Un libro con molte radici

Articolo pubblicato il 15 luglio 2014
Articolo pubblicato il 15 luglio 2014

Un col­tel­lo che pren­de vita e un amico che si crede sia morto, ma che pro­ba­bil­men­te non lo è per nien­te. Il ro­man­zo Ten­drils rac­con­ta dei gran­di temi della vita. Il sogno e la real­tà sono, nel ro­man­zo di Lucy Dug­gans molto vi­ci­ni.

Quan­do io e Lucy Dug­gan ci siamo co­no­sciu­te a Stra­sbur­go nel 2011, ho pen­sa­to su­bi­to che fosse fran­ce­se. Dopo i primi dieci mi­nu­ti, du­ran­te i quali Lucy mi guar­da­va con sguar­do con­fu­so dal suo letto del­l'o­stel­lo e io con­ti­nua­vo a farfugliare qualcosa in fran­ce­se, l'e­qui­vo­co si  è ri­sol­to - Lucy è bri­tan­ni­ca e per di più una di quel­le che parla molto bene te­de­sco. Nulla da me­ra­vi­gliar­si, visto che le lin­gue sono la pas­sio­ne di Lucy. In un'in­ter­vi­sta che Julia Kor­bik ha rea­liz­za­to per Die Euros, Lucy Dug­gan af­fer­ma: "Mi piace l'i­dea di mi­xa­re un po' le lin­gue tra di loro". Ora Lucy ha pub­bli­ca­to il suo primo ro­man­zo Ten­drils (Peer Press) e la prima cosa che si nota è, na­tu­ral­men­te, la lin­gua. Viva, poe­ti­ca. Me­ra­vi­glio­sa e toc­can­te.

La città come destino

"Ten­drils" si­gni­fi­ca tanto "tralcio" quanto "ric­cio­lo". Il titolo è proprio adatto al libro, visto che le di­ver­se trame del rac­con­to sono in­trec­cia­te tra di loro in modo così elaborato che sol­tan­to in un se­con­do mo­men­to di­ven­ta chia­ro il noc­cio­lo del rac­con­to. Ma qual è al­lo­ra que­sto noc­cio­lo? Sa­reb­be in­nan­zi­tut­to la sto­ria del­l'ar­ti­sta Ochre e Tomáš. Una volta erano mi­glio­ri amici, abi­ta­va­no e la­vo­ra­va­no in­sie­me nella Praga pre­ri­vo­lu­zio­na­ria - Tomáš sem­pre il protagonista tra i due, po­li­ti­ca­men­te at­ti­vo e au­da­ce, am­mi­ra­to da Ochre, in confronto più passivo. Ma que­sto pe­rio­do è pas­sa­to: Tomáš è saltato giù da un ponte. Ochre, ora qua­ran­ten­ne, con­ti­nua a vi­ve­re a Praga, si la­scia an­da­re ad una vita che è pur sem­pre una ti­pi­ca vita bo­hé­mien: „He would live there in the swirl and fli­cker of end­less pup­pet shows, and in the ro­mance of an­ci­ent sto­ries. The city was his fate, it was part of him and it was so­meo­ne he was al­ways se­ar­ching for”. Un gior­no, improvvisamente,  la per­ce­zio­ne di Ochre ini­zia a cam­bia­re e suc­ce­do­no cose al­quan­to stra­ne. Ochre è al­l'im­prov­vi­so certo che Tomàš non sia af­fat­to morto. Pian piano ri­com­po­ne la sto­ria vera che si cela die­tro la scom­par­sa del suo amico. 

La se­con­da vi­cen­da nar­ra­ta nel ro­man­zo è quel­la delle due ami­che: Zu­za­na (Zuzi) e Alena, en­tram­be cre­sciu­te nella Mo­ra­via. Gio­va­ni e piene di spe­ran­za, cre­do­no che nulla possa se­pa­rar­le. E tut­ta­via ben pre­sto molte più cose di quello che avrebbero potuto immaginare le divideranno. Men­tre Zuzi, do­ta­ta di ta­len­to ar­ti­sti­co, si trasferisce a Mo­na­co di Ba­vie­ra, Alena sogna una vita in una ca­set­ta in­sie­me con il suo ra­gaz­zo. O lo fa dav­ve­ro? E per­ché il suo pen­sie­ro va sem­pre a Zuzi?

Lotta per l'au­to­de­ter­mi­na­zio­ne

Le due sto­rie sem­bra­no svol­ger­si pa­ral­le­la­men­te senza in­cro­ciar­si in nes­sun punto. Ep­pu­re man mano si de­li­nea un quadro comune, un rac­con­to nel quale la real­tà non si di­stin­gue dalla fin­zio­ne, bensí si con­fo­do­no e fon­do­no. Sem­bra quasi che si trat­ti di un mondo fan­ta­sti­co che ap­pa­re come il no­stro e se ne con­trad­di­stin­gue solo per al­cu­ni pic­co­li det­ta­gli. Una donna mi­ste­rio­sa. Un col­tel­lo che ha co­scien­za. 

I temi che Lucy trat­ta in Ten­drils sono i gran­di temi della vita: ami­ci­zia, amore, la ri­cer­ca del­l'io. Il che avreb­be po­tu­to fare del racconto qualcosa di ba­na­le se Lucy non aves­se avuto la splen­di­da ca­pa­ci­tà di ren­de­re le pre­sun­te ba­na­li­tà in mo­men­ti di te­ne­rez­za pieni di poe­sia. Quan­do Alena pet­ti­na i ca­pel­li ricci di Zuzi, si legge: „Zu­zi’s hair is a fo­rest, an­ci­ent, where the trees have grown the way they like, where birds nest like tiny stars in the tree­tops, where a pole­cat his­ses, and wol­ves…“. Molto cau­ta­men­te, in un primo mo­men­to quasi inav­ver­ti­to, Ten­drils gira anche in­tor­no al tema del­l'e­man­ci­pa­zio­ne. In par­ti­co­la­re, Zuzi in­tra­pren­de una bat­ta­glia per l'au­to­de­ter­mi­na­zio­ne per non es­se­re più la pro­ie­zio­ne del­l'al­tro de­si­de­ra­to. Ri­trar­si, in­ve­ce di farsi ri­trar­re. Alena le dice: „The­re’s so­me­thing about you which can’t be sof­te­ned. (…) So­me­thing which can’t be smoo­thed out with brush stro­kes.”. Con­tem­po­ra­nea­men­te viene rac­con­ta­ta anche la sto­ria del­l'e­man­ci­pa­zio­ne di un Paese: la Re­pub­bli­ca Ceca. Ochre e Tomàš hanno vis­su­to la ri­vo­lu­zio­ne di vel­lu­to del 1989 e ne hanno preso parte. Zuzi e Alena, in­ve­ce, sono cre­sciu­te nel pe­rio­do po­st-so­vie­ti­co - ben­chè co­mun­que non siano in­vio­la­te dal pas­sa­to del loro Paese.

Le mille ver­sio­ni del­l'io

Il ragazzo chiede ad Alena: „Ha­ven’t you ever wan­ted to feel a con­nec­tion, the thought that your story has hap­pe­n­ed so­mew­he­re else, with va­ria­ti­ons… The thought that there could be a thou­sand ver­si­ons of you, li­ving in par­al­lel, sto­ries so­me­ti­mes cros­sing…”Ten­drils lascia credere che esistano delle realtà parallele. Che il passato, il presente e il futuro siano un'unica cosa. E che valga la pena continuare fino a che anche l'ultimo tralcio e l'ultimo riccio sia districato, separato con cautela dagli altri, dando uno sguardo a ciò che fino a quel momento era coperto dalla boscaglia.

Lucy Dug­gan: Ten­drils, Peer Press, 559 pagine, 16 Euro, con le illustrazioni originali di Jitka Pal­mer.

Lucy scrive regolarmente dei brevi racconti su: http://​www.​ti­nys­to­ri.​es/