Una giornata coi massoni

Articolo pubblicato il 12 maggio 2015
Articolo pubblicato il 12 maggio 2015

Nino Aveni ha trascorso una giornata a Masonica, un open day organizzato dalla massoneria di Bruxelles. Ecco il suo viaggio.

Masonica 2015 è la fiera del libro massonico a Bruxelles, o meglio: l'unico giorno dell'anno in cui il quartier generale della massoneria brussellese si apre al pubblico e – cosa ancora più importante – un evento con un'elevata percentuale di massoni per metro quadrato.

Accolto calorosamente da Jiri Pragman, massone e organizzatore della fiera, trascorro del tempo in sua compagnia nel Grand Temple, costruito nel 1910. Masonica è «un evento evidentemente orientato verso la letteratura massonica – dice – con autori che non sono necessariamente massoni ma tuttavia scrivono di massoneria. […] Quando non si presentano libri o si firmano autogafi – continua – ci sono tavole rotonde e conferenze su temi che riguardano la letteratura massonica». Mentre scatto un ritratto di Jiri, qualcuno gli dice di sorridere davanti all'obiettivo. «No, altrimenti nessuno mi riconoscerebbe» risponde.                                                                                                                                                 Mentre mi abituo a queste sale surreali decorate con riminiscenze della civiltà egizia, chiedo a un uomo dalla faccia simpatica di condividere con me un aneddoto sulla sua esperienza di massone. François Jeanray mi racconta di due giorni importanti nella sua vita: il primo quando, come membro della giuria per un processo in cui l'imputato «aveva commesso l'omicidio in un contesto che parzialmente spiegava il suo atto» si era opposto, insieme a un altro membro della giuria, alla decisione del giudice di rifiutarsi di ascoltare simili argomentazioni. 

Il secondo quando, 10 anni dopo, durante una riunione massonica, ha incontrato di nuovo quel membro della giuria che aveva assunto la sua stessa posizione. «È una cosa che mi ha segnato profondamente – mi dice – perché sebbene non sapessimo di essere entrambi dei massoni, abbiamo avuto la stessa reazione davanti alla decisione del giudice».

Un elegante uomo anziano è seduto dietro a una pila di libri intitolati 'La Rêve du Philosophe' (Il sogno del filosofo). Jean Somers mi racconta una storia commovente sulla massoneria in Portogallo, proibita per 47 anni durante la dittatura. «Quando l'esercito di liberazione ha reso di nuovo libera la massoneria, si era persa la pratica del rituale massonico e solo una loggia era sopravvissuta: era chiamata 'La Liberdade'. Si incontravano in una scuola, in un'aula solitamente dedicata alle riunioni dei docenti. Se la polizia avesse fatto un'ispezione, avrebbero finto di partecipare a una riunione scolastica. […] Eravamo stati informati della situazione da un contatto privato e cosi' abbiamo deciso di fare visita ai nostri amici portoghesi per fare una dimostrazione del rito di iniziazione. […] Mentre facevamo le prove del momento cruciale, ho sentito qualcuno dietro di me che piangeva. Era un Fratello molto anziano che semplicemente non poteva contenere l'emozione. Abbiamo pianto anche noi, è stato un momento molto intenso». 

Gli chiedo quale sia il significato che attribuisce allo status di massone e mi risponde che «un massone non è qualcuno che coltiva segreti o prende parte a complotti. È una persona che cerca di fare del bene, di contribuire con una pietra alla costruzione del tempio dell'umanità: la pietra è la persona stessa, la sua professione», spiega. «Ognuno di noi cerca di ricoprire nel modo migliore il proprio ruolo in famiglia, al lavoro, nel mondo che lo circonda. Può essere un contributo minimo ma tutti i movimenti sono stati fatti da un gran numero di uomini. Un sacco di sabbia non è poi tanto utile, ma molti possono fermare un'inondazione».

Mentre scopro per caso una collezione di antichità massoniche, Clemens Hondtong, l'uomo che sta allo stand, mi mostra una scatola portatabacco in palissandro fatta in Francia attorno al 1825.

– Cosa raffigura?, chiedo.

– Il tempio di Salomone e gli strumenti del massone sul davanti – risponde – ma è scandalosa perché all'interno c'è una scena erotica.

A-ha!

– Sì, due donne e un uomo che fanno l'amore. Lui è davvero fortunato. È un oggetto estremamente interessante e raro.

 Cosa c'è sul retro?

– Niente, solo palissandro!

Quanto costa?

– Circa 1.800 euro.

Mentre mi avvicino all'uscita, una stanza blu con stelle scintillanti sul soffitto attira la mia attenzione. È il Tempio Blu e segna la fine di questa giornata surreale. Al prossimo anno, Masonica.