Tutto in una borsa...e che TFF sia!

Articolo pubblicato il 28 novembre 2011
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Articolo pubblicato il 28 novembre 2011
Ho una fantastica borsa in pvc, nera con un logo rosso. La accarezzo con gli occhi come da bambina lisciavo i regali di Natale ancora impacchettati sotto l’albero. Fino alla fine della settimana la porterò a spasso con fare da sciantosa, come la più preziosa it-bag.
So che non sarò l’unica e quando incrocerò altre signorine -ma anche dei giovanotti- con la stessa borsa, ci scambieremo un sorriso d’intesa e magari potrà addirittura capitare che con qualcuno diventerà la scusa per fare due parole, alla faccia del luogo comune che a Torino la gente è fredda e diffidente. A distinguerci l’un l’altro, noi con la borsa di pvc nero e il logo rosso, sarà il gingillo colorato che porteremo al collo. Borsa, badge, cordoncino portano tutti lo stesso logo: TFF. E Torino Film Festival vuol dire magia. Una magia che non è solo quella del cinema, ma è propria di una città che -complice il frescolino di fine novembre, le luci d’artista ormai accese, i tanti forestieri che arrivano con la scusa di un film e poi si ritrovano in uno scenario inatteso- assume un’aria decisamente sparkling. Da parte mia questa del TFF è una tradizione, un punto fisso nel mio autunno, che bramo e poi mi gusto voracemente. Negli anni è cambiato il tempo da dedicarci, le pagine su cui scriverne, gli amici e i colleghi con cui parlarne. Però è sempre con dovizia che sottolineo e organizzo il mio programma personale, ed è con sottile piacere che mi concedo una trasgressiva sessione di corti in pausa pranzo, per non parlare poi dello stupore con cui durante il TFF mi trovo davanti agli occhi una Torino inedita. Oltre a tutto questo, tra le novità di quest’anno, penso che a darmi particolare soddisfazione non sarà il tanto declamato nuovo tappeto rosso gremito di star, quanto il Giardino d’Inverno di piazzale Valdo Fusi, dove transiteranno gli addetti a lavori, di certo sì anche qualche nome, molta musica, bicchieri e si spera qualche aneddoto da raccontare su queste pagine.

Eleonora Palermo