"Uberizzare": la concorrenza parte in quinta

Articolo pubblicato il 17 giugno 2015
Articolo pubblicato il 17 giugno 2015

Da buona linguista, sto attenta ai neologismi: quelle piccole creazioni linguistiche che sconvolgono il nostro intero rapporto alla lingua. Eccone uno frutto di un processo di suffissazione che sta scivolando dal linguaggio del marketing a quello comune: uberizzazione. Allacciate le cinture, si parte!

Ricercando la definizione di uberizzare su Google, non appare alcun risultato. Eppure Rue89Les ÉchosLe Point, France Inter et France Info parlano di un fenomeno di messa in contatto fra utenti e fornitori di diversi servizi (e autisti di diversi mezzi di trasporto), che sconvologno lo spirito imprenditoriale del 21esimo secolo. Sarebbe stato Marc Levy, presidente di Publicis (multinazionale francese che si occupa di pubblicità, ndt), ad aver usato il termine per primo, impotente di fronte alla crescita delle imprese cosiddette 'tecnologiche', veri e propri formicai di geeks qualificati.

Oltre le email e powerpoint

Ecco i tentativi di definizione di uberizzare presi da Wikipedia. Senso n° 1: Modificare prendendo Uber come esempio. Esempio: «Se credi che il tuo mestiere non possa essere uberizzato, ti farai sorprendere dagli attori che non sono storici del tuo mestiere». Senso n°2: Mandare fuori moda, far sparire un concorrente sprovveduto di fronte all’innovazione tecnologica. Contesto: «Tutti hanno paura di farsi uberizzare».

Eppure sembra che sia un’altra la definizione che si nasconde dietro tutti questi articoli. Si parla di "avvento dell’autoimprenditore", di "ubereconomia". Altrettante perifrasi che annunciano una transizione particolare della nostra economia verso degli scambi di servizio atomizzati, da privato a privato. Dopo AirBnB e Amazon, Uber rosicchia fette di mercato ai più grandi, e sopprime gli intermediari del trasporto. E gli impiegati, si stanno uberizzando pure loro?

«Le grandi ditte hanno a lungo creduto che il digitale si limitasse a creare siti vetrine per le loro imprese, communicare tramite email e fare delle presentazioni Power Point. Ora hanno realizzato che il concetto di 'digitale' è molto più ampio: tocca il rapporto cliente/consumatore, la circolazione dell’informazione all'interno dell’impresa, la gestione delle relazioni umane, il concetto stesso di prodotto…», spiegava Pierre Haski su Rue89.

Testacoda digitale

In riassunto, l’uberizzazione dimostra ancor più a che punto il nostro rapporto col tempo è cambiato dalla creazione di internet. Prima che Facebook prendesse il sopravvento sulla chat di Msn, prim’ancora che Wordpress rimpiazzasse i nostri piccoli blog, le imprese diventavano millionarie soltanto dopo alcuni decenni. Oggi, i grandi del web riescono a imporsi nel giro di 5 anni.

«Il successo di Uber è evidentemente l’esempio più eclatante. Creata nel 2009, l’impresa è oggi presente in 58 paesi, genera un miliardo di fatturato e ha un valore di 40 miliardi di dollari. E' enorme, più grande di tutte le compagnie aeree americane messe insieme», afferma Isabelle Chaillou, giornalista di France Info. Attenti a fare indigestione, però, perché il web (insieme ai grandi protagonisti del digitale) sembra andare così di fretta che potrebbe uscire di strada in qualsiasi momento. Si parlerebbe allora di "auto-uberizzazione", una sorta di testacoda numerico.