Toni e Tonino: il cinema di quartiere di fiducia

Articolo pubblicato il 09 febbraio 2016
Articolo pubblicato il 09 febbraio 2016

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Tempo di Berlinale! Prima che il nostro team a Berlino ci racconti il Festival Internazionale del Cinema con il suo tappeto rosso, i suoi giovani attori di talento e i suoi 400 film in programma, abbiamo seguito le tracce dell'arte cinematografica nei quartieri della città. Scopriamo qualcosa in più sui nostri cinema di quartiere di fiducia. Oggi il cinema: Kino Toni & Tonino.

Nel quartiere di Weissensee le case sono più piatte che nel resto di Berlino. Nel quartiere di Weissensee c'è un lago sul quale, in estate, le famiglie possono remare attorno alla fontana. Fino a qui, niente di nuovo. Nel quartiere di Weissensee si trovava lo studio in cui fu girato il film Il gabinetto del dottor Caligari. Ah davvero? Nel quartiere di Weissensee c'erano, all'inizio del secolo, 15 cinema nelle osterie, nelle sale da ballo e nei cortili interni. Sul serio? Solo nella Antonplatz ce n'erano sette; il Kino Toni ha avuto il proprio edificio fino ad oggi.

La storia di questo cinema è in parte anche la storia della signora Miethe. Sono 31 anni che lavora al Kino Toni. Dal 1992 insieme al regista Michael Verhoeven, che l'ha acquistato dopo la riunificazione delle due Germanie. Se oggi vengono trasmessi sia film europei contemporanei, che film per bambini, che il cineclub con film dell'ex DDR con filtro a densità neutra per i diversi destinatari del quartiere - dalle giovani famiglie arrivate da poco ai pensionati residenti da tempo - occorre ringraziare i due amanti del cinema.

Il segreto? Ci si conosce. Ci si parla. «Ne vale la pena, di vedere questo film?», «Cosa consigli?». La signora Miethe risponde alle domande, convince gli spettatori esitanti e, soprattutto, mantiene i contatti. Con le scuole e gli asili che, una volta al mese, portano i loro bambini al "cinema dei piccoli"; con la libreria all'angolo che vende i biglietti per la lettura di Wladimir Kaminer; con i giornali locali che raggiungono anche chi non ha accesso a internet; con i negozi del vicinato che espongono le locandine per le manifestazioni speciali.

La signora Miethe mette in atto il suo trucco

Manifestazioni speciali? Un'antica strategia della casa: il Toni non deve essere soltanto un cinema, ma anche una casa di cultura. Il Toni offre una scena a viaggiatori con i loro spettacoli, burattinai e cabarettisti - e il pubblico non è mai mancato, nemmeno alla fine degli anni Novanta quando le multisale hanno iniziato a spuntare come funghi allettando il pubblico con 3D e Dolby Surround. Il cinema ha dovuto combattere con delle perdite. Allora la signora Miethe ha messo in atto il suo trucco: prima di uno spettacolo, un amico oculista ha spiegato ai genitori quanto le proiezioni in 3D possano affaticare gli occhi dei piccoli. La tecnica blu-ray in alta qualità sarebbe più che sufficiente. Così le famiglie hanno ricominciato ad approfittare dell'atmosfera rilassante del cinema nel loro quartiere.

E per la Berlinale, cosa cambia? Si stende il tappeto rosso, il regista arriva da Monaco con la moglie (Senta Berger), in pochissimo tempo i biglietti registrano il tutto esaurito. Lo scorso anno venne proiettato il film in concorso Victoria, la sala gremita di gente. Quest'anno, il 14 febbraio, verrà visionato il film  Rara di Pepa San Martín. Unica preoccupazione: il cinema ha il permesso di vendere soltanto la metà dei biglietti disponibili. L'altra metà dei posti viene assegnata tramite regolare vendita a spettatori che sicuramente non torneranno, anche se il Kino Toni è l'unico che ogni anno ha il diritto di essere cinema di quartiere. 

Se continuerà così? Michael Verhoeven vorrebbe vendere la sala, la signora Miethe sta per congedarsi con la più che meritata pensione, è in corso la selezione di un nuovo proprietario. La signora Miethe guarda al futuro con serenità: «Ogni cosa a suo tempo». Il nuovo proprietario verrà scelto in modo che lei possa continuare a frequentare con piacere il Kino Toni.