Tremonti: usare la TV di stato per imporre l'inglese

Articolo pubblicato il 15 settembre 2010
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Articolo pubblicato il 15 settembre 2010
Cari amici, Il Ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha recentemente sostenuto a che la televisione di stato (la RAI) dovrebbe essere utilizzata usata per insegnare l'inglese agli italiani fin dall'infanzia.
Si tratta di imporre l'inglese nei programmi RAI, abolire il doppiaggio dei film e trasmettere cartoni animati in inglese (dimenticando che la maggior parte dei cartoni animati in programmazione in Italia sono giapponesi).

Si tratta di una posizione nata in seno all'ASPEN Institute Italia, di cui Tremonti è presidente, già nel settembre 2009 (si veda Corriere della Sera del 29 settembre 2009, pagina 37). Si noti che l'ASPEN Insitute è un'organizzazione non-profit statunitense.

Si rafforza quindi la tendenza verso anglificazione della comunicazione in Italia, rafforzata dalle recenti misure in materia di lingue nel sistema scolastico e all'università.

Tremonti sostiene che una politica di questo tipo sarebbe anche uno strumento di giustizia sociale perché "I figli dei ricchi imparano l'inglese in famiglia, perché li' conoscono l'inglese, oppure all'estero. Ma gli altri?". Si tratta di un argomento fallace. Paesi come la Germania sono riusciti a ottenere ottimi risultati in materia di insegnamento dell'inglese senza necessariamente abolire il doppiaggio. Il segreto sta ovviamente nell'investimento nella scuola, mentre le risorse per la scuola in Italia sono state ridotte. La verità è che in Tremonti sta tentando di utilizzare lo strumento televisivo per sopperire al calo di risorse investite nella scuola.

Abbiamo già espresso la nostra idea sull'inutilità di abolire il doppiaggio. Basti ricordare che

1. È un falso problema. Chi vuole approfondire una lingua straniera tramite la TV può benissimo collegarsi con la parabola e il digitale terrestre alle TV di altri paesi. I nostri amici nei Balcani hanno imparato l’italiano guardando la RAI, non la loro TV senza doppiaggio. Poi ci sono i pigri che non vogliono guardare le TV estere, ma questo è un altro problema. La BBC per esempio, offre già un servizio di sottotitoli in altre lingue rispetto all’inglese, incluso l’italiano. In questo modo si ha un servizio eccezionale per l'apprendimento, ovvero leggere e ascoltare direttamente l'originale coi sottotitoli. Non c’è nessun bisogno di anglofonizzare la RAI.

2. Il doppiaggio è democratico. Tutti devono capire la TV nazionale, dal bambino all’anziano. Le persone che vogliono guardare un film la sera sulla TV pubblica (pagando il canone) in italiano devono poterlo fare.

3. Più libertà di scelta. Perché privare gli italiani del diritto di vedere i film o i cartoni animati nella propria lingua? Chi vuole vedere i film in inglese, usi i DVD o si guardi la BBC e lasci gli altri godersi i film nella propria lingua. In Italia, tra le altre cose, vi è un’ottima scuola di doppiatori.

4. L’India produce già oggi più film degli USA, il Giappone più cartoni animati del Regno Unito. Chi vuole abolire il doppiaggio per inculcare l’inglese, deve rendersi conto che fra qualche anno magari la maggior parte dei film o cartoni animati sarà in Hindi, Punjabi o Giapponese.

Si noti che l'abolizione del doppiaggio in TV, potrebbe contribuire a una riduzione della vitalità dell'italiano nel medio periodo. L'accrescimento delle competenze in inglese sotto la doppia pressione di scuola e mezzi di comunicazione statali, potrebbe essere usato come argomento per togliere sempre più spazio alla lingua nazionale nell'università e nel lavoro. Si tratta, si noti, di una politica linguistica deliberata. L'italiano a quel punto diventerà gradualmente lingua degli affetti domestici e degli amici, lingua bella ma inutile, e comunque non adatta alle cose serie (in inglese).