Ucraina, i media in bianco contro la diffamazione

Articolo pubblicato il 10 ottobre 2012
Articolo pubblicato il 10 ottobre 2012
A un mese dalle elezioni parlamentari in Ucraina, una nuova legge potrebbe mettere il bavaglio a chiunque osi “diffamare” i politici. Giornalisti e cittadini hanno costretto il governo a fare marcia indietro. Ma solo fino al prossimo 28 ottobre.

I parlamentari ucraini hanno deciso di risolvere problemi urgenti, come rinnovare il Codice Criminale, inasprendo le leggi sulla diffamazione. Quando, se non prima delle elezioni parlamentari, votare certe leggi? Magari per evitare che cattivi giornalisti parlino male dei bravi politici, per esempio di Vitaliy Zhuravskyj, l’autore stesso della legge contro la diffamazione.

"La legge prevedeva da due a cinque anni di carcere per quelli che “parlano male degli altri"'

Costui è deputato del partito “Partia Reghionov”, oggi maggioranza nel parlamento in coalizione con il Partito Comunista e il partito “Narodna Partia”. La legge da lui presentata prevedeva da due a cinque anni di carcere per quelli che “parlano male degli altri”. Nella versione attuale, invece, è prevista la responsabilità amministrativa e una pena pecuniaria solo se la diffamazione viene confermata dopo il processo, come nella maggioranza dei paesi europei.

In lutto per la libertà di stampa

Così il 25 settembre, la maggior parte dei giornali, delle riviste, dei canali televisivi, dei siti internet e le due più grosse agenzie stampa in Ucraina hanno pubblicato in prima pagina delle fasce nere come segno di lutto, per protestare contro la proposta di legge sul reato di diffamazione con lo slogan “proteggi il tuo diritto di sapere. Dici NO alla legge sul reato di diffamazione” (dall’ucraino “Не мовчи! Скажи НІ закону про наклеп!").

La legge è passata in prima lettura nel Parlamento ucraino. Ma il problema vero risiede nella sua applicazione. Su questo sono d’accordo sia l’opposizione parlamentare che i giornalisti e i cittadini comuni. Tenendo conto di come il governo attuale abbia iniziato la sua politica con l’arresto dei suoi avversari, l’ex primo ministro Yulia Timoshenko e l’ex ministro dell’Interno Yuriy Lutzenko, si potrebbe immaginare che anche una persona semplice, dopo aver pubblicato un commento sconveniente su uno dei politici o uomini d’affari legati all’attuale governo, possa ricevere un simile trattamento.

Le pene previste

«Prima c’è stato un “perfezionamento” delle leggi fiscali, che hanno messo in ginocchio le piccole e medie imprese – scrive nel suo blog il deputato dell’opposizione e presidente del partito “Sobor”, Pavlo Zhebrivskyj - Subito dopo, invece, la legge sulle libere riunioni e manifestazioni, copiata dalla Russia, per impedire alla opposizione di protestare. Ora c’è la responsabilità criminale sulla diffamazione, per chiudere la bocca ai giornalisti. Per chi svolge un’inchiesta sulle privatizzazioni illegali e sulla corruzione dei parlamentari, potrebbe incorrere in 5 anni di carcere garantito, sia per l’autore dell’articolo che per il direttore del giornale».

"Già oggi è difficile per i giornalisti fare inchieste senza finire nei guai, figuriamoci con una legge simile"

I parlamentari, evidentemente, non hanno ancora capito che i giornalisti non accettano più di scrivere al ritmo della loro musica. I media ucraini non hanno smesso di pubblicare le loro inchieste nemmeno dopo l’uccisione del giornalista Georghiy Gongadze, il primo “nemico pubblico” dell’allora presidente Leonid Kuchma. Hanno lottato per la libertà di parola nel 2004, e anche se oggi la Rivoluzione Arancione non si potrebbe chiamare una vittoria, non è però più il caso che in Ucraina si approvino leggi del genere.

Le pagine bianche dei giornali

Alcuni giornali e riviste nazionali e locali sono invece usciti con la copertina bianca, come il settimanale Korrespondent. Vitaliy Sych, direttore della rivista, sottolinea che la maggioranza parlamentare con questa legge vuole imporre la censura nel paese. “Già oggi è difficile per i giornalisti fare inchieste senza finire nei guai, figuriamoci con l’approvazione di una legge simile. Basterebbe una chiamata alla polizia per chiudere la bocca a giornalisti e cittadini. In Russia già mettevano in prigione per i commenti nei social network. Non vorrei che succedesse anche da noi. Oggi i politici vogliono non solo derubare il paese, ma anche zittire chi parla dei loro crimini. Penso che con questa legge il partito “Partia Reghiony” abbia superato qualsiasi limite”.

"Vitaliy Zhuravskyj, l’autore della legge, non si sa come, ha promesso di revocarla"

Il primo e il secondo ottobre una larga parte di giornalisti ucraini è scesa in piazza davanti al Parlamento, per manifestare affinché la legge venga abolita. Il presidente del Parlamento Volodymyr Lytvyn ha firmato personalmente il decreto, assicurando che la legge non verrà riproposta, perché “gli errori non si ripetono, ma si imparano”.

Il dopo elezioni

Intanto il presidente ucraino Viktor Janukovich si è affrettato a dichiarare, attraverso il suo addetto stampa, che non avrebbe firmato in nessun caso una legge simile, spiegando che i deputati hanno capito male la proposta. Lo stesso deputato Vitaliy Zhuravskyj, l’autore della legge, non si sa come, ha promesso di revocarla, garantendo tutti 226 voti necessari. Allo stesso tempo ha assicurato, tuttavia, di volerla riproporre, dopo le elezioni del 28 ottobre 2012.

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