Umberto Bossi si dimette, nella Lega comincia il regolamento di conti

Articolo pubblicato il 05 aprile 2012
Articolo pubblicato il 05 aprile 2012
Umberto Bossi ha annunciato le sue dimissioni da segretario federale della Lega Nord. I "big" del partito chiedono un regolamento di conti, mentre l'ex segretario rimane in carica come presidente.

Umberto Bossi si è dimesso dall’incarico di segretario della Lega Nord. Secondo le prime indiscrezioni, alla luce delle inchieste sul tesoriereFrancesco Belsito, si fa accenno a non ben quantificate “somme in nero” depositate da Bossi nelle casse del partito, carnet di assegni intitolati alla sua famiglia e altri movimenti sospetti nei bilanci contabili. Sono questi i cosiddetti “costi della famiglia” Bossi, addebitati alle casse delle camice verdi.

Negli ultimi giorni il segretario è apparso particolarmente nervoso, con il “vaffa” augurato alla troupe di Mentana (tg La7), e inspiegabilmente reticente, riguardo alle accuse piovute addosso a Belsito. Per un partito che si vantava di voler mettere a ferro e fuoco “Roma ladrona”, uno scandalo finanziario è peggio dei ribaltoni di governo e delle faide intestine.

La decisione finale del Senatùr, che sta trattando per mantenere un ruolo nella Lega (presidente del partito?), è apparsa la logica conseguenza di una tattica attendista e inconcludente. Bossi ha temporeggiato nel mettere alla porta Belsito, sollevando polemiche inutili e dichiarazioni surreali in stile Scajola ("denuncerò chi ha usato i soldi della Lega per pagare la mia casa"), legando così la propria rovina personale a quella del tesoriere.

"Denuncerò chi ha usato i soldi della Lega per pagare la mia casa!", la sua ultima provocazione?

Fine di un’epoca? Sicuramente la fine politica di Umberto Bossi, segretario della Lega Nord fin dalla sua fondazione, nel 1989, e l’inizio di una vera rivoluzione all’interno del partito. Roberto Maroni, al quale l’elettorato leghista ha da tempo manifestato il proprio appoggio, è pronto a riscuotere l’eredità del Senatùr. Sperando che in cassa sia rimasto qualcosa.

Foto di copertina: maxalari/flickr; testo: (cc) ilfattoquotidiano/flickr.