Trentemøller: l'inverno della musica

Articolo pubblicato il 06 gennaio 2015
Articolo pubblicato il 06 gennaio 2015

Una discografia dai lati oscuri. Un musicista danese che ha spesso congelato l'universo della musica elettronica. Anders Trentemøller è un ragazzo fiammeggiante come un pezzo di ghiaccio. Eppure  le sue canzoni evocano il calore delle emozioni.

Incontro.  

Per molto tempo, la musica di Trentemøller ha evocato un curioso pezzo di roccia che una famiglia e un gatto stanno osservando, a braccia conserte. È questo ciò che si vede sulla cover del suo ultimo album Lost. Smarrito. Proprio come le melodie che non si fondono, gli accordi fatti vibrare con mano incerta o le timide vibrazioni emesse da un monocordo. Tutto si combina per dare vita ad un'opera musicale che evoca il rigido clima scandinavo.  

Near Death Experience

Anders Trentemøller ha composto il suo ultimo album immerso nell'isolamento più totale. Per 14 mesi, il musicista danese si è chiuso nel suo studio, a rimuginare sulle composizioni senza far parola a nessuno del suo lavoro, senza mostrare ad altri ciò che ha composto. Trentemøller non ha mai scritto una canzone per qualcuno in particolare: nessuna dedica alla sua ex, né alla sua compagna, né ad un amico d'infanzia la cui scappatella avrebbe meritato qualche nota al pianoforte. Anders preferisce i rimandi agli anni 80, fonte d'ispirazione di molti artisti che hanno influenzato il suono dei Near Death Experience. Joy Division, Cure, New Order, Depeche Mode, Suicide. Dalla musica al metodo, la lieve erranza di Lost era tutto ciò di cui l'autore aveva bisogno per chiudersi in una stanza fredda.  

«Come vedi, sono un tipo simpatico, no?». Per un istante, Trentemøller allarga le braccia guardando il suo bicchiere di birra. Sotto il sole di Rock en Seine, solo le unghie dipinte di nero ci ricordano che il nostro artista è un ragazzo maliconico. Tutto il resto è ciò che ci si aspetterebbe: una giacca nera di pelle, una camicia a pois e una ciocca di cappelli che ricade sul sopraccigio. Come lui stesso rivela, non c'è alcun segno visibile della vaga tristezza che permea le sue canzoni. È questione di sentimenti, «qualcosa che provo dentro di me», precisa mentre gioca con il suo anello. «La musica malinconica mi tocca nel profondo ed è per questo che mi resta difficile scrivere canzoni felici».

Anders spiega che la sua apparente solitudine è una metodologia di lavoro. L'artista si isola per evitare di rivivere le esperienze negative del passato, quando suonava in una band. «Ho suonato in 5 gruppi diversi e ogni volta tutti dovevano dire la propria sulla musica che stavamo suonando. Personalmente, preferisco avere un'idea vaga, seguirla e portarla a termine. Ho dovuto spesso sopportare compromessi e a causa di questi perdere tempo. Quando si tratta della mia musica, quindi, sono completamente egocentrico».

La dura vita del DJ

Trentemøller balbetta un po' quando parla. Tra una frase e l'altra fa una sorsata di birra, per tenere a freno un pensiero nato troppo in fretta nella sua mente. Poi, riprende: «Non è per questo che la mia musica è egocentrica. Attenzione». Questa tendenza all'auto difesa è una sua caratteristica. Quando gli chiediamo di spiegarsi meglio, l'artista danese a volte non riesce a trovare le parole più giuste per descrivere il suo lavoro. Se da una parte Trentemøller afferma vagamente che «ascolta le sue emozioni» e che «è aperto ad ogni genere di musica», una parte di giornalisti lo etichetta come DJ. «Sono convinto che la gente associa troppo in fretta la musica elettronica al DJ. Per me un DJ è una persona che suona la musica di altri artisti. È vero che lo sono stato per 5 anni, ma ho dedicato la maggior parte della mia carriera a comporre suonando tutti gli strumenti nei miei dischi. E' evidente che sono un musicista».

Paradossalmente, Trentemøller è diventato famoso lavorando sulla musica di altre persone. A metà degli anni 2000, nel pieno della sua carriera da DJ, l’artista remixa il brano Sodom dei Pet Shop Boys. Poi è la volta di Röyksopp, Moby, Depeche Mode Franz Ferdinand. Il riconoscimento pubblico arriva quando gli ascoltatori di BBC1 Radio eleggono il suo Son Essential Mix il migliore dell'anno. A distanza di tempo, Anders sorride ma ci tiene a precisare: «Ho passato intere settimane su quei pezzi. Li ho rielaborati completamente. Li consideravo mie composizioni».

In una cronaca del concerto, il quotidiano britannico The Guardian lo ha definito «un DJ freddo, obnubilato dai suoi ascoltatori». Sulla pagina è apparso il commento "Fuck You Guardian!" scritto da un certo… Anders Trentemøller. «Si l'ho detto io, ubriaco fradicio e innervosito, in autobus durante una tournée» confessa l'artista a malincuore. «Ero rimasto colpito dal calore del pubblico quella sera ed ho trovato ingiusta quella dichiarazione. Forse non è stata la cosa migliore da fare, ma si sa, sono passionale ed emotivo. Non c'è da stupirsi». La prova che anche Trentemøller può avere una reazione a caldo.

Trentemøller - Gravity

Ascoltare: Lost di Trentemøller (uscito nel mese di settembre 2013/In My Room)