TRES bodas de más

Articolo pubblicato il 02 dicembre 2013
Articolo pubblicato il 02 dicembre 2013

“Tres bodas de más” è sinonimo di risate assicurate per un’ora e mezza. Ruth viene invitata a tre matrimoni a cui preferirebbe non andare: quelli dei suoi tre ex. In piena crisi personale e professionale, il suo borsista la convince a non perderseli e, nonostante tutto, Ruth non se ne pentirà. Una commedia molto divertente e originale che coinvolgerà lo spettatore sin dall’inizio.

Sche­da tec­ni­ca

Ti­to­lo: Tres bodas de más

Anno: 2012

Du­ra­ta: 94'

Paese: Spa­gna

Cast: Inma Cue­sta, Martín Rivas, Quim Gu­tiér­rez, Paco León, Rossy de Palma, María Botto, Laura Sánchez, Berto Ro­me­ro.

Regia: Ja­vier Ruiz Cal­de­ra

Sce­neg­gia­tu­ra: Brei­xo Cor­ral y Pablo Alen

Mu­si­ca: Ja­vier Ro­de­ro

Fo­to­gra­fia: Arnau Valls

Pro­du­zio­ne: War­ner Bros

Data d’u­sci­ta: 5 di­cem­bre 2013

Ge­ne­re: Com­me­dia.

“Tres bodas de más”, l’ul­ti­mo film di Ja­vier Ruiz Cal­de­ra, è stato se­le­zio­na­to per dare ini­zio al Fe­sti­val del Ci­ne­ma Eu­ro­peo di Si­vi­glia che com­pie 10 anni. La scel­ta non po­te­va es­se­re mi­glio­re. Il film fa sbel­li­ca­re dalle ri­sa­te, è ina­spet­ta­to e ha un ritmo nar­ra­ti­vo per­fet­to che rie­sce a in­tro­dur­re lo spet­ta­to­re nella sto­ria, fa­cen­do­gli di­men­ti­ca­re che ciò che vede sullo scher­mo è la vita di altre per­so­ne. Chi non si è mai sen­ti­to un po’ come Ruth?

Ruth, in­ter­pre­ta­ta da una rag­gian­te Inma Cue­sta, sta sof­fren­do per una rot­tu­ra ab­ba­stan­za do­lo­ro­sa, nel la­bo­ra­to­rio dove fa ri­cer­ca né il capo né le col­le­ghe ap­prez­za­no il suo la­vo­ro e ha una madre un po’ par­ti­co­la­re, Rossy de Palma, che non de­lu­de e dà un tocco tutto suo al film. Al­l’im­prov­vi­so, tre in­vi­ti di nozze e un bor­si­sta pro­vo­ca­no un gran­de scom­pi­glio. Nien­te è come ce lo si aspet­ta. In Inma Cue­sta spic­ca la li­ber­tà di im­prov­vi­sa­zio­ne che il re­gi­sta le ha la­scia­to, “che rende viva ogni scena”. “Tres bodas de más” è un film ricco di di­na­mi­smo e al­le­gria, con una co­lon­na so­no­ra stu­pen­da, in­ca­pa­ce di la­scia­re in­dif­fe­ren­ti.