Una bici “da zaino” per rivoluzionare il trasporto urbano e tutelare l’ambiente

Articolo pubblicato il 03 dicembre 2010
Articolo pubblicato il 03 dicembre 2010
Intermodalità fra bicicletta, mezzi pubblici e mezzi privati di trasporto: è la nuova frontiera della mobilità sostenibile urbana. Il Settimo Programma Quadro di Ricerca della UE ha finanziato lo studio del designer Alessandro Belli. Il risultato è sorprendente: una bicicletta “da zaino”, leggera e maneggevole, destinata a rivoluzionare i nostri spostamenti.
Ci auguriamo di vederla presto sfrecciare per le strade della Capitale!

di Tiziana Sforza

Pesa solo 4 chili, è in plastica, entra in uno zaino, si apre e si chiude automaticamente premendo un pulsante: ecco la bicicletta che racchiude il futuro della mobilità sostenibile e tecnologica. Questa innovativa bici, che ripiegata occupa lo spazio di una ventiquattrore, è stata ideata dal designer Alessandro Belli. E’ stata presentata all’edizione 2010 del Festival della Creatività: che cosa potrebbe esserci di più creativo di una bici così?

Com’è nato questo rivoluzionario progetto che coniuga intermodalità, ingegneria e design? Ce lo racconta lo stesso Alessandro Belli: “Nasce dall'osservazione del divario tra lo sviluppo delle tecnologie produttive e progettuali in ambito auto, aerospaziale e consumer e quello in ambito ciclistico. Il confronto tra quello che si sarebbe potuto ottenere e quello di cui invece ci si doveva accontentare. Poi è divenuto chiaro che vi erano degli oggettivi impedimenti alla ricerca in ambito ciclistico, se si pensa che la più grande azienda al mondo, con otto milioni di bici prodotte, tocca a malapena il miliardo di euro. Il settore è troppo frammentato”.

L'Italia è abbastanza indietro sullo sviluppo dell'infrastruttura di piste ciclabili e sulle abitudini ciclistiche in generale. Ma sul tema "bici intermodali" non ci sono grandi stelle nel firmamento. A parte il Regno Unito e un po' i paesi nordici, il settore è ovunque all’inizio. Lo dimostra il fatto che nell'enorme mercato della bicicletta (120 milioni) le "intermodali" sono solo lo 0,5%. L’azienda inglese Brompton, leader del settore, ne produce circa 25.000 (lo 0,02%).

Fra due anni la bici da zaino potrebbe essere lanciata a un prezzo più competitivo rispetto a quello delle altre bici pieghevoli. E sarà competitiva anche nella misura: altre biciclette analoghe, anche quando sono “chiuse”, sono almeno il quadruplo di grandezza. La bici da zaino di Belli misura 48 x 36 x 12 cm e pesa 4 chili: poco, in confronto ai 9 chili e ai 58,5 x 56,5 x 27 cm della appena citata Brompton, un cult che ha conquistato il cuore dei “tecno-ciclisti” che non rinunciano a portare sempre con sé l’amatissimo feticcio a due ruote… nonostante il peso!

IMG00189-20101024-1441.jpg Per il momento la bici da zaino è un prototipo ma ha già attirato l’attenzione dell’Unione europea: la ricerca sull’integrazione intermodale della bicicletta con i mezzi pubblici e privati di trasporto urbano di Belli è stata finanziata dalla UE nel Settimo Programma Quadro di Ricerca.

“L'intermodalità bicicletta-mezzi a motore potrebbe dare un interessante contributo alla mobilità sostenibile, perché ottimizzerebbe gli uni e gli altri iniettando nel sistema molta mobilità individuale, di raggio più ampio di quello pedonale – spiega Belli - Cruciale a mio parere la pedalata assistita, tant’è vero che abbiamo allocato una quota non indifferente del budget di ricerca approvato dalla UE nello sviluppo di un motore elettrico dalle prestazioni all'avanguardia, alleandoci con l'indiscusso numero uno in quell'ambito”. Oltre ad aver vinto il Premio Philip Morris Scienza, il progetto ha coinvolto le aziende di trasporto pubblico di Lubiana (LPP) e di Firenze (ATAF), che vorrebbero inserire le bici da zaino nel loro circuito di mobilità cittadina.

Ma una bicicletta così piccola sarà anche comoda? “La maggior parte delle altre bici pieghevoli in circolazione sono di difficile usabilità perché costringono a una postura molto diversa da quella che si tiene quando si va pedalando e non hanno cambio – conclude Belli – Per evitare questi problemi, con il Dipartimento di design industriale della Facoltà di Architettura di Firenze stiamo effettuando studi di ergonomia, mentre con il Dipartimento di medicina dello sport della Facoltà di Medicina di Firenze stiamo studiando soluzioni per garantire la comodità a ciclisti di qualunque altezza e stazza. Fra qualche anno sarà comune vedere i cittadini andare in giro portando la loro bici letteralmente… in spalla!”

IMG00196-20101024-1443.jpgAlessandro Belli si è laureato in filosofia a Firenze alla fine degli anni settanta e poi in architettura alla U.C. di Berkeley. Ha fatto un apprendistato presso il designer Bruce Burdick di San Francisco, l'architetto Peter Eisenman di New York e presso il Politecnico di Innsbruck. Ha avuto uno studio di design a Milano per molti anni e ha svolto attività legate allo sviluppo sostenibile come direttore creativo del progetto “Museo del Sole” (Enel e WWF Italia) e col progetto di interni di una sede WWF. Vive attualmente a Firenze.