Trucchetti strappalacrime per un’Europa in crisi

Articolo pubblicato il 07 dicembre 2011
Articolo pubblicato il 07 dicembre 2011
Leggili e mettiti a piangere : "strappalacrime" è un aggettivo che si può tradurre perfettamente nelle altre lingue europee . È usato soprattutto per descrivere un film, un libro, un'opera teatrale o una canzone che ci fa piangere. L’Europa non ha certo bisogno di ulteriore malinconia, ma queste calde goccioline potrebbero essere d’ aiuto per mitigare la depressione dovuta alla crisi.

Il gas lacrimogeno è di moda nel 2011, anno in cui sono esplose le proteste nel Nord Africa e nel Medio Oriente prima che si arrivasse a maggio in Europa e sul finire dell’anno negli Stati Uniti. Guardandoci alle spalle, il termine strappalacrime pare sia il più indicato per parlare della crisi, viste le folle impegnate a navigare in questa impetuosa cascata d’ acqua salata.

Considerata la situazione economica e i provvedimenti che la politica è costretta a prendere, uniamoci tutti attraverso le lacrime per ritrovare le emozioni. Ecco allora qualche suggerimento, visto l’ effetto catartico del pianto a dirotto sull’umore collettivo. In polacco l'espressione wyciskacz łez (si pronuncia "viciscac ues", dove "wyciskacz" sta per spremere e "łez" per lacrime) tende a dare una connotazione peggiorativa. Un film wyciskacz łez è solitamente mediocre ma romantico, ti fa piangere, come Dlaczego nie! ('Perché no!', 2007 ). In italiano è strappalacrime una canzone, Minuetto, dove Mia Martini dice che «il mio cuore si ribella a te, ma il mio corpo no!» , ed è tanto più efficace pensando agli ultimi anni di solitudine e tristezza della cantante. L’ equivalente spagnolo è sentimentaloide , anche se un film come Mar adentro (Mare dentro), che ha fatto vincere l’ oscar ad Alejandro Amenabar nel 2004 , si definisce un pelicula lacrimógena cioè lacrimoso ("lagrimas" sta per lacrime). Un film francese può essere tirelarme (non troppo diverso dall’ italiano strappalacrime) così come "all’ acqua di rose" (à l’ eau de rose) per i suoi eccessi di sentimentalismo .

Il pubblico inglese è sensibile alle canzoni strappalacrime: alla fine degli anni novanta Robbie Williams è riuscito a conquistare l’ immaginazione collettiva con quella colossale lagna di Angels. Nell’ Europa dei giorni nostri i tedeschi dovrebbero essere i meno lacrimosi, ma le seriose Tränendrüsendrücker – letteralmente , "spingi-ghiandola-lacrimale" – si rifanno agli americani . È il caso delle compilation stile Festivalbar di qualche anno fa, chiamate Kuschelrock, dove dei simil-Jon Bon Jovi o Phil Collins rifilavano ai cuori spezzati teutonici mielose canzoncine.

Per quanto riguarda l’ inglese tearjerker, qualcuno dice che questo termine potrebbe essere derivato negli anni ’20 del secolo scorso da "soda jerker" (il rubinetto per le bibite alla spina). Nelle varie lingue del vecchio continente, l’unica differenza sta nel modo in cui le lacrime spuntano fuori. Se in inglese sono "scosse" con una rapida mossa, vengono "strappate" in francese e in italiano e quindi "strizzate" in polacco, non rivelano forse le condizioni del nostro cuore nell’Europa delle emozioni?

Image: (cc) ★ spunkinator/ Danny/ Flickr; danieljacksondickman.com