una vista mozzafiato sui Pirenei Francesi o sulle Cascate del Niagara.

Un’abitazione alternativa

(anguskirk/flickr)Durante la mia prima esperienza del Wwoofing incontro Roy. Abita in una roulotte verde di stile romantico con vista su boschi distesi. Un orto carino, due camini aperti, una doccia all’aperto fai-da-te. I lamponi migliori di tutta l’Inghilterra completano il quadro. In occasione della mia presenza, sul menu c’è il Dhal indiano e le omelette spagnole. Ovviamente non manca il fried breakfast. Quando non c’è il sole, non c’è né elettricità, né acqua calda. Per farsi una bella doccia conviene andare nella piscina comunale della cittadina più vicina- mi spiega Roy. Nonostante ciò, questo posto idilliaco si chiama Waterland, ma la fonte d’acqua accanto ad un grande campo è prosciugata da molto tempo.

La prima volta che ho sentito parlare di questo progetto, mi ero appena diplomata e volevo andare all’estero a tutti i costi. Dato che ero al verde, non ho cercato uno dei classici lavoretti per l’estate, ma ho scelto il Wwoofing. In una delle estati più calde, con in valigia un paio di pantaloni e alcune magliette, sono partita per la Provenza a coltivare un orto presso una fattoria. Dopo pochi giorni e tante punture di zanzara ero completamente assorbita dal microcosmo della fattoria biologica. Era difficile ripartire dopo tre mesi di soggiorno e appena rientrata in Germania ho iniziato ad organizzare il mio prossimo viaggio. Questa volta in Inghilterra, alla scoperta del Devon, della Cornovaglia e del Somerset.(pixelhut/flickr)

Contrariamente ai pregiudizi di molti, gli agricoltori che coltivano biologicamente sono, in maggioranza, persone intelligenti e dinamiche che, spesso, hanno scoperto per caso la loro passione per la coltivazione di ortaggi. Ho conosciuto degli economisti, professori universitari, microbiologi ed ex-manager di multinazionali, che a un certo punto hanno deciso di abbandonare la carriera e di dedicarsi alla coltivazione di patate. Forse per condurre una vita migliore bisogna trasferirsi in campagna? Un pensiero che non mi dispiacerebbe mettere in pratica.

Dopo un’altra mezz’ora prendo coraggio per chiedere timidamente se i tassi avranno coraggio di uscire dalle loro tane ancora oggi. Roy mi dà segno ti stare zitta. La mia voce stridula scaccerebbe gli animali. La lampadina ormai si è spenta molto tempo fa e sento freddo. Mezz’ora dopo sono seduta nella roulotte e mangio Dahl. Nel frattempo non ho solo riso di Roy, ma ho anche imparato a leggere qualche costellazione.

Due giorni più tardi, già in Cornovaglia, ricevo un sms: Seen a badger yesterday. When are you coming back? E ci sono davvero tornata più volte. Però un tasso ancora non l’ho mai visto. Forse si tratta solo di un buon pretesto per poter portare i miei stivali da gomma.