Un drammaturgo danese mette in scena "2083", il manifesto di Anders Breivik

Articolo pubblicato il 11 aprile 2012
Articolo pubblicato il 11 aprile 2012
"Puoi essere disgustato da ciò che ti affascina", ammette Christian Lollike, direttore di teatro e drammaturgo, che ha deciso di ricavare uno spettacolo da "2083 - Una dichiarazione europea d'indipendenza", il manifesto del terrorista di Oslo Anders Breivik. Lo spettacolo è previsto per ottobre 2012, nonostante le critiche dei partiti di destra e delle famiglie delle vittime.

La moda è nata ad Amsterdam, dove Theodor Holman ha scritto Breivik ontmoet Wilders, un dialogo tra il leader di estrema destra olandese Geert Wilders e Breivik. Adesso tocca al Café Teatret di Copenhagen mettere in scena il monologo di Lollike, a partire da ottobre 2012. La rappresentazione andrà in scena anche in Norvegia, dove l'anno scorso si è consumata la tragedia di Utoya.

cafebabel.com: Christian, in che modo il manifesto di Breivik rientra nel filone del tuo precedente lavoro di drammaturgo?

Christian Lollike: è sempre stato mio interesse analizzare il comportamento deviato, gli stati d’animo altalenanti, o gli eventi fondamentali che hanno un impatto sulla società e sono difficili da comprendere. Sono stato accusato di difendere il terrorismo perché nel 2006 ho scritto un’opera sull'11 settembre (The Wonder) in cui un terrorista spiegava le proprie ragioni. In un’altra opera sostenevo che ogni uomo fosse uno stupratore potenziale. La destra asserì che qualora sia questo il punto di vista insito in una rappresentazione teatrale, bisognerebbe toglierle il sostegno finanziario. Quando venni a sapere che un giovane uomo norvegese aveva assassinato dei giovani politicamente impegnati, ho iniziato a leggere il manifesto per capire come avesse potuto mettere in pratica un'azione così feroce..

cafebabel.com: che impatto ha avuto su di te la lettura?

Christian Lollike: mi ci è voluto un lasso di tempo piuttosto lungo per leggerlo. La prima metà è tutta sull’Islam e le i ‘bugiardi’ - persone che Breivik chiama anche ‘multiculturalisti’ - che ci credono. Non sono un esperto, ma usa una retorica potente e ad alcune persone potrebbe sembrare convincente. Ero molto triste e quasi in preda al mal di testa per tutti questi esasperati pensieri maligni sui musulmani. Leggerlo è orribile.

In alcuni passi sembra davvero razionale, ma rapidamente diventa molto chiaro al lettore che Breivik è ossessionato dalle teorie di cospirazione. E quando arrivi alla parte sui cavalieri templari è lì che inizi veramente a pensare: 'cazzo, che sta succedendo?'. Puoi essere disgustato da ciò che, allo stesso tempo, ti affascina. L'autore sembra un supereroe in missione per liberare l’Europa da pensieri stranieri e multiculturalisti. Ma i suoi atti vanno ben oltre l’immaginazione di un bambino.

cafebabel.com: perché usare la forma del monologo? Non ti sembra che faccia da portavoce per le idee di Breivik?

Christian Lollike: quando parla per se stesso, le cose che dichiara diventano piuttosto grottesche. In questo modo, non mi spaventa rappresentare un’opera teatrale basata sul suo manifesto. Ma allo stesso tempo credo che ne cambierò la forma per contestualizzarlo. Naturalmente contesterò le sue parole e opinioni sul palcoscenico, così le sue azioni non potranno essere giustificate.

cafebabel.com: durante la lettura lo spettacolo stava già formandosi nella tua mente?

Christian Lollike: quando ci siamo resi conto di quanto fosse potente e disgustoso, abbiamo estrapolato alcune immagini e provato a rappresentare questi estratti con un attore, tentando di comprendere e vedere chi era. La parte più difficile, quando inizi a lavorare su un nuovo progetto, è che dimentichi di che si tratta perché sei nel bel mezzo del processo creativo e non c’è più quella distanza ragionevole e oculata che hai normalmente rispetto ai fatti. Ti chiedi: ‘Come possiamo renderlo interessante?’. Una delle prime idee del progetto è stata quella di confezionare la muta di Breivik per farla ‘provare’ all’attore… e quando la vedi pensi: ‘è orribile’ – solo un’idea incompleta nel corso del processo di creazione. Il mio punto di partenza è dare alla gente la possibilità di vedere come lui si vede, e di capire il suo percorso da un mondo normale a un'oscurità completa. Mi servirò senza dubbio di altre voci. Forse il monologo potrebbe essere improvvisamente interrotto da qualcosa per poi riprendere. Non punto a renderlo politicamente corretto. Per essere sicuri che dia un quadro completo del personaggio, il pubblico deve sentirsi disgustato.

cafebabel.com: come hai difeso il tuo progetto davanti alle vittime o alle famiglie delle vittime?

"ll percorso di un assassino"Christian Lollike: è stato molto difficile, dal punto di vista emotivo, e quando è esploso il caso i media mi hanno dipinto come un uomo privo di empatia. La mia ragione più importante era ed è ancora che questo particolare tipo di terrore politico può ancora verificarsi. Ecco perché abbiamo bisogno di elaborare l’evento e di capire cosa sta succedendo e come può avere luogo. Un'altra ragione è che non si può cambiare il fatto che questo documento esiste e sarà letto da molte persone. Perciò dobbiamo considerarlo, indirizzarlo e inserirlo in una cornice, piuttosto che conservarlo come un documento fantasma.

cafebabel.com: è necessario affrontare il pubblico con così tanto odio e pensieri macabri?

Christian Lollike: molti dei pensieri e delle opinioni di Breivik sono lì fuori, anche nelle menti di persone ordinarie che non si considerano razziste. In Danimarca abbiamo in un certo senso legittimato l’uso di certi toni aprendo la strada ad un discorso negativo su come affrontare la questione degli stranieri, soprattutto i musulmani.

cafebabel.com: fino a che punto la figura di Anders Breivik ti colpisce personalmente?

Christian Lollike: non tocca il mio punto di vista politico. Abbiamo lavorato molto con l’attore, e per diventare lui sul palco devi  capire il filo del suo discorso, il suo modo di ragionare, per entrare davvero nel suo mondo. Non è un pensatore originale; non c'è pericolo di venire sedotti dai suoi pensieri.

Tuttavia è inevitabile subire questo fascino malato di un uomo in missione, un uomo contro il mondo intero. Le sue opinioni non sono tanto diverse da quelle di alcuni partiti nazionalisti di destra. Ha un’alta opinione di sé e da giovane a un certo punto cercò di entrare in politica. Effettivamente ottenne una posizione di spicco nell’ala giovani del partito nazionale in Norvegia, ma a un certo punto abbandonò tutto. Perché?

cafebabel.com: pensi che la tua opera teatrale, che andrà in scena anche in Norvegia, possa raggiungere uno scopo in Scandinavia?

Christian Lollike: lo spero. Forse sono troppo ottimista. Sono stato il primo a infrangere il tabù mentre in Norvegia c’era il comune accordo di non parlarne. Ma ora cominciano a spuntare altre voci di ogni tipo. A volte sento ancora che non dovrei portare avanti il progetto, ma in un modo o nell’altro ora che ho iniziato devo continuare. Mi sento obbligato a farlo.

Manifest 2083 è in programmazione al CaféTeatret di Copenhagen (Skindergade 3, 1159 Copenhagen) dall'11 Ottobre al 14 Novembre 2012.

Foto di Christian Lollike: © Nicola Zolin; copertina di Libération: (cc) Patrick Peccatte/ flickr.