Una patata dai mille volti

Articolo pubblicato il 24 febbraio 2010
Articolo pubblicato il 24 febbraio 2010
Economica e facilmente reperibile, la patata è probabilmente l’ortaggio più diffuso in Europa. Ci riscalda e ci nutre in inverno, proprio quando la verdura è più cara e difficile da trovare.
Considerando la sua presenza nella cucina tradizionale di molti Paesi europei è difficile credere che sia arrivata dal Sudamerica solo nel XVI secolo, e che in alcune parti del Vecchio Continente sia stata guardata con sospetto ancora per 200 anni.

Le patate arrivarono in Europa con le navi spagnole. In un primo momento vennero impiegate come cibo per gli animali, poi entrarono nelle razioni degli eserciti spagnolo e inglese. Inizialmente coltivate in piccole quantità, divennero popolari quando fu scoperto un nuovo metodo di conservazione, in mucchi. Grazie all’elevata produttività, le patate divennero d’obbligo in Russia e in Prussia. Furono però le carestie degli anni ‘70 del XVIII secolo a determinare la completa accettazione delle patate e la sua inclusione in tutti i menù europei.

Alla diffusione della patata nella diffidente Francia contribuì invece lo scienziato Antoine-August Parmentier. Le sue accurate ricerche provarono, infatti, gli straordinari valori nutritivi di questo ortaggio. L’agronomo francese diede così il nome ad un piatto a base di patate, l’hachis parmentier, un pasticcio di carne macinata ricoperto di patate schiacciate. Nella versione inglese del piatto, il cottage pie, lo strato inferiore comprende oltre alla carne altre verdure, come carote, cipolle, piselli e salsa di pomodoro.

Nei Paesi del Benelux il purée di patate mescolato con altre verdure (ad es. cavolo verza, crauti, cicoria) si chiama stamppot. Una sua versione con patate, cipolle e carote è nota in Olanda come hutspot. Al tutto si può aggiungere anche dello speck a cubetti. Questo piatto viene servito tradizionalmente con salsiccia calda.

patate all'italianaGli Italiani aggiungendo farina e sale alle patate lessate e schiacciate preparano gli gnocchi, serviti con salsa di pomodoro o pesto, oppure burro fuso e formaggio. In Polonia sono molto popolari i placki ziemniaczane, preparati grattuggiando le patate crude e aggiungendovi farina, uova ed eventualmente della cipolla a pezzetti. L’impasto così ottenuto viene poi fritto.

L’elenco delle pietanze a base di patate è infinito, perchè, come nel famoso gioco Mr. Potato Head, la patata ha molti volti. Non per nulla si è guadagnata alcuni monumenti: nella città polacca di Biesiekierze, a Šenčur in Slovacchia, nella parete di una chiesa a Prinzendorf in Austria, e nel parco di Ananova in Croazia, dedicato proprio alla patata.

patate alla polaccaRicetta: Placki ziemniaczane (dosi per 4 persone)

8 patate grosse

1-2 uova

3-4 cucchiai di farina

Sale e pepe

Eventualmente 1 cipolla

Olio

Lavare e pelare le patate e grattuggiarle. Aggiungere la farina e le uova e regolare di sale e pepe (a piacere aggiungere la cipolla a pezzettini). Scaldare l’olio in una padella. Friggere i placki su entrambi i lati fino a quando si forma una crosticina di colore dorato scuro. Tamponare su carta assorbente per togliere l’unto in eccesso e servire i placki caldi.

Esiste anche una versione locale tipica della Polonia meridionale, in cui i placki non vengono fritti, ma arrostiti in forno.

Questo piatto può essere accompagnato da salse (per esempio a base di funghi), panna acida o anche zucchero, purea di mele o confetture. Alcuni al pensiero di tali abbinamenti fanno smorfie di disgusto (soprattutto nel caso della versione con la cipolla), ad altri viene l’acquolina in bocca... il dibattitto tra i puristi e gli amanti di nuove scoperte rimane aperto.

Foto: gnocchi di juanelos/flickr; placki ziemniaczane di IsiaT/wikimedia