“Un sistema energetico basato su fonti rinnovabili entro 40 anni”

Articolo pubblicato il 11 aprile 2005
Articolo pubblicato il 11 aprile 2005

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La legislazione energetica tedesca ha innescato un processo che decreterà la fine dell’energia atomica e fossile. È quanto sostiene il premio Nobel Alternativo Hermann Scheer in un’intervista con café babel.

Nel suo impegno per le fonti di energia rinnovabili, Herman Scheer, socialdemocratico e membro del Parlamento tedesco, non risparmia critiche neanche ai suoi compagni di partito: per il presidente di “Eurosolar” e direttore generale del Consiglio Mondiale per l’Energia Rinnovabile, è scandaloso che il governo tedesco abbia bloccato l’istituzione di una Agenzia Internazionale per le energie rinnovabili.

Tuttavia è proprio dalla Germania che arrivano degli impulsi positivi: la legge sulle fonti rinnovabili riguarda ad esempio la riconversione della produzione di energia elettrica.

Signor Sheer, sono anni ormai che Lei si batte per una riconversione del sistema energetico. Ma in tutto il mondo si assiste ad un boom dell’energia atomica e, a dispetto di Kyoto, il consumo procapite di combustibili fossili è in aumento. Non si sente una voce solitaria nel deserto?

No, non sono nel deserto, per riprendere la sua immagine. Al massimo si potrebbe dire che cerco di farmi sentire da chi sta nel deserto, un deserto in cui ci ritroveremo tutti se si continua con l’attuale consumo energetico. Benché se ne conoscano bene le conseguenze disastrose, l’utilizzo di energia di origine fossile nel mondo aumenta in maniera esorbitante. Grazie a Dio è ancora prematuro parlare di boom del nucleare, ma di sicuro c’è un’esplosione di retorica a favore di questa fonte energetica.

E sono soprattutto i paesi in via di sviluppo e i paesi emergenti a investire sugli impianti nucleari...

È più giusto dire che vengono spinti a farlo. Solamente in alcuni paesi asiatici vi sono degli impianti in costruzione. Questo dipende dal fatto che il sistema istituzionale internazionale è orientato alla promozione dell’energia atomica e di derivazione fossile. Gli indiscutibili problemi e svantaggi di queste fonti, inclusa la loro disponibilità limitata nel tempo, vengono ignorati. Si tratta di una struttura anacronistica: Esiste un’Agenzia Internazionale per l’Energia per la sicurezza energetica, che svolge un ruolo istituzionale di consulenza e di promozione delle fonti di origine fossile, ed esiste poi l’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica, che assiste i governi a livello mondiale nello sviluppo di programmi nucleari, ed entrambe sistematicamente sviano l’interesse degli stati dalle energie rinnovabili.

Perché la politica europea non si schiera con più forza a favore di un rinnovamento energetico, per esempio sostenendo la creazione di un’Agenzia internazionale per l’energia rinnovabile?

È in gioco un clima di conservatorismo istituzionale, che è tipico di un sistema istituzionale ormai logoro. Queste istituzioni, anche per esempio gli enti dell’Onu, si oppongono per una sorta di stupida gelosia alla creazione di un’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili, necessaria da tempo. Ma questo non sarà possibile in uno stato di consenso generale. Bisogna che l’iniziativa parta da un gruppo statale, che s’imponga su questo punto. Ed è proprio quello che il governo tedesco non ha ancora osato fare, nonostante le molteplici sollecitazioni da parte del parlamento. Primo fra tutti a non agire è il Ministero dell’Ambiente.

Vi sono già in Europa degli esempi di iniziative all’avanguardia nel settore energetico?

Per quanto riguarda la generazione di energia elettrica, l’esempio migliore è la normativa tedesca che dà priorità alle fonti rinnovabili. Su questa base si creano mediamente ogni anno nuovi impianti per 3.000 megawatt e complessivamente sono stati installati impianti per un totale di 18.000 megawatt. Se si continua con questo ritmo, entro 40 anni avremo un sistema energetico completamente basato su fonti di energia rinnovabili. Anche nel caso in cui l’impiego relativo delle diverse fonti cambi. L’eolico ha avuto lo sviluppo maggiore, ma la sua produzione calerà nel medio o lungo termine a vantaggio dell’ energia fotovoltaica, dell’energia ricavata dalle biomasse e dell’energia geotermica. La trasformazione strutturale del settore energetico ha preso mosso i primi passi, e ora avanza a pieno ritmo.

Come vede il futuro della produzione energetica in Europa?

Si tratta di una rivoluzione tecnologica, e finora nessuna rivoluzione tecnologica si è mai verificata in seguito ad un accordo internazionale approvato all’unanimità.

Succede sempre che sono in pochi ad aprire una nuova strada, allo stesso tempo le argomentazioni di chi si oppone al cambiamento si fanno sempre più inconsistenti.

Perfino giganti del nucleare, come la Francia, effettueranno in futuro la riconversione?

Non c’è altra scelta. Il principale argomento contro le fonti di energia rinnovabili è che sarebbero poco efficienti e troppo costose. Invece è chiaro che il costo delle fonti esauribili sia destinato ad aumentare sempre di più, proprio a causa delle riserve sempre più esigue di combustibili. Con le fonti rinnovabili, invece, entra in gioco solo la tecnologia, e, ad eccezione delle biomasse, i nuovi sistemi di generazione - con una crescente produzione di massa, industrializzazione e miglioramento delle tecniche - non possono che diventare sempre più competitivi. Tutte le rivoluzioni tecnologiche funzionano così. Le energie rinnovabili diventeranno sempre più convenienti dal punto di vista economico, per non parlare poi dei loro vantaggi in termini di sostenibilità ambientale e di sicurezza. Sempre più imprese si renderanno conto delle enormi potenzialità per l’industria di domani. Nel caso di tutte le altre tecnologie, la regola del gioco sta nell’essere più veloci dei concorrenti a livello internazionale. È al limite dell’assurdo che proprio nell’ambito di uno sviluppo tecnologico così importante, che permette la soluzione di così tanti problemi, questa regola venga ignorata e tutti sembrino aspettare che sia l’altro a fare la prima mossa.