Tutti contro Syriza: storia di una manipolazione mediatica

Articolo pubblicato il 25 gennaio 2015
Articolo pubblicato il 25 gennaio 2015

(Opinione) Qual è la differenza tra informazione e propaganda? In Grecia, la distanza potrebbe non essere così netta.

Immagina di essere in una stanza piena di scatole aperte. Nel bel mezzo della stanza c'è una grande scatola rossa, ma è chiusa. Tu non hai la più pallida idea di quello che ci potrebbe essere dentro. E forse non hai nemmeno tutta questa gran voglia di scoprirlo. Nonostante i tuoi tentativi di non prenderla in considerazione, la scatola inizia ad attirare la tua attenzione mentre le tante voci, intense e forti, che ti circondano ti suggeriscono di non aprirla. Improvvisamente, ti ritrovi in una situazione spaventosa dove tutti questi messaggi non fanno altro che mostrarti l'orribile (e instabile) vita che ti aspetta laddove dovessi aprire la scatola. Ma, mentre le voci continuano a terrorizzarti, tu diventi sempre più curioso. Insomma, la vuoi aprire questa scatola o no?

Syriza a.k.a la fine del mondo

La Grecia è a un passo dalle elezioni: l'aspettativa generale è quella di un governo di estrema sinistra, per la prima volta al potere non sola nella storia della Grecia, ma anche in quella dell'Europa. Avendo vinto le ultime elezioni europee, Syriza, il partito anti-austerity d'estrema sinistra, è in testa. Non solo, ha guidato i sondaggi nazionali per mesi e, secondo il sentimento generale degli elettori, sarà proprio questo il partito che vincerà le elezioni. Mentre Syriza emerge come primo formazione politica, non è chiaro se il leader 40enne Alexis Tsipras riuscirà a ottenere i numeri per formare un governo.

Durante questo periodo pre-elettorale, Syriza è stato travolto da uno tsunami di propaganda e paura. I media di massa non stanno facendo che terrorizzare gli elettori con degli orribili scenari di catastrofe imminente. Dai titoli spaventosi delle prime pagine dei quotidiani che minacciano l'uscita della Grecia dall'eurozona (scenario ribattezzato con lo stravagante nome di GRexit) ai terrificanti reportage su come la Grecia verrà economicamente distrutta, portando con sé il resto dell'Europa. Questa "guerra psicologica" ha preso addirittura in prestito degli orsi spaventosi per annunciare che «La guerra russa sta arrivando» (tratto dal quotidiano Ta Nea). O ancora titoli a nove colonne come «Commedia e tragedia: bancarotta, uscita dall'eurozona, rischio ai confini», gentilmente offerti dal quotidiano Axia sempre per demonizzare Syriza. E, come se questo non fosse già sufficiente, i media hanno aggiunto l'immagine dell'uomo del Monopoly che fugge con i depositi della Grecia con tanto di «Rischio di bancarotta come nel 2012: 2,5 miliardi di euro hanno già lasciato le banche» come titolo.  

E questo non è un fenomeno legato ai soli quotidiani. I programmi della tv greca operano esattamente nella stessa maniera. La maggior parte della cosiddetta informazione non fa altro che incoraggiare discorsi vuoti e spiegazioni discutibili sui possibili futuri pericoli di un governo targato Syriza. Ciononostante, i maggiori network tendono ad invitare in trasmissione i soliti volti dell'attuale coalizione di governo, Nuova Democrazia e Pasok, per sostenere il loro dibattito su euro vs. dracma e, ovviamente, stabilità vs. instabilità. Non a caso, non sono certo poche le persone che sostengono che i media greci non siano altro che strumenti di propaganda. E intanto, la grande scatola rossa resta chiusa nel bel mezzo della stanza...

Chi l'ha detto che le storie vere sono le migliori?

Nonostante i media greci continuino a bombardare il proprio pubblico con un nemico soprannominato Syriza, non è stato facile neanche per loro far montare il caso. La loro intenzione è quella di far aumentare l'insicurezza su un possibile governo targato Syriza, tanto che i dati forniti da fonti qualificate non sembrano più avere l'importanza che avevano una volta. Comunque, c'è una differenza nel riportare le notizie e nel farlo secondo l'approccio dei media greci.

Anche la mancanza di oggettività dei media mainstream ha qualcosa a che fare con i risultati dei sondaggi elettorali, soprattutto nella loro raffigurazione grafica. Se credete che il 4,7% sia meno del 4,8%, allora è evidente: vivete in un mondo diverso da quello di SKAI TV!

Questo canale ha diffuso un grafico sui risultati di un sondaggio curato dal quotidiano Eleftheros tipos. Per SKAI, il partito di centro Potami, che ha raccolto il 4,7% dei consensi, va decisamente meglio del partito comunista, fermo al 4,8%. Ma non è finita qui. SKAI è riuscita a superare se stessa con Alba Dorata (3,8%) - stranamente in rosso, invece  che nel solito nero - con delle proporzioni che le fanno guadagnare il doppio dei consensi rispetto al 3,5% di Pasok. Queste informazioni sono affidabili o si tratta semplicemente del lavoro di un grafico incapace?

E non dovremmo dimenticarci nemmeno che i media mainstream, in Grecia, tutto fanno tranne interpellare gli illustri opinion leader a favore di Syriza. Questa è un'altra forma di azione, meglio conosciuta come censura. Certo, la stampa e internet possono utilizzare metodi diretti e discreti per interferire e censurare i contenuti online, ma com'è possibile che questo possa accadere anche durante un talk show in diretta? Durante la trasmissione Forbidden Zone, il giornalista Nikos Manesiotis he tentato di porre delle domande sulla connesione tra l'attuale governo e l'imprenditore Babis Vovos, arrestato per evasione fiscale nel 2012. George Tragas, il presentatore, lo ha interrotto spegnendo il suo microfono! Non c'è dubbio che questo tipo di comportamento violi e ignori ogni tipo di regola deontologica del giornalismo. Offesi da questo teatrino, i membri di Syriza hanno lasciato lo studio.

Nonostante i problemi legati alla propaganda, alla manipolazione e alla censura, c'è ancora dell'ottimismo tra i membri di Syriza. E poi, perché mai non ci dovrebbe essere? Syriza sembra essere a un passo dall'ottenere l'ultimo slancio necessario ad affrontare le elezioni di domenica, dopo aver distanziato i partiti conservatori in diversi sondaggi. È arrivato il momento di ricordarci della nostra scatola rossa rimasta chiusa, al centro di una stanza piena di scatole già aperte. Il prossimo 25 gennaio, starà ai greci decidere se aprire o meno quella scatola e vedere cosa c'è dentro.

La apriranno?