Un nuovo inno europeo a ritmo di percussioni

Articolo pubblicato il 05 aprile 2014
Articolo pubblicato il 05 aprile 2014

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David Adu Ap­pea­gyei, un giovane tedesco, ha arrangiato il famoso Inno alla Gioia di Beethoven a ritmo di percussioni e musica elettronica. L’inno dell’Unione Europea si è modernizzato grazie al concorso Remix Eu­ro­pe organizzato dal gruppo Partito Socialista Europeo (PSE) del Comitato delle Regioni (CdR).

David è un apprendista di gestione e produzione musicale a Franconforte. Ha conosciuto il concorso grazie a un volantino trovato nell’accademia dove studia e non ha esitato a iscriversi per “trasformare le vecchie canzoni e i suoni di una volta in nuove idee musicali”.  

Detto fatto. Ha iniziato con l’introduzione nel computer di diversi suoni strumentali e per ognuno di questi gli veniva una nuova idea. L’ultima incorporazione è stata la Marimba, uno strumento originario dell’America Centrale. Ha cambiato persino il tono originale dell’opera di Beethoven passando dal maggiore al minore e introducendo nuovi assoli. 

*clic­ca qui per ascol­ta­re la ver­sio­ne di David Adu Ap­peag­yei: https://​sound­cloud.​com/​pes­group­cor/​ode-to-joy-re­mix-by-da­vid-adu

Il pros­si­mo ot­to­bre con­clu­de­rà gli studi a Fran­co­for­te e no­no­stan­te il “mer­ca­to mu­si­ca­le in Ger­ma­nia sia ab­ba­stan­za im­pe­gna­ti­vo per i gio­va­ni” spera di tro­va­re qual­che op­por­tu­ni­tà. David si at­tac­ca al­l’i­dea che “con una buona tro­va­ta e una buona idea, solo pochi rie­sco­no ad en­tra­re nella cer­chia”.   

Una gara po­li­ti­co-mu­si­ca­le

Il pre­mio è stato con­se­gna­to dal Pre­si­den­te e dal Vi­ce­pre­si­den­te del grup­po so­cia­li­sta del CdR, ri­spet­ti­va­men­te Karl-Heinz Lam­bertz e Per Bødker An­der­sen. Que­st’ul­ti­mo ha pre­sie­du­to la giu­ria del con­cor­so e nel suo di­scor­so ha spe­ci­fi­ca­to che al Remix Eu­ro­pe si erano can­di­da­ti in tutto 30 gio­va­ni di 15 Paesi eu­ro­pei e ha con­clu­so di­cen­do: “la mu­si­ca non ha fron­tie­re e uni­sce le per­so­ne”.

I bandi di con­cor­so in­det­ti da que­sto grup­po sono re­la­zio­na­ti al pro­gram­ma po­li­ti­co su cui la­vo­ra­no al Co­mi­ta­to delle Re­gio­ni, or­ga­no del­l’UE la cui at­ti­vi­tà non è co­no­sciu­ta a suf­fi­cien­za dai cit­ta­di­ni co­mu­ni. A tal ri­guar­do Katja Turck, re­spon­sa­bi­le della Co­mu­ni­ca­zio­ne del grup­po so­cia­li­sta al CdR ci spie­ga come cer­ca­no di con­ci­lia­re i loro im­pe­gni di la­vo­ro con gli even­ti e i con­cor­si che or­ga­niz­za­no, ci­tan­do come esem­pi i di­bat­ti­ti al Co­mi­ta­to delle Re­gio­ni sul­l’im­mi­gra­zio­ne, sui gio­va­ni, sui ser­vi­zi so­cia­li.

Il PSE ha già uti­liz­za­to il rin­gio­va­ni­to Inno alla Gioia du­ran­te il Con­gres­so te­nu­to­si a Roma, dove Mar­tin Shul­tz è stato uf­fi­cial­men­te de­si­gna­to come can­di­da­to alla pre­si­den­za della Com­mis­sio­ne Eu­ro­pea. Di­ven­te­rà que­sta ver­sio­ne del­l’in­no eu­ro­peo la co­lon­na so­no­ra della cam­pa­gna elet­to­ra­le del PSE?