Transessualità in Spagna: una questione di diritti

Articolo pubblicato il 24 settembre 2014
Articolo pubblicato il 24 settembre 2014

La nuova legge per il riconoscimento dei diritti dei transessuali in Andalusia incorpora alcuni elementi che non sono solo pioneristici in Spagna, ma anche sul palcoscenico europeo. Il testo include infatti delle misure che assicurano che sia prestata attenzione ai bisogni sociali, famigliari, di istruzione e di salute dei transessuali e dei giovani transgender.

Quest’anno abbiamo visto l’arrivo di due nuove star internazionali: Conchita Wurst, l’alter ego in scena di Thomas Neuwirth che è arrivato in cima alla scena europea dopo aver rappresentato l’Austria a Eurovision 2014 e affermato la vittoria per il suo paese e Laverne Cox, una comparsa nella serie TV americana Orange is the New Black, grazie alla quale ha ricevuto una nomina agli Emmy di quest’anno. A una prima occhiata, la relazione fra queste due donne può essere il talento artistico, ma in realtà, c’è molto più. Il loro lavoro ha concesso loro di parlare in favore dei diritti della comunità LGBT (Lesbiche, Gay, Transessuali e Bisessuali).

Pionieri in Europa

È grazie a persone come loro e alla comunità transgender, rappresentata da diverse associazioni nel mondo, che la legislazione per il riconoscimento e contro la discriminazione dei transessuali viene orientata, creata e/o modificata in molti paesi. Ciò ha reso possibile la formumazione della "Ley integral para la no discriminación por motivos de identidad de género y reconocimiento de los derechos de las personas transexuales", (Legge completa sulla non discriminazione per motivi di identità di genere e il riconoscimento dei diritti delle persone transessuali) che è stata approvata anonimamente da tutti i partiti politici nel Parlamento dell’Andalusia a giugno 2014 e che è entrata in vigore il 19 luglio.

Secondo Mar Cambrollé, presidente dell’Associazione Transgender Sylvia Rivera dell’Andalusia (in spagnolo: La Asociación de Transexuales de Andalucía Sylvia Rivera, ATA), «questa legge ci consente di portare i diritti dei transessuali in linea con quelli del resto della popolazione, portandoli più vicini che mai alla comleta uguglianza», ed ha aggiunto che «viene dal cuore della comunità transgender. «L’ATA», aggiunge, «ha impiegato tutti i suoi sforzi per assicurare che l'iter andasse avanti, inclusi due scioperi della fame. La migliore combinazione per assicurare uguali diritti alla comunità transgender può essere raggiunta attraverso il non intervento degli psichiatri, la garanzia dello stato e il rispetto della società».

E gli obiettivi fondamentali di questo testo sono la “depatologizzazione” della transessualità e il riconoscimento del diritto di determinare liberamente il proprio genere, una garanzia che fu per la prima volta approvata nel 2012 con la "Ley de identidad de género" in Argentina.

Il panorama internazionale

Il presidente dell’ATA ha suggerito anche che la legge «diverrà un modello sia per l’Europa che per il mondo, poiché contiene una struttura giuridica per l’uguaglianza legale dei transessuali e serve da strumento con il quale difendersi dalla discriminazione contro la società o le autorità».

La Svezia e la Comunità di Andalusia sono adesso gli unici posti in Europa dove la transessualità non è considerata uno squilibrio mentale. L’Organizzazione Mondiale per la Sanità la definisce ancora come un "disordine mentale", sebbene tutti si attendano un'inversione di rotta già a partire dalla prossima "Classificazione Internazionale delle Malattie". A tal proporsito esiste una petizione che circola in rete da qualche tempo. Ad ogni modo, secondo i dati raccolti nel 2014 da Transgender Europe (TGEU), ci sono ancora circa 20 paesi in Europa dove la sterilizzazione è richiesta come prerequisito per il riconoscimento legale del cambio di sesso.

Fra questi figurano Azerbaijan, Belgio, Repubblica Ceca, Russia, Italia, Finlandia, Francia e Norvegia, per nominarne alcuni. Del resto a giugno l’OMS aveva già condannato la sterilizzazione forzata dei transessuali e degli intersessuali come procedura di base per il loro riconoscimento legale ed ha mosso una petizione per la sua abolizione. Essere transessuali è invece illegale in 14 paesi europei, fra i quali è il caso di indicare Irlanda, Lituania e Ungheria, poiché non c’è legge che si applichi a questa comunità.

Dato questo quadro, la legge comprensiva dell’Andalusia è pioneristica e, accanto alla Svezia, una delle più avanzate in Europa. Se le leggi argentine e andaluse sono in prima linea a livello globale, Mar Cambrollé cè convinta che l'Andalusia sia davanti all'Argentina, perché, sebbene quest’ultima riconosca il diritto legale al cambio di sesso, nome e identità, la legge andalusa «tratta tutte le aree di discriminazione, enfatizzando in particolare i diritti dei giovani transgender, mentre la legge argentina indica regolamentazioni alla libera determinazione del proprio genere».

Che influenza avrà questa legge sui minori transessuali?

Altri grandi progressi riguardano la difesa e il riconoscimento dei giovani transgender che offrono loro una struttura giuridica molto più ampia per i loro diritti. Questi avranno pieno diritto legale a ricevere le attenzioni mediche necessarie a garantire uno sviluppo bilanciato e salutare della loro identità sessuale, senza sottoporsi a prove psicologiche e senza che le loro condizioni vengano trattare come una malattia mentale. Mar Cambrollé sottolinea come «lo sviluppo transessuale sia garantito attraverso l’utilizzo di inibitori ormonali che sono già in uso in Spagna e altri paesi nel mondo, come in Olanda, Belgio, Stati Uniti e Italia. Questi inibitori non sono rischiosi e prevengono trattamenti aggressivi a posteriori»«Se alcuni transessuali volessero fare un passo indietro», aggiunge, «il loro corpo ritornerebbe allo stadio originale in cui era prima di iniziare ad usare gli inibitori ormonali». 

Riguardo l’istruzione, è stato stabilito un piano d’azione con una serie di linee guida che constentiranno alle istituzioni di discutere l’attenzione scolastica più efficace per i giovani transgender, garantendo il libero sviluppo della loro personalità e delle misure contro la discriminazione dei generi. Come indicazione di queste linee guida, Cambrollé indica che «tanto i professori quanto gli alunni dovranno chiamare un uomo o una donna con il nome che preferiscono, dovranno riconoscere il loro diritto a indossare qualunque uniforme essi sentano che corrisponda al loro genere e dovranno garantire accesso ai giovani transgender ai bagni e agli spogliatoi del genere con il quale si identificano».

Lo scopo del piano d’azione, che deve essere osservato, è di prevenire ed evitare casi di discriminazione dei generi nelle scuole. Mar Cambrollé afferma che «l’80% dei giovani transgender pensa al suicidio e il 40% prova a commetterlo». A tal proposito proprio Laverne Cox ha provato a suicidarsi quando aveva solo 11 anni. Anche Thomas Neuwirth ha subito continui abusi e discriminazioni dai suoi compagni di scuola. E non sono i soli. La maggior parte dei bambini transgender può mostrare una particolare vulnerabilità che si concretizza in problemi d'integrazione e rifiuto sociale e può avere ripercussioni sul loro futuro personale e professionale. La nuova legge andalusa non risolve ogni cosa e continueranno a esserci bambini che riscontrano problemi nelle scuole e in altri luoghi pubblici, ma almeno è uno strumento con il quale combattere la discriminazione e l’inuguaglianza contro la comunità transgender.

Mar Cambrollé conferma che «l’ATA, insieme ad altre associazioni per i transgender in Spagna, proverà a portare questa legge al Parlamento nazionale e a farla approvare». Se questo succedesse, saremmo testimoni di grandi progressi verso il riconoscimento dei diritti e delle libertà dei transessuali in Spagna e il Paese sarebbe il primo in Europa e nel mondo a garantire una vita migliore al suo popolo offrendo ai transessuali una struttura giuridica molto più ampia.