Trattato Ue, Barroso dia le dimissioni

Articolo pubblicato il 13 giugno 2008
Articolo pubblicato il 13 giugno 2008
Lettera aperta al Presidente della Commissione Europea. Dopo il "No" dell'Irlanda al Trattato di Lisbona con oltre il 53% di voti negativi serve un gesto. Subito.  Caro Presidente Barroso, Noi crediamo al principio dell'accountability. I leader politici debbono essere responsabili di fronte ai popoli e dimettersi quando vengono screditati.
Sotto la Sua presidenza l'Europa istituzionale che Lei presiede ha vissuto due brucianti sconfitte. La prima: il No di Francia e Olanda alla Costituzione nel 2005. La seconda: quello dell'Irlanda al Trattato di Lisbona che, sotto mentite spoglia, non era altro che una versione edulcorata della stessa "costituzione" come riconosciuto dallo stesso Giscard d'Estaing che la Costituzione l'aveva scritta.

In qualsiasi democrazia al mondo due referendum consecutivi culminati con due bocciature popolari si sarebbero soldati con una dimissione dell'esecutivo. Nella fattispecie, un tale gesto sarebbe logico e utile.

Logico, innanzitutto, perché se i popoli hanno detto "no" c'è una ragione. O il progetto non era buono, e in quel caso Lei ne è il simbolo naturale in quanto Presidente della Commissione Europea. O il progetto non è stato spiegato bene. E in quel caso pesano come macigni i milioni di euro spesi in inutili propagande; la cronica mancanza di media europei; la distanza delle istituzioni europee, rintanate nella torre d'avorio del suo fortino di acciaio e vetro (il Berlaymont). In entrambi i casi Lei deve delle dimissioni.

Dimissioni che risulterebbero, glielo posso garantire, utilissime. Con questo gesto, lei dimostrerebbe che le istituzioni di Bruxelles ascoltano le doléances dei popoli; che le istituzioni di Bruxelles hanno capito che è l'ora di smetterla con referendum basati su centinaia di pagine che NESSUNO legge, su Trattati incomprensibili, su dibattiti stagni e discronici, a immagine di paesi che hanno la stessa moneta. Ma che si ostinano a non parlarsi. Non solo, a un anno dalla scadenza del suo mandato, aprirebbe una crisi salutare per l'Europa incarnando proprio quei principi di accountability della migliore tradizione democratica tanto necessari a quest'Europa. Sarebbe forse la fine della sua carriera europea. Ma sarebbe un'uscita di classe, in nome della democrazia. Sarebbe un elettroshock decisivo che costringerebbe l'Ue a voltare pagina. E ad eleggere una vera e propria assemblea costituente che possa scrivere una vera Costituzione. Quindici pagine basteranno, mi creda.

Un saluto babeliano,

Il blog Eurogeneration

Nell'immagine (Foto Commissione Europea), la pagina personale del Presidente Barroso: ma quando lo fa un blog, Presidente?