Tragedia greca in tre atti: si salvi chi può

Articolo pubblicato il 06 marzo 2012
Articolo pubblicato il 06 marzo 2012

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Dopo essere stati avviliti, derisi, disprezzati e poi dimenticati, che cosa significa vivere con la crisi per Tzekou Katerina, giovane studentessa di 25 anni o Costa Andreotis, attuale dipendente del museo di Atene?

Katerina va di fretta. Ogni volta che entra nella recinzione dell'Università, butta un occhio ai programmi di scambio affissi alla bacheca dell'ufficio stage. Ma già solo per vedere quali sono i paesi partner della sua facoltà, deve mettersi in fila dietro una folla di studenti armati di bagagli colmi di belle speranze. Nel 2011, 53.000 domande di visto sono state depositate presso l'Ambasciata degli Stati Uniti, e 50.000 CV sono stati pubblicati sul portale europeo Europass.

E le partenze sono previste anche per Australia, Russia, Cina e Iran! C'è da dire pure che il tasso di disoccupazione è il più alto dal 1960,il periodo della grande emigrazione in Germania. Il tasso dei candidati in cerca di lavoro ufficialmente dichiarato dal governo si attesta al 19,2%. 22%, secondo la Coalizione della Sinistra Radicale SYRIZA. Ma queste cifre costituiscono l'intera popolazione attiva. La proporzione sale vertiginosamente quando si considera nella fattispecie il gruppo di età tra i 15 e i 24 anni: tra il 43,5% e il 48% di disoccupati. Enorme.

Partire o rimanere poveri

Paradossalmente, la disoccupazione si presenta nelle zone più attive. Inoltre, i primi ad andarsene sono i diplomati, il 12% rispetto al 1,2% degli studenti francesi. Più a loro agio con le lingue straniere, questa categoria è anche più mobile e soddisfa pienamente le esigenze di lavoro qualificato dei paesi stranieri. E' sempre problematico per un paese vedere assottigliare la sua scorta di materia grigia. E il problema si fa più serio ancora quando non si riesce a quantificare il fenomeno. Infatti, gli studenti greci partono per lo più per i paesi dell'Unione Europea. Con il contributo dello spazio Schengen, questa corsa verso l'Occidente non dà luogo ad alcun controllo delle frontiere e quindi rende vano qualsiasi mezzo che permetta di conteggiare le partenze.

A mezzogiorno circa, Costa uscirà dal suo museo e potrà ordinare un "mezzo piatto", quindi a metà prezzo, per il suo pasto. Una pratica che alla fine è diventata una moda nel mondo della ristorazione. Preoccupandosi di mantenere la propria clientela, un grande numero di ristoranti, fast food compresi, propongono prezzi stracciati "dividendo a metà" le porzioni dei loro piatti. Nikos Korakas, proprietario di un ricco ristorante nell'elegante quartiere di Kolonaki conferma: "Ho abbassato il prezzo del 25% per far si che il ristorante sia sempre pieno, se scendo ancora chiudo!".

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Le priorità nella spesa delle famiglie greche non permettono nessun genere di follia. Le stesse spese rispecchiano il morale dei consumatori. La crisi sta causando aberrazioni: la carne diventerà più accessibile della verdura? Nei Supermercati AB (cioè Alfa Vita), le costolette di maiale costano 5 € al chilo e i cavoli 2,50 €, i funghi freschi € 3.60 al chilo, meno che in scatola: 5,50 € al chilo ... In periodi di crisi, secondo Nikos "i principali fornitori vogliono mantenere i loro margini di profitto a scapito della qualità".

Questa è l'attuale quotidianità dei greci. E quando tornano a casa propria, i canali televisivi che non sono in sciopero, gli parlano di nuove difficoltà economiche e del rischio di fallimento. Così cambiano schermo, preferiscono quello del computer, quello dei siti dove si organizza la resistenza dei cittadini informati, la maggioranza silenziosa, e dove cercano di trovare soluzioni alternative tra i gruppi di indignati: "aganaktismeni" ("gli indignati", in greco), ma anche tra gli amici delle cooperative "fai da te", "non buttare via, dona" ...

Così stasera, Katerina e Costa possono addormentarsi con qualche idea positiva e la speranza per un domani migliore.

Questo articolo è il terzo ed ultimo di una serie intitolata "Tragedia greca in tre atti". Maggiori informazioni sul blog dei nostri amici di Atene.

Foto di copertina: (cc) czar/flickr ; testo: (cc) Charloote Spencer!/flickr ; video: lapartemigliore/YouTube