Una domenica al Woodoo Festival

Articolo pubblicato il 29 luglio 2016
Articolo pubblicato il 29 luglio 2016

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Siamo stati ad uno dei festival che più sono cresciuti negli ultimi anni sia a livello di pubblico che di qualità di band ospitate.

Lasciare Milano per chi non può permettersi ancora le vacanze è sempre una buona idea. Il Woodoo Festival a Cassano Magnago in provincia di Varese ci offre una buona opportunità per passare le ultime ore del weekend in compagnia a solo una quarantina di minuti dal centro città. La serata di domenica presenta tanta varietà e molta partecipazione: tra gli altri ci sono ad aprire la serata Lo Stato Sociale dj set, il rock dei Gazebo Penguins e per chiudere la serata il cantautore del momento Calcutta.

Arriviamo a dj set già iniziato, con musica abbastanza coinvolgente a dir la verità e una varietà di food truck con prodotti tipici provenienti da tutta Italia a stimolare non poco i nostri stomachi.

Sono ovviamente lì per i live, è da un paio d'anni che cerco di non perdermi i Gazebo quando suonano in Lombardia, stessa cosa anche con Calcutta a dire il vero, ma solo da quando ha fatto il botto "Mainstream".

Eravamo abbastanza lontani dal palco, mancando ancora quindici minuti all'inizio dei Gazebo secondo la scaletta, ma all'improvviso parte "Difetto" e mi metto a correre verso il palco, sperando di riuscire ad arrivare nelle prime file.

Si sa, durante gruppi come i Gazebo Penguins, è facile approfittare del pogo per scalare le file, ma non oggi. Il pogo era assente ingiustificato, ma con un gruppo così non puoi stare fermo immobile con una vena di noia.

Non è il mio primo concerto della band di Correggio, ma ho sempre trovato pubblico partecipe, che cantava ogni singola parola, che pogava anche alle canzoni più tranquille, questo è lo spirito che cerco in un concerto di una band del genere.

Ed è quando una ragazza si gira perchè le ero leggermente andato addosso durante "Il tram delle 6", che mi rendo conto che in molti sono lì per Calcutta. Anche al Miami (altro festival musicale che si tiene da undici anni al Magnolia, alle porte di Milano, ndr) c'erano Gazebo e Calcutta insieme, ma il pubblico era stato più collaborativo (forse perchè essendoci due palchi, il pubblico del cantautore di Latina era a vedere I Cani).

Proteste sul pubblico di Calcutta a parte, i Gazebo mi hanno galvanizzato, da "Mio nonno" a "Casa dei miei" a "Trasloco" , il grande classico ormai "Senza di te" per chiudere con "Nevica".

Hanno presentato anche due pezzi inediti che anticipano l'album, curioso di ascoltarli nella versione in studio, perchè live mi hanno già fatto una buonissima impressione.

Dopo i Gazebo Penguins, tocca a Calcutta chiudere la serata sin dalla prima nota tutti incominciano a cantare a squarciagola e questo succede con (quasi) tutte le canzoni di "Mainstream".

Sì perchè Edoardo sceglie una scaletta coraggiosa, dopo "Limonata" e "Frosinone" che fanno impazzire la folla, sceglie una tripletta tratta dal primo album "Forse", e all'improvviso si capisce che la popolarità è gran parte frutte delle più recenti canzoni e che il debutto sulla scena indie è ancora un po' rimasto in ombra.

Poi arriva "Milano" (specificando che non parla male della città ma di un momento, è importante) e via tutti a cantare a pieni polmoni.

Tutto fila liscio fino ad "Albero" traccia contenuta nella nuova ristampa di "Mainstream" e dopo tutto comprendo che la gente non l'abbia ancora imparata, in fondo è ancora abbastanza nuova.  

Quando arrivano "Amarena" e "Pomezia" (rispettivamente la prima e la seconda canzone composte dal cantautore), le voci che accompagnano Edoardo son poche.

Dopo l'incredibile ritornello Singalong di "Dal verde", Calcutta esce, torna con un bellissimo riarrangamento di "Abre magique", una delle sue canzoni più riuscite.

La hit estiva finita sulle radio "Oroscopo" e "Cosa mi manchi a fare" rifatta in versione acustica coinvolgono di più i bacini e con un tono di malinconia portano il concerto verso la conclusione.

Mentre realizzi che l'amarezza covata per il pubblico fosse immotivata, che in fondo i concerti son fatti anche per conoscere cose nuove, che sicuramente tutti torneranno a casa a recuperare ciò che hanno appena ascoltato, una ragazza dice "comunque che merda il gruppo che ha suonato per primo, Calcutta era molto più figo". De gustibus, si torna verso la macchina comunque soddisfatti di un festival ben riuscito.