Tra i posti e le mostre del museo Terra Sancta nella città vecchia di Gerusalemme

Articolo pubblicato il 17 settembre 2017
Articolo pubblicato il 17 settembre 2017

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All’inizio del 2017, il museo Terra Sancta ha inaugurato una nuovo spazio archeologico e multimediale che traccia, a livello storico, la presenza dei cristiani nella Terra Santa. 

Avviato nel 2016 in collaborazione con lo Studium Biblicum Franciscanum, la Custodia della Terra Santa e l’Associazione Pro Terra Sancta, il museo Terra Sancta è gestito dalla Custodia della Terra Santa o in latino Custodia Terræ Sanctæ  dal quale il museo prende il nome. Nel 2017, il priorato della custodia dell’Ordine Francescano celebra i suoi 800 anni di presenza sulla Terra Santa; sin dal 1217 quando S. Francesco d’Assisi, fondatore dell’Ordine Francescano, stabilì la Terra Santa come provincia nel secondo periodo delle crociate cristiane, quando il regno latino, a volte distinto in primo e secondo regno di Gerusalemme, ebbe sede in un primo momento ad Acri.

Quindi, mentre l’Ordine Francescano è stato fondato nel 1208, la sua presenza nella Terra Santa coincide con la quarta e la quinta crociata. Si potrebbe stare a discutere degli sforzi, alla fine infruttuosi, fatti da Francesco d’Assisi per cercare di negoziare una tregua tra i crociati ungheresi, austriaci e tedeschi da una parte ed il sultano egizio al-Kamil dall’altra; ma è molto probabile che sia stato proprio quell’impegno di S. Francesco a porre delle solide basi per la presenza così duratura dei Francescani in quest’area.

 

Un esempio presente ai giorni nostri, che possa testimoniare ciò, è il Monastero di S. Saviour, accanto alla nuova porta nella zona antica di Gerusalemme che fu passata all’Ordine Francescano nel tardo 1550 dal sultano Suleiman il Magnifico, il più longevo regnante dell’impero Ottomano. Nel corso dei secoli, l’Ordine Francescano è coesistito assieme ad altre religioni e professioni di fede presenti a Gerusalemme. Quindi, alla seconda stazione della Via Crucis dove il museo è posizionato, mura e cortili di locali cristiani confinanti con attività che commerciano souvenir orientali, sono presenti lungo la strada del quartiere musulmano.

Il cammino lungo il museo ripercorre alcuni dei momenti della Passione vissuti da Cristo a quei tempi, e oggi i pellegrini che arrivano a Gerusalemme attraversano questo percorso. Situato su Via Dolorosa, il museo è accessibile attraverso il cortile interno che collega la chiesa della Flagellazione e la chiesa della Condanna e Imposizione della Croce ricostruita nel 1904. Nella decorazione, quest’ultima struttura, presenta richiami di un modernismo artistico sviluppatosi in Europa durante il periodo della  Belle Époque. Questo luogo biblico si associa anche all’ Antonia Fortress, una struttura militare costruita sui resti della cittadella Hasmonean e il pretorio di Pilato, anche se recenti ritrovamenti archeologici fanno pensare che la residenza del governo romano fosse situata altrove.

Il museo Terra Sancta offre un’esperienza multimediale che approfondisce la storia "a livelli" di Gerusalemme partendo dal periodo del tempio di Re Salomone alla sua ristrutturazione col nome di Aelia Cpitolina lungo le zone di colonizzazione romana, e.g. durante il regno di Erode, tra il 130 e il 630 un tempio dedicato a Venere passò poi ad essere la chiesa del Santo Sepolcro ed ebbe un ulteriore modifica durante il periodo ottomano. Quindi, il video e l’audio dalla durata di 15 minuti che descrivono il tour, conducono i visitatori del museo attraverso la storia di Gerusalemme partendo dalla vita di Gesù sino a giorni della nostra cristianità. Ogni sezione della narrazione focalizza la memoria a livello storico attraverso manufatti archeologici che fungono da stazioni della mostra.

Mentre la mostra già in corso presenta manufatti artigianali del periodo cristiano, una nuova sezione archeologica che aprirà nel tardo 2017, cercherà di presentare vari aspetti della quotidianità dal periodo cristiano ad epoche successive basandosi sulle ampie collezioni storiche e gli spazi espositivi ricostruiti e posseduti l’Ordine Francescano possiede. Alcuni manufatti della collezione del museo recuperati dal primo periodo del diciannovesimo secolo, quando la disciplina dell’archeologia iniziò a svilupparsi, sono recentemente stati dati in prestito al Metropolitan Museum of Art di New York, per la mostra intitolata Jerusalem 1000-1400: Every People Under Heaven’. (Gerusalemme 1000-1400: Ogni popolo sotto il cielo).

La missione di questo museo è promuovere il dialogo interculturale e interreligioso attraverso le sue iniziative e le sue mostre. Pablo Markin ha organizzato un’intervista con Padre Alliata, storico appartenente all’Ordine Francescano e residente presso il monastero S. Savior nella città vecchia di Gerusalemme.

Pablo Markin: Come ha preso forma l’idea per questo museo?

Padre  Alliata: Il museo Terra Sancta ha una lunga esistenza. Nonostante la sua lunga storia, nel 2009 il custos o custode, Padre Pierbattista Pizzaballa, volle donargli vita nuova. Quindi, fu intrapreso il progetto per il nuovo museo Terra Sancta. Il cambiamento più importante consiste nella varietà della mostra in base alla natura degli oggetti, cercando di creare delle sezioni differenti e più specifiche. Assieme alla sezione archeologica è stata realizzata una mostra multimediale (aperta da marzo 2016 al Monastero della Flagellazione) e una sezione storica dedicata ai Francescani presenti sulla Terra Santa, verrà svelata a breve e completerà l’intero progetto. Questa nuova organizzazione permetterà ai visitatori di avere un quadro più chiaro sulle radici cristiane nella Terra Santa.  

Pablo Markin: Quali sono i programmi di sviluppo che la Terra Sancta intende mettere in atto per la pianificazione, le collaborazioni e i locali del museo?

Padre Alliata: Il museo Terra Sancta punta ad essere una rete di musei con i siti archeologici posseduti dalla Custodia, come Nazareth, Monte Tabor, Capernaum e Betania. Una delle più importanti sfide nel futuro sarà l’integrazione delle mostre dedicate ai posti in zona assieme alla presenza di un museo centrale come nel caso di tanti musei su larga scala presenti nel mondo. Continueremo a perfezionare l’esperienza presso il museo centrale e allo stesso tempo, continueremo a sviluppare i siti periferici.

Pablo Markin:La Custodia Terræ Sanctæ celebra la sua lunga presenza qui a Gerusalemme. In che modo le mostre e i vari siti del museo si sono relazionati con questa storia?

Padre Alliata: Negli 800 anni di presenza francescana in Terra Santa, la salvaguardia e la possibilità di accedere ai luoghi sacri, assieme all’ospitalità verso i pellegrini sono stati gli obiettivi fondamentali dei gruppi di minoranza. Negli ultimi due secoli, la custodia del patrimonio artistico e culturale ha portato a riscoprire posti e oggetti che risalgono alla vita di Gesù. Inoltre hanno portato allo studio di questi manufatti attraverso un approccio scientifico. Anche i fratelli hanno realizzato degli scavi archeologici applicando delle accurate metodologie di ricerca. La crescente consapevolezza del valore storico, artistico e religioso dei ritrovamenti archeologici e gli oggetti unici collezionati nel corso degli anni, hanno portato alla creazione di un nuovo museo. Questa mostra permanente sarà uno strumento utile attraverso il quale i Francescani potranno far conoscere al mondo la storia della presenza cristiana, lì dove ha messo le sue radici: la terra di Dio.

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su OpenCulture,28/08/2017, https://oc.hypotheses.org/474