Travaglio premiato a Berlino. Attenta Europa: il caso italiano riguarda tutta la Ue!

Articolo pubblicato il 07 maggio 2009
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Articolo pubblicato il 07 maggio 2009
Articolo di Giulia Camin (Berlino) L’Italia è una Democrazia, e in quanto tale stupisce che a ricevere un premio contro la censura sia proprio un giornalista italiano, e non uno proveniente da un paese del terzo mondo o sotto dittatura.
Perché allora lo scorso 28 aprile presso la Bundesspressekonferenz di Berlino, la DJV, (Deutscher Journalisten-Verband, cioè Associazione Giornalisti Tedeschi) ha consegnato il Premio Libertà di stampa a Marco Travaglio?

Un giovane pubblico particolarmente partecipe

Alla premiazione erano presenti molti giovani, moltissimi dei quali italiani residenti in Germania. Nell’aria si respirava una particolare emozione, soprattutto quella di Ciro D’Amelio e Giuliana Jahning, due studenti del Liceo Albert-Einstein di Berlino, che a nome dell’intera classe hanno recitato un’ accorata Laudatio a Travaglio, per loro significativo esempio di deontologia professionale. Travaglio Berlino

Attenta Europa al pericolo di contagio

Dopo aver dedicato il premio a Indro Montanelli, suo direttore prima al Giornale e poi al La Voce, il giornalista ha sottolineato come il valore di questo premio, pressoché ignorato dalla stampa e televisione italiana, ma dall’ enorme diffusione nei liberi canali della rete, deve essere considerato come un campanello d’ allarme anche oltre il contesto italiano: «riuscire a sbarazzarsi contemporaneamente di tutti i poteri di controllo, non soltanto della stampa, ma progressivamente anche della Costituzione, della magistratura, e di tutti quei bilanciamenti che reggono le democrazie e che in Italia sono stati spazzati via, è naturalmente una tentazione che prima o poi qualche altro paese avrà». Ripercorrendo brevemente la storia dell’anomalia italiana di questi ultimi 15 anni, evidenzia come al monopolio dei mezzi dell’informazione, al potere intimidatorio esercitato dal Presidente del Consiglio e dai suoi alleati e alla precarizzazione dei contratti di lavoro dei giornalisti, segua «un servilismo dilagante, un conformismo imbarazzante», dovuto anche alla consapevolezza di come sia stato duramente contrastato il lavoro di storici giornalisti italiani come Indro Montanelli e di come, col cosiddetto Editto Bulgaro, Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi siano stati allontanati dalla televisione pubblica.

La quotidiana sparizione e distorsione delle informazioni è stata esemplificata da Travaglio tramite stralci di articoli di sfacciata e comica piaggeria riguardanti la tragedia del terremoto in Abruzzo: un terremoto di media intensità ha seppellito centinaia di vittime, ma l’accaduto è stato seguito dal raggelante silenzio dell’opposizione e dal mancato mea culpa dei diretti responsabili. Travaglio Berlino 2

Alla conclusione del suo discorso il giornalista ha auspicato che l’Ue possa occuparsi maggiormente dell’Italia e «non soltanto quando sfora dai parametri di Maastricht, ma anche quando sfora dai parametri dell’elementare decenza democratica di una democrazia liberale». Non molto tempo fa Travaglio disse che la Costituzione in Italia è uno splendido smoking indossato da un maiale; in tempo di pandemia pare allora si debba fare ancora più attenzione…