Un fine settimana a Berlino con la nonna polacca

Articolo pubblicato il 05 settembre 2012
Articolo pubblicato il 05 settembre 2012

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Due generazioni ci hanno sempre separate, oggi anche 600 km. Come farebbero tutte le nonne, Wiesia è venuta a trovarmi durante un fine settimana, per festeggiare il suo ottantesimo compleanno e incontrare la sua pronipote e due bis-pronipoti trilingui.

Wiesia non ha avuto molto contatti con la Germania nella sua vita: quando il 1° settembre 1939 i tedeschi invasero la Polonia, lei aveva lo zaino sulle spalle, pronta per il primo giorno di scuola; poi, diventata adulta, ha incontrato un affascinante ciclista proveniente dalla Germania dell’Ovest. 31 anni fa è stata in gita a Berlino, prendendo un autobus da Varsavia, stracolmo di bagagli e oggetti di ogni genere. Era l’epoca delle sale da ballo a Alexanderplatz e delle cene alla TV Tower e alla porta di Brandeburgo, ma lei ha visto solo una parte di Berlino, letteralmente: l’Est. E poi c’è stata la caduta del muro e l’entrata della Polonia nell’UE. E proprio in quel giorno, il 1° marzo 2004, io - la sua pronipote - ho attraversato il confine passando per il ponte sul fiume Oder: da Slubice a Francoforte senza neanche mostrare il passaporto.

"Apostolis è gay, ma questo è sempre difficile da dire alle nonne, indipendentemente dalla loro provenienza"

E poi Wiesia ha conosciuto mio marito Thomas: la prima volta che le ho raccontato di aver conosciuto un tedesco fantastico, lei non ci credeva. Io con Thomas parlo in inglese, ma dato che conosce molto bene il russo, per fortuna della nonna è passato velocemente al polacco: da quel momento è diventato il suo genero prediletto e Wiesia in Polonia fa un’ottima pubblicità ai ragazzi tedeschi. E poi sono nati i bis-pronipoti polacco-tedeschi, motivo dell’arrivo di Wiesia a Berlino.

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L’autobus arriva puntuale alla stazione ZOB di Berlino, la nonna è stanca dopo un viaggio di 600 chilometri. Stiamo tornando a casa: abitiamo in un “WG” (Wohngemeinschaft), un appartamento condiviso con altre persone, che tra di loro non hanno alcun legame: non è solo questione di spendere meno, ma di vivere e cucinare insieme, e anche condividere le proprie esperienze. Oltre a noi, che siamo una coppia polacco-tedesca, sposata e con due bambine piccole, ci sono una ragazza polacca - Marta, un illustratore di libri per bambini proveniente da Singapore, il greco Oh e un coachsurfer turco. La nonna, come farebbe qualsiasi nonna che si rispetti, porta regali per la sua famiglia, ma senza perdere tempo rovista nella sua borsa e trova un regalo sia per il turco che per il greco.

Il nostro coinquilino turco prepara la cena per tutti: usiamo spezie orientali, provenienti nel vicino negozio asiatico, che la nonna non ha mai assaggiato. Di sottofondo si sentono i Beatles, che sempre aiutano nella socializzazione. Il greco e la nonna trascorrono una buona mezz’ora in cucina: Wiesia parla e parla, senza fermarsi un attimo, fino a quando arriva Thomas e le dice, in un polacco stentato, “sai, nonna, lui non ti capisce”. Ma lei sostiene il contrario: il ragazzo sorride così gentilmente, e lei continua: “hai una ragazza, una fidanzata?”. Apostolis è gay, ma questo è sempre difficile da dire alle nonne, indipendentemente dalla loro provenienza.

La più piccola delle nipoti di Wiesia, Hanna.

La nonna parla molto con Marta degli studenti di oggi. Wiesia ha lavorato per lungo tempo all’università di Varsavia e ha incontrato più di trenta generazioni di studenti. “Oggi tutti sono studenti. È un vero peccato che studiare non sia più qualcosa di cui andare orgogliosi”. Su iniziativa della nonna discutiamo molto anche delle Pussy Riot: anche se non ha mai ascoltato il punk rock e rispetta la chiesa, sostiene che “non si possono lasciare sole quelle povere ragazze”. Wiesna osserva l’appartamento, soffermandosi sui poster e sulle cartoline che sono appese. Cosa significa quel segno sul muro? “Vivi, ama, ridi”, e la nonna: “wooow, è proprio quello che scrivevo io sui muri diroccati della Varsavia del dopo guerra”.

"Oggi tutti sono studenti. È un vero peccato che studiare non sia più qualcosa di cui andare orgogliosi"

Oggi, Alexanderplatz è molto più affollata e ci sono molte meno sale da ballo rispetto a trent’anni fa. “Spesso non si riesce più a distinguere Berlino Est da Berlino Ovest” , dice Wiesia. Anche i biglietti per la TV Tower sono troppo costosi per la sua pensione, così per far rivivere a Wiesia i ricordi di anni fa, la portiamo al mercato turco, dove si può risparmiare un po’: Maybachufer a Neukölln, un popolare distretto di Berlino, è un posto da visitare il giovedì o il venerdì. Purtroppo però devo tornare a casa, per lavorare a un progetto a cui serve un po’ di pubblicità. “Ascolta, i miei amici mi hanno detto che su quell’internet c’è una cosa dove quando tu spedisci messaggio, puoi inviarlo anche a un sacco di altre persone. Sai cosa? Li chiamo e gli chiedo di inviare anche il tuo messaggio”, propone Wiesia.

La visita della nonna si conclude con una tappa al parco giochi: Prenzlauer Berg è considerato il distretto più a misura di bambino di tutta Europa. Le mie bambine si divertono e noi abbiamo tempo per parlare, la nonna è impressionata dal posto: i suoi colori, le parti di legno, si meraviglia di quanto ogni strada sia cambiata. “Sai, una volta avevo un fidanzato, il ciclista tedesco, te ne ho parlato - dice - era un periodo davvero sbagliato per una relazione. Immagina se l’avessi incontrato adesso, qui da qualche parte, con i nostri bis-pronipoti! Ehi, forse possiamo controllare se è su quel facebook, che ne dici?”.

Foto di © Anna Alboth