Un vol(t)o per la democrazia: se la gioventù greca viene esclusa dalle elezioni

Articolo pubblicato il 26 gennaio 2015
Articolo pubblicato il 26 gennaio 2015

Davanti all'apparente successo di Syriza, l'attuale governo greco pro-austerity sembra aver paura del voto dei giovani. Sono circa 100mila i giovani greci che, nonostante i 18 anni compiuti, non potranno votare per "ragioni tecniche". E non potranno votare nemmeno le migliaia di "vittime" della diaspora greca, partite all'estero in cerca di un futuro migliore.

A pochi giorni dalle elezioni per il Parlamento greco, tutti i sondaggi prevedono la netta, storica vittoria di Syriza. Questo partito greco, decisamente di estrema sinistra, ha già vinto le elezioni europee dello scorso maggio e ora è a un passo dal mettere i bastoni fra le ruote di Nuova Democrazia e di Pasok, i due partiti pro-austerity che hanno monopolizzato la politica greca a partire dalla caduta della dittatura nel 1974.

La probabile vittoria di Syriza alla elezioni nazionali segnerebbe la fine di un'era e forse l'inizio di un nuovo cammino per la Grecia come per l'Europa. Infatti, se Alexis Tsipras - il giovane leader di Syriza - dovesse arrivare a formare un governo di maggioranza, ci troveremmo davanti al primo governo di estrema sinistra non solo nella storia della Grecia, ma anche in quella dell'Europa.   

Comunque, per quanto la vittoria di Syriza sia abbastanza probabile, questa potrebbe non portare alla formazione di un governo di estrema sinistra. Per adesso, nessun sondaggio dà a Syriza i 151 seggi necessari ad assicurarsi la maggioranza all'interno del parlamento greco.  E, fino a che il KKE - partito comunista greco - continuerà a rifiutarsi di collaborare con Tsipras, per Syriza non sarà cosi' facile trovare gli altri partiti per formare un governo di coalizione. Ogni possibile alleanza arriverebbe a includere i partiti pro-austerity, quelli di destra o addirittura quello neonazista di Alba Dorata.

Ecco perché l'attuale governo ha tutte le intenzioni di impedire a Tsipras di ottenere i 151 seggi necessari per formare un governo di maggioranza targato Syriza. E sembra più che contento di escludere dal voto tutti i simpatizzanti del partito, a partire dai giovani.

L'età della democrazia: troppo giovani per votare?

Coinvolti dal fenomeno demografico dell'invecchiamento della popolazione europea, i greci hanno visto aumentare incredibilmente la componente anziana. Secondo le liste elettorali di quest'anno, su 9.808.760 aventi diritto, gli over 70 rappresentano a pieno titolo la categoria elettorale più ampia con ben 2milioni di persone, subito seguite un milione di quarantenni. I giovani tra i 24 e i 29 anni sono 725mila, gli under 23 appena 672mila. 

Comunque, dovrebbero essere ben 100mila i nuovi giovani a poter votare questa domenica dato che sono 100mila gli studenti nati nel 1997 che compiranno 18 anni nel 2015. Secondo la legge elettorale greca, i cittadini hanno il diritto di votare a partire dal 1 gennaio dell'anno in cui raggiungono la maggiore età. Ma i burocrati aggiungeranno il loro nome nelle liste elettorali soltanto a febbraio, il mese in cui tradizionalmente le liste vengono aggiornate.

In qualche modo, queste prossime elezioni, predette a settembre, hanno tenuto il governo talmente occupato da non lasciargli il tempo materiale di aggiornare il catalogo digitale. Ricapitolando, sono 100mila i giovani che non potranno votare a causa di difficoltà tecniche. Tuttavia, lo stesso governo ha sempre trovato il tempo di risolvere i problemi tecnici quando era il momento di adottare un (anticostituzionale) provvedimento di austerity o di mandare a quel paese l'integrità della Grecia come un nipote in bancarotta che ruba e rivende i gioielli della nonna.  

Dando uno sguardo veloce ai risultati delle elezioni europee del maggio 2014, appare più che chiaro il motivo per cui il governo ha paura del voto dei giovani. Tra gli under 24, i risultati erano questi: 39,5% per Syriza, 10,5% per Nuova Democrazia e 21,1% per Alba Dorata. Al contrario, nel gruppo degli over 65, ecco un 18,5% per Syriza, un 37,9% per Nuvoa Democrazia e un 5,1% per Alba Dorata. In sintesi, i giovani sono il più grande ostacolo del governo e i più grandi sostenitori di Syriza.

Eppure la voce dei ragazzi non dovrebbe essere messa a tacere. Perfino quella parte che vota per Alba Dorata è il riflesso sfortunato della Grecia moderna, penetrata da una crisi sia economica, sia sociale. I giovani dovrebbero essere ascoltati, capiti e aiutati. Dovrebbero essere lasciati liberi di esprimersui e di votare. Soprattutto quando ci sono persone, come i membri incarcerati di Alba Dorata, libere di partecipare alle prossime elezioni non solo come votanti, ma anche come candidati.

Il volo della democrazia : troppo lontano per votare?

Anche se la possibilità di un governo targato Tsipras ha risvegliato diversi scenari legati alla famosa GRexit - ovvero all'uscita della Grecia dall'Eurozona - la vera GRexit sta davvero avvenendo. Negli ultimi anni macchiati dalla crisi finanzaria, oltre 200mila greci hanno lasciato il paese.  

Quindi, in questi anni di crisi, la Grecia ha dovuto confrontarsi anche con la perdita di capitale umano. Con un terzo della popolazione a rischio povertà, e una disoccupazione giovanile al 60%, non è certo una sorpresa scoprire che i flussi migratori sono cresciuti ben del 300% rispetto agli anni prima della crisi. Da noi, la chiamiamo generazione G: sono giovani, geniali e greci.  Il più grande prosciugamento di cervelli nella storia moderna dei paesi occidentali. Mentre il sistema sanitario greco continua a collassare, oltre 35mila dottori sono emigrati in Germania.

Questi giovani emigranti, insieme all'intera diaspora e a ogni greco che, questa domenica, si troverà accidentalmente fuori dal paese, guarderanno queste storiche elezioni sulla loro TV. Il rifiuto tutto greco di non permettere ai cittadini di votare all'estero suona fin troppo strano per un paese occidentale. Anche i greci residenti nell'Unione Europea non saranno autorizzati a votare. Infatti, il problema del voto dei greci all'estero è da sempre una questione molto delicata. I recenti flussi migratori hanno semplicemente aggravato la situazione.

Nel 2007, nel 2012 e anche nel 2014 i greci che vivono all'estero hanno provato a far cambiare questa legge, arrivando fino alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Syriza vorrebbe promuovere il cambiamento e i suoi sostenitori sono più che motivati. Alcuni giovani elettori che vivono all'estero hanno organizzato un crowd-funding online subito rinominato Un volo per la democrazia. Un modo per raccogliere i soldi necessari a comprare il volo per tornare in Grecia e votare quest domenica. Nonostante l'obiettivo iniziale di 10mila euro sia stato già raggiunto, questi ragazzi stanno continuando a chiedere soldi per aiutare quei giovani greci che sono ancora in lista d'attesa.

Nonostante ciò, i giovani restano indecisi. Però, questa volta, l'astensione non rappresenterà una scelta personale ma una questione di prezzi e di compagnie aeree. Alla fine, qual è il prezzo del voto, oggi? In una Grecia afflitta dai più disparati dilemmi, il problema del dover pagare o meno per poter votare non si dovrebbe nemmeno porre. Questa domenica, per loro sfortuna, molti giovani greci saranno troppo lontani per scegliere il futuro del loro paese.

E dire che la democrazia è nata nella Grecia antica...

Indipendentemente dalle future scelte (e dalle future alleanze) di Syriza, il fatto che un partito di estrema sinistra si stia facendo largo in un paese dell'UE segna una svolta storica. I Greci possono essere stati visti come parte di un esperimento sociale ed economico in questi ultimi anni, ma ora sembrano rinascere dalle proprie ceneri. Tsipras viene visto come il rappresentante di una nuova Europa e di un'apparente rinascita della sinistra nel Mediterraneo, insieme agli spagnoli di Podemos. Ma qui in Grecia, qualcuno sta tessendo una terrificante strategia per impedire la vittoria di Syriza. Instantanee del disastro economico e della fuga greca. Diversi leader europei hanno chiesto ai greci di votare "correttamente". Ma anche se sono tante le paure che toccano gli elettori, Syriza rappresenta a tutti gli effetti una speranza per i giovani greci. 

Anche se è stato abbastanza difficile per l'attuale governo riuscire a spaventare le nuove generazioni, escluderli dal voto è stato un gioco da ragazzi. Eppure, nonostante il gran numero di giovani esclusi dal voto di questa domenica, Syriza guida i sondaggi e, con ogni probabilità, formerà il prossimo governo greco. Alexis Tsipras potrebbe dare la svolta a un periodo buio della storia greca e rendere finalmente dignità (e attualità) a una parola come "democrazia".