Ucraina: l'AIDS uccide e le cliniche chiudono

Articolo pubblicato il 09 novembre 2010
Articolo pubblicato il 09 novembre 2010
Il virus dell’AIDS si sta diffondendo rapidamente nell’Europa dell’est – è quanto hanno affermato gli esperti alla XVIII Conferenza Mondiale sull’AIDS tenutasi a Vienna qualche mese fa. Con l’1,6% della popolazione ucraina infettata, il Paese detiene il più alto tasso in Europa. Tuttavia il problema viene nascosto o ignorato.
Si dice che a Kiev verrà chiuso uno dei centri più importanti per la cura dell’AIDS per far posto a un hotel di lusso. Una decisione che ha scatenato proteste e manifestazioni in tutto il Paese.

Nell’Europa orientale si sta diffondendo una vera e propria epidemia di AIDS. Secondo le Nazioni Unite, il numero dei casi di infezione da HIV è pari a un milione e mezzo. Il rapporto dell’UNICEF, presentato all’apertura della Conferenza Mondiale sull’AIDS, che si è tenuta a Vienna dal 18 al 23 luglio 2010, rivela che in nessun’altra zona del mondo il tasso di infezione da HIV cresce così rapidamente come in questa regione. Il paese più colpito è l’Ucraina. Secondo le stime dell’OMS, l’1,6% della popolazione nella zona che va dai Carpazi a Krim è infetto da HIV. Per fare un paragone: in Germania questo dato è pari allo 0,1%. Solo nella città di Odessa si contano 150.000 HIV-positivi.

Le organizzazioni umanitarie come “Rete Ucraina degli Sieropositivi” lanciano un appello al governo, affinché prenda sul serio il problema, anche se purtroppo ciò non avviene. Anzi, potrebbe addirittura chiudere uno dei centri più importanti del paese per la cura dell’AIDS. Nella cosiddetta clinica-lavra di Kiev - un ospedale che vanta gli standard nazionali più alti per il trattamento di pazienti infetti da HIV - si curano più di 1.000 sieropositivi.

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La clinica venne inaugurata nel 2002 dall’ex segretario generale dell’ONU Kofi Annan. Il centro è situato accanto a un monastero, il Pecherskaya Lavra di Kiev, e dovrebbe far posto a un hotel di lusso. «Non abbiamo alcuna dichiarazione in merito alla decisione del governo», afferma Dimitry Sherembey, portavoce della “Rete Ucraina degli Sieropositivi”, e aggiunge: «abbiamo saputo che l’edificio dovrebbe diventare un hotel di lusso per gli ospiti del monastero».

Poco dopo, un portavoce del Primo ministro ucraino Mykola Asarow ha confermato che il governo aveva intenzione di “dislocare” la clinica. Il che significa che il ministero della Salute è alla ricerca di un'altra sede.

Con lo slogan “Comprare ospedali è più costoso”, gli HIV-positivi sono scesi in piazza a Kiev, Odessa e Sebastopoli contro la chiusura della clinica. In segno di protesta, i pazienti della clinica-lavra si sono seduti sui materassi che avevano portato davanti alla sede del governo a Kiev.

Tra i dimostranti c’erano anche Katja e Maxim, entrambi sieropositivi, ed entrambi attualmente vengono curati nella clinica-lavra. «Dopo che mi è stata diagnosticata l’AIDS, ho perso il lavoro», afferma Katja. Nella provincia nessuno è stato in grado di aiutarla ed è per questo che si è trasferita a Kiev. In Ucraina, molti sieropositivi sono costretti a lottare contro l’emarginazione e la discriminazione. «Nelle piccole città la situazione è particolarmente drammatica - racconta Maxim, - alle persone viene negata la cura e vengono semplicemente ignorate».

Oltre alla prostituzione e all’abuso di droga, anche l’ignoranza e l’incertezza sono tra le cause dell’aumento esponenziale di infezioni da HIV/AIDS in Ucraina. Pertanto, la Società Tedesca per la Cooperazione Tecnica ha avviato una campagna informativa a livello nazionale. Tra le tante iniziative, a Kiev il problema viene segnalato attraverso cartelloni pubblicitari. Finora non è possibile stabilire se la campagna raggiungerà i cittadini e, soprattutto, i politici. La scorsa settimana un medico della clinica-lavra ha affermato davanti ai media che: «Tra i nostri pazienti vi sono anche molte persone influenti che fanno di tutto per nascondere la loro condizione».

L’autore di questo articolo, André Eichhofer, è membro della rete di corrispondenti n-ost

Foto: ©vergessen-ist-ansteckend.de; ©IAS/Steve Forrest/Workers' Photos; Video (cc)EUXTV/youtube