Ulster, il ritorno della politica zittito

Articolo pubblicato il 27 febbraio 2002
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Articolo pubblicato il 27 febbraio 2002

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Il disarmo dellIRA è stato accompagnato dal silenzio dei media: qual è la logica perversa che rende la guerra più interessante della pace? Analisi degli Accordi di Belfast nel contesto internazionale.

Forse mai come oggi possiamo dire che questo mondo è sempre più piccolo. E diventato talmente ridotto nelle sue dimensioni che addirittura solo qualche paese ne resta fuori o non entra a far parte del villaggio globale la cui vita è raccontata attraverso i mezzi di comunicazione solamente quando produce immagini spettacolari che adescano laudience.

La decisione dellIRA (Esercito Repubblicano Irlandese) di posare le armi dopo quasi mezzo secolo di guerra è un avvenimento per il quale si può adoperare il tanto abusato termine storico. I media, tuttavia, hanno praticamente ignorato la questione. Comprendo la precedenza data allattualità e limportanza dell(allora in corso) conflitto in Afghanistan, ma non capisco come si possano voltare le spalle alla storia e. LIrlanda del Nord è stata bagnata con il sangue di migliaia di persone negli ultimi cinquantanni e i diritti umani sono stati calpestati per decenni. Oggi che si è accesa una luce con cui cercare la speranza, in un tunnel che sembrava dover essere senza uscita, cè chi quella luce la lascia nellombra.

Il disarmo è un passo fondamentale verso la pace, non solo perché permette di salvare il good friday agreement del 1998 - che pure spesso si era trovato a pochi passi da un precipizio - ma soprattutto perché è accaduto ciò che in molti ritenevano impossibile. Il muro su cui il processo di pace si infrangeva ogniqualvolta che tentava di avviarsi, ha deciso di buttarsi giù.

Limpiego del mezzo militare è stato lostacolo che impediva il dialogo, ma oggi, grazie al suo abbandono, la soluzione politica e democratica sembra possibile. Laccordo di Belfast prevede un auto-governo in cui sono rappresentate tutte le forze politiche nord irlandesi, compreso lo Sinn Fein, il partito repubblicano che ha ottenuto quasi il 20% delle preferenze nelle elezioni del 1999, dando così allUlster una sua propria politica.

Laccordo raggiunto prescrive il graduale disimpegno delle truppe inglesi nellarea, il rilascio di quasi 400 prigionieri (politici) e una commissione per il rispetto dei diritti civili, gettando così le basi per la proclamazione di un referendum di annessione alla Repubblica dIrlanda. Laccordo è stato reso possibile grazie alla tenacia e al coraggio di tutte le parti. David Trimble, leader dellUlster Unionist Party (partito di maggioranza dellIrlanda del Nord) è riuscito a convincere gran parte dei suoi circa limportanza di un accordo con i repubblicani. Limpegno inaspettato di Tony Blair, il quale ha compreso come i vuoti lasciati dalla politica vengano sempre riempiti dalla violenza (cosa che purtroppo molti dei suoi predecessori non avevano drammaticamente intuito) è stato fondamentale nellaprire un dialogo che portasse ad un accordo. Gerry Adams, leader dello Sinn Fein, è stato capace di far comprendere alla sua base militare che una via politica poteva essere utile per la causa repubblicana. A ciò va aggiunta la capacità del generale de Chastelain (leader dellIRA) di aver compreso come fosse vitale intraprendere la via non violenta. Altrettanto significativi sono stati gli interventi statunitensi: Bill Clinton aveva assunto molti rischi per la causa della pace mandando una rappresentanza (capeggiata dal senatore Mitchell) a sedersi al tavolo delle trattative ed è stato uno dei primi ad aprire la porta a Gerry Adams anche quando lIRA era ancora attiva. LUnione Europea ha giocato un ruolo latente ma significativo, attraverso linstaurazione di un programma per il supporto della pace ed aiuti economici per attività di partnership finalizzate ad unire unionisti e repubblicani. Naturalmente gli attentati dell11 settembre hanno dato una forte spinta simbolica nella ricerca di percorsi alternativi al terrorismo.

Nonostante laria di euforia che si respira a Belfast, la strada della pace è ancora in parte da percorrere. Alcune questioni sono ancora aperte. E necessario verificare come reagirà la Real IRA, il gruppo dissidente dellesercito repubblicano che non ha mai creduto nella percorribilità della via democratica. Adams oggi ha il duplice compito di vigilare sul disarmo e tentare in qualche modo di persuadere gli estremisti che gli attentati non sono lunica voce per far sentire le proprie ragioni. Trimble deve convincere quella parte di unionisti che vedono nel disarmo un semplice sonno momentaneo dellIRA, che è necessario dialogare con i repubblicani e concedere una possibilità alla democrazia anche a costo di perdere alcuni privilegi.

Trovo che esistano anche delle questioni teoriche, generate come conseguenza di questo avvenimento storico e che queste assumono unimportanza ulteriore alla luce degli attentati di New York e Washington. Un giornalista dellIndependent ha affermato che la questione nord-irlandese è lesempio concreto che esiste una possibilità politica nella lotta contro il terrorismo. Penso che manchi un aggettivo in questa frase, si dovrebbe parlare di politica giusta. LIRA ha trovato uno spazio per agire su di un palcoscenico dove venivano calpestati diritti civili, si era sordi al dialogo e si rispondeva con la repressione a legittimi bisogni di carattere politico-sociale. E solo quando è calato il sipario sullingiustizia che la politica ha avuto la possibilità di camminare sulle gambe della democrazia.

E per questo motivo che non sono daccordo con alcuni esponenti unionisti che accusano Blair di aver avuto un atteggiamento più soft nei confronti dellIRA rispetto a quello che oggi ha nei confronti di Al Qaida. Non credo esista una definizione in cui racchiudere ogni forma di terrorismo, one size doesnt fit all, non si possono eludere le motivazioni che danno ad ogni rete terroristica una propria specificità. Non desidero in alcun modo giustificare il terrorismo come mezzo, ma ritengo che si debba tentare di capire cosa sta dietro alle richieste del terrorista e scoprire da cosa è reso fertile il terreno su cui questo può crescere. Non pretendo inoltre di dare giudizi di merito sulla legittimità o meno di una richiesta repubblicana nellUlster - il tribunale della storia è un ottimo arbitro in questo senso - ma si dovrebbe ragionare sulle lacune democratiche che hanno favorito lazione terroristica causando una tragica unione di sangue e lacrime. Solamente dopo aver compreso tutto ciò, la via politica è stata percorribile ed è in questa prospettiva che una politica per essere efficace deve essere giusta.

I media dovrebbero raccontare questa vittoria politica e democratica, e i mezzi di comunicazione accendere i riflettori anche sulla pace. Per quanto il mondo potrà divenire sempre più piccolo, non si dovrà mai tener lontano dai suoi confini la speranza e il dialogo.