Un interminabile viaggio verso il nulla

Articolo pubblicato il 14 settembre 2016
Articolo pubblicato il 14 settembre 2016

(Fotogallery). In Serbia. A metà strada. Intrappolati in un'attesa che dura troppo. Il fotografo spagnolo César Dezfuli segue e accompagna un gruppo di rifugiati nel loro esodo verso l'Europa, ad un anno dall'inizio della crisi. Le sue foto, che documentano la vita quotidiana dei nuovi arrivati sul suolo europeo, illuminano un luogo dove la speranza inizia a spegnersi.

Le giornate passano lente da quando hanno lasciato i loro Paesi d'origine. Non sanno dove passeranno la notte o cosa li aspetterà domani. In attesa di soluzioni che non arrivano, i rifugiati in Serbia (per lo più di nazionalità afghana o irachena) vadano per le strade del Paese, alla ricerca di un segno che possa, in qualche modo, cambiare il proprio destino.

L'obiettivo del fotografo César Dezfuli immortalò la crisi dei rifugiati già lo scorso anno, ma quest’estate ha deciso di tornare in Serbia per seguire l’evolversi della situazione nei Balcani. Si aspettava fosse migliorata, ma così non è. Le speranze, al contrario, iniziano a svanire. «C’è una situazione di stallo. Sempre più recinzioni, più polizia, più controlli. I rifugiati si affidano ai trafficanti. Ogni giorno circa 30 persone passano il confine ungherese legalmente. Il resto lo fa in modo illegale, cercando di non essere scoperti dalla polizia. Le loro ultime speranze li spingono a provarci comunque» spiega César.

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Il lavoro di César Dezfuli è disponibile sul suo sito.