Un anno di Erasmus senza il tuo jamón serrano

Articolo pubblicato il 26 novembre 2015
Articolo pubblicato il 26 novembre 2015

L'Erasmus in un qualsiasi Paese europeo è senza dubbio una delle esperienze più importanti nella vita di uno studente. Però, a parte gli amici, le feste, la nuova città e la nuova lingua, c'è qualcosa a cui quasi nessuno pensa, se non poco prima della partenza: come si mangia a casa propria, non si mangia da nessuna parte. I piatti che mancano di più agli spagnoli in Erasmus.

C'è qualcosa che, prima o poi, ogni studente spagnolo alle prese con il suo Erasmus in un Paese europeo impara: alcuni piatti come quelli di tua nonna, o degli ingredienti che prima consumavi tutti i giorni, non esistono nel Paese che ti accoglie. E non importa quanti supermercati giri e nemmeno in quanti gruppi Facebook domandi: ci sono prodotti che semplicemente non troverai.

È talmente vero che Internet si è popolato di pagine e negozi online rivolti, per l'appunto, agli studenti spagnoli che vivono all'estero. Ce ne sono alcuni che ti inviano addirittura la paella a domicilio! E sicuramente più di uno studente spagnolo ringrazia, dopo il quinto pacco di noodles.

Dalle crocchette alle lenticchie di mamma, dal riso a grani tondi al tomate frito, passando ovviamente per il venerato jamón serrano, il tipico prosciutto crudo spagnolo che prima o dopo tutti abbiamo ricevuto in buste sottovuoto. Io sono quella che chiedeva ai suoi genitori di aspettarla in aeroporto con un panino al prosciutto, e che può vantarsi di aver chiesto a tutti coloro che andavano a trovarla di portarle del cibo in valigia.

Tuttavia, c'è un chiaro vincitore: se si escludono coloro che, passando al lato oscuro, venerano il Nesquik, il Colacao è il prodotto più richiesto. Ma non l'unico. Ecco una lista dei prodotti spagnoli di cui tutti gli studenti spagnoli in Erasmus sentono la mancanza quando vivono in un paese straniero.

Tomate frito

«A dire la verità non è che io sia una habituè del tomate frito. Però è un'ottima scorta per qualsiasi studente, specialmente se vivi nel Paese della pasta, e io a Roma non l'ho trovato. Certo c'erano bottiglie di polpa di pomodoro, con verdure, con cipolla... Ma sempre crudo, il che voleva dire cuocerlo per almeno 15 minuti. Alla fine la soluzione per un pasto veloce ripiegava sempre su un pezzo di pizza ad un angolo qualsiasi. In compenso, chiedevamo a tutte le persone che venivano a trovarci di portare i biscotti Príncipe e il Colacao. Era la nostra piccola "tassa di soggiorno" per ospitarli e guidarli in città».

Júlia, in Erasmus a Roma

Mandarini

«Quando ero in Erasmus a Bruxelles, ciò che mi mancava di più, anche se può sembrare strano, erano la frutta e la verdura. Lì ti potevi abbuffare di waffle, birra e patatine fritte... Ma siccome seguivo la dieta mediterranea, mi mancavano soprattutto i mandarini, che sono la mia passione. Infatti, quando i miei genitori sono venuti a trovarmi a dicembre, il bagaglio a mano di mia madre era pieno di... sì, di mandarini!».

Carolina, in Erasmus a Bruxelles (Belgio)

Funghi, formaggi e vino

«In realtà non sono così legata alla cucina del mio Paese, per cui quando sono andata in Erasmus in Portogallo non ho sentito la mancanza di nessun piatto in particolare. Ma la mia famiglia sembrava volermi far sentire la mancanza della cucina spagnola: quando mia madre e i miei nonni sono venuti a trovarmi, hanno portato funghi vino del nostro paese, le conserve di pomodoro fatte da mia nonna, i formaggi... Ovviamente ho mangiato tutto molto volentieri, ma è pure vero che il baccalà e i dolci di Lisbona erano più che sufficienti per farmi contenta».

Irene, in Erasmus a Lisbona (Portogallo)

La paella e il riso

«Quello che mi è mancato di più sono stati i piatti a base di riso: paella, riso a banda (con il pesce tipico della costa valenciana, n.d.r.) e il riso al forno. Così dopo tre mesi che vivevo in Germania, mia madre mi ha spedito la paella. Il riso che trovavamo lì non era molto buono, ed era difficile trovare alcuni ingredienti per cucinarla, perciò improvvisavamo. Il pesce e i frutti di mare erano veramente cari e abbiamo potuto preparare il riso a banda una volta soltanto, ma i genitori di un'amica hanno portato la botifarra (un tipo di salsiccia, n.d.r.), e così ne abbiamo approfittato per preparare il riso al forno tre o quattro volte. Alla fine ci siamo arrangiati con quello che avevamo, ma era totalmente diverso rispetto a come si mangia a casa».

Marc, in Erasmus ad Aachen (Germania)

Le crocchette e l'insalata russa

«Quello che mi mancava di più erano le crocchette e l'insalata russa di mia madre. Ho anche chiesto ai miei genitori, quando sono venuti a trovarmi, che mi portassero un po' di jamón serrano e di Colacao. Ero partita dalla Spagna con le confezioni di Colacao che si usano nei bar, distribuite in tutta la valigia, in modo da avere una buona scorta. E per quanto riguarda il prosciutto, mia madre aveva l'abitudine di mandarmi le buste sottovuoto, ma alla fine me ne aveva mandato talmente tanto che ho dovuto dividerlo con i miei amici: non ne potevo più».

Alba, in Erasmus a Tampere (Finlandia)

Il pane con il pomodoro

«Senza dubbio quello che mi è mancato di più sono state i piatti tipici di casa: il pane con il pomodoro, la tortilla di patate, il prosciutto ma di quello buono... Per fortuna abbiamo trovato un ristorante che faceva della vera cucina spagnola e, anche se dovevamo risparmiare, alla fine ci siamo andati e abbiamo festeggiato. Devo anche ammettere che quando venivano a trovarmi delle persone, ho chiesto che mi si portassero due cose: i Panellets (dolce tipico catalano, n.d.r.) e il Cacaolat. È difficile mangiare bene in Inghilterra...».

Ariadna, in Erasmus a Newcastle (Regno Unito)

Le arance e le pencas

«Un po' perché sono una pessima cuoca e un po' perché i prodotti freschi costavano davvero caro, due delle cose che mi sono più mancate durante il mio Erasmus a Lione sono state le arance e le pencas (foglie di carciofi o spinaci, n.d.r.), che mia madre mette sempre nel puchero (un bollito tipico di Valencia, n.d.r.). E un po' anche il Colacao, che a mio avviso non ha niente a che vedere con il Nesquik, che invece era facile da trovare». 

Mar, in Erasmus a Lione (Francia)

Le lenticchie

«Malgrado fosse impossibile trovare il riso a grani tondi, quello che mi è mancato di più durante l'inverno in Norvegia sono state senza dubbio le lenticchie. Meno male che le nonne sono sempre disponibili a sfamarci, e quando la mia è venuta a trovarmi, ha portato una valigia piena di tutti gli ingredienti necessari per cucinarle. Mi ha lasciato dei tupperware di lenticchie già pronte, che mi sono bastate per due mesi».

Marina, in Erasmus a Bergen (Norvegia)