Un lavoro stabile per i Rom è possibile 

Articolo pubblicato il 09 marzo 2017
Articolo pubblicato il 09 marzo 2017

L'operatrice sociale Albena Kostadinova va fiera delle sue origini Rom. Albena è presidente di INDI ROMA, un'organizzazione non governativa che opera in varie città della Bulgaria con la finalità di aiutare uomini e donne della comunità rom ad integrarsi attraverso la ricerca di un lavoro stabile.

cafébabel: Con quali modalità Indi Roma lavora con le donne rom?

Albena Kostadinova:  E' più difficile lavorare con le donne che con gli uomini. Forse non tutti sanno che le donne rom sono considerate, all'interno della loro comunità, cittadine di serie B. Alla fine della scuola secondaria (quindi intorno ai 15 anni di età) viene detto alle ragazze di stare a casa a badare alle faccende e alla famiglia,  mentre i ragazzi possono completare il loro corso di studi e prendere il diploma. La nostra organizzazione lotta per contrastare i matrimoni prematuri e per dare alle donne parità di trattamento. Noi offriamo loro una possibilità sociale, attraverso lavoro e borse di studio, in modo che  riescano a completare la scuola secondaria. Inoltre aiutiamo il 90% delle bambine che hanno completato la scuola primaria ad affrontare il livello d'istruzione successivo. Ma questo richiede moltissimo lavoro con i loro genitori.

cafébabel: Da dove ha origine questa mentalità nei confronti delle donne?

Albena Kostadinova: Da tradizioni e consuetudini conservatrici...una volta l'età media per le donne rom di unirsi in matrimonio era di 14 anni. Ma un progresso c'è stato: oggi abbiamo donne ancora nubili a 24-25 anni di età, ed altre che si sposano non prima dei 26-27 anni. Ma non è normale per una bambina partorire un figlio, ed il lavoro maggiore noi dobbiamo farlo con le madri, in quanto sono le madri ad avere l'ultima parola sul destino delle loro figlie femmine. 

cafébabel: Ci sono spesso donne che si ribellano a queste tradizioni?

Albena Kostadinova: Ve ne sono, ed è un fatto considerevole. Io sono stata una delle prime ad oppormi alle tradizioni della mia regione, ed anche una delle prime donne rom a frequentare la scuola secondaria di Plovdiv. I miei genitori avevano deciso che mi sarei dovuta sposare a 14 anni, ma io battei i pugni sul tavolo e dissi loro che volevo studiare. 

Comunque, noi non vogliamo rivolte all'interno della comunità: desideriamo che i genitori capiscano, che vedano i benefìci dell'istruzione e il danno causato dai matrimoni precoci. Semplicemente non dovrebbero dare per scontato che i maschi abbiano diritto a studiare mentre allo femmine lo stesso diritto viene negato.

cafébabel: Le capita di incontrare resistenze all'interno della comunità?

Albena Kostadinova:  In genere sono gli uomini che si oppongono a noi. Il nostro ultimo progetto, che riguardava la violenza sulle donne, è stato molto difficile da portare avanti. E' durato un anno: molte donne hanno partecipato alle conferenze che abbiamo organizzato, condividendo con noi la loro storia. In seguito a tutto il lavoro svolto, le donne che hanno collaborato con noi sono riuscite a comprendere che nella loro vita non devono tollerare nessuna forma di violenza da parte degli uomini. Hanno capito che la legge è dalla loro parte. Le donne cambiano sensibilmente quando diventano consapevoli dei loro diritti, mentre gli uomini vogliono che le donne obbediscano loro.

cafébabel: Come aiutate le donne ad ottenere formazione e sicurezza sociale?

Albena Kostadinova: Le iscriviamo a dei corsi didattici e le mettiamo in contatto con dei centri anti-violenza domestica (nel caso in cui la donna non voglia far sapere al marito dove si trovi). Costruiamo con loro dei rapporti che manteniano anche dopo che il nostro lavoro è terminato. Le donne in difficoltà sanno che possono cercarci in qualunque momento. Molte di loro sono arrivate ad accettare la violenza come qualcosa di normale. Metà delle donne rom la considera normale. Inoltre credono che la violenza sia solo fisica, non che ne esista anche una forma emotiva o psicologica, quando si sentono ripetere " tu non lavori, tu sei ripugnante, tu dipendi da me economicamente"...

cafébabel: Quanto successo hanno avuto le vostre iniziative?

Albena Kostadinova: Intorno al 90%. Abbiamo lavorato con 200 persone, e di queste circa 180 sono riuscite a trovare un lavoro.

cafébabel: In quali settori sono riuscite a trovare un impiego?

Albena Kostadinova: Molto dipende dal grado di istruzione e di formazione professionale. Diventano giardinieri, sarti, cuochi. Quando sei bravo e vuoi riuscire ad ogni costo, poi  tutto si avvera.

cafébabel: Lei come reagisce al clichè dei "rom che non vogliono lavorare"? 

Albena Kostadinova: Ho sempre reagito molto duramente a queste affermazioni. Non si possono dipingere tutte le persone allo stesso modo. Ci sono rom e rom: e molti di loro vogliono lavorare!