Ucraina: pugni tra Russia ed Europa

Articolo pubblicato il 26 novembre 2013
Articolo pubblicato il 26 novembre 2013

Il governo ucraino decide di non firmare l'accordo di libero scambio con l'Ue. Il cordone ombelicale che lega il Paese alla Madre Russia è forte e fatto di ricatti e boicottaggi. I cittadini non ci stanno e scendono in piazza guidati dal leader dell'opposizione, nonché pugile, Vitaliy Klychko. Che sia solo il primo round di un lungo incontro?

Mancavano pochi giorni alla firma dell'accordo di Associazione per favorire il libero scambio tra l'Ucraina e l'Unione europea, quando il primo ministro Azarov e il presidente Viktor Yanukovych hanno ufficialmente dichiarato il cambio di rotta: l'accordo non si firmerà a Vilnius il 28 novembre 2013 come era stato previsto. Tra gli argomenti a favore di tale decisione: la necessità di salvaguardare la situazione economica del Paese e concentrarsi sulla cooperazione economica con i partner più importanti, cioè quelli dell'Unione doganale.

divorzio all'ucraina 

Dopo aver fatto parte dell'impero austro- ungarico e russo per diversi secoli e dopo aver obbedito per 70 anni all'Unione Sovietica, l'Ucraina potrebbe essere considerata, ancora una volta, schiava della sua posizione geografica, essendo oggi uno "Stato cuscinetto" tra l'Ue e la Russia. Purtroppo ha vinto Mosca e il suo uomo più potente, Vladimir Putin, specializzato nei ricatti internazionali. Un riavvicinamento troppo forte tra Bruxelles e Kiev rappresenta un "tradimento" delle condizioni prestabilite per Mosca, che continua a considerare i Paesi della Comunità degli Stati indipendenti come parte della sua zona d'influenza. Infatti, il primo ministro russo Dmitrij Medvedev e il presidente Vladimir Putin, non hanno smesso di sottolineare che, tramite l'accordo, l'Ucraina avrebbe rischiato di perdere tutti i privilegi nelle relazioni economico-politiche con la "Grande Madre Russia" e di rimanere senza il suo aiuto e sostegno. In tal senso, sono da annoverare: il boicotaggio dei prodotti ucraini destinati al mercato russo, la recente "guerra di cioccolato" e l'aumento forzato del prezzo del gas per l'Ucraina. Ma c'è stata anche una spietata propaganda dei media contro l'accordo, come testimonia un programma speciale lanciato dal canale russo Россия24 dai primi giorni delle trattative con l'Unione europea. Il programma, intitolato "Il divorzio all'ucraina", ha visto la maggior parte dei giornalisti affermare che l'avvicinamento tra Kiev a Bruxelles sarebbe stato pericoloso per la sovranità politica ed economica del Paese.

I cittadini vogliono l'Europa

Con il nuovo governo di Kiev, guidato dall'attuale presidente Yanukovych, la Russia ha raggiunto molti dei suoi obiettivi in Ucraina. Dal rinnovo del contratto di affitto di Sebastopoli per la Flotta russa del Mar Nero, alla decisione del Parlamento ucraino di rendere illegale l'appartenenza alla NATO. Inoltre, Mosca spera ancora di controllare il sistema di trasporto del gas e le fonti di energia ucraine in generale.

La reazione dell'Unione europea è soltanto un grande stupore. Il presidente polacco, Aleksander Kwasniewski, grande lobbista per l'integrazione dell'Ucraina nell'Ue e uno degli inviati speciali a Kiev da parte di Bruxelles – era stato incaricato di redigere il report finale sui "compiti da fare in casa" dell'Ucraina – ha rinunciato a fare qualsiasi commento sulla decisione inaspettata del governo di Kiev. L'opposizione parlamentare ucraina, rapresentata dal partito dell'ex primo ministro Yulia Timoshenko e dal partito UDAR di Vitaliy Klychko, ha cominciato la raccolta delle firme per lanciare l'accusa di impeachment per il presidente Yanukovych, sottolineando che la decisione è illegale e incostituzionale perché non salvaguarda la volontà dell'intero Paese, ma soltanto gli interessi del gruppo politico filorusso.

Poche ore dopo la dichiarazione della rinuncia, i primi 1500 ucraini si sono organizzati tramite i social network e hanno occupato la famosa piazza Maidan, di Kiev. Anche nelle altre città dell'Ucraina i cittadini stanno scendendo in strada per rivendicare il loro futuro europeo, fuori dalla pressione della Russia. Ce la faranno anche questa volta a difendere i loro diritti come avevano fatto 9 anni fa, nel novembre del 2004, durante la Rivoluzione arancione?

L'adesione all'Unione europea è una scelta condivisa dalla maggioranza della società ucraina e non è una scelta politica. Per l'Ucraina, aderire all'Ue significherebbe tagliare definitivamente con il passato comunista e forse avere reali possibilità di cambiare l'attuale sistema. "L'Ucraina contiene due anime", – scrive Massimo De Pasquale in un suo libro,–  ma vuole essere una unita e indipendente in un'Europa rispettosa che tuteli la sua caleidoscopica sovranità e identità nazionale".