Testimonianza Erasmus: uno studente greco a Budapest

Articolo pubblicato il 19 dicembre 2008
Articolo pubblicato il 19 dicembre 2008

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L’Erasmus è un’opportunità unica e senza precedenti per i giovani della nostra generazione. Omiros, studente ventunenne di scienze politiche, conferma e smentisce alcuni degli stereotipi più diffusi sulla capitale ungherese. Ultimo episodio della serie dedicata ai ventuno anni di vita del famoso programma di scambio.

Terminare gli studi con un semestre all’estero in Erasmus è un’idea grandiosa. Mi era venuta voglia di mettere a confronto la mia città, Atene, con un’altra grande capitale, e di immergermi in uno stile di vita diverso da quello a cui ero abituato. Budapest è una delle capitali europee più belle ed interessanti dal punto di vista storico. La sua lingua, una delle più difficili al mondo, mi incuriosiva parecchio, e volevo scoprire i punti di contatto tra il mio Paese e l’Ungheria. Molti degli immigrati greci venuti qui hanno lasciato la loro impronta culturale. La maggior parte degli ungheresi che ho incontrato conosce alcune parole semplici in greco (come kalimera, che significa buongiorno), o alcuni avvenimenti importanti della nostra storia. L’immagine che gli ungheresi hanno della Grecia è molto idealizzata: sole, mare, bella gente e cibo prelibato. Tutti parlano molto bene della Grecia, anche se non ci hanno mai messo piede!

Il post comunismo senza segni di vecchiaia

A causa di esperienze negative vissute in alcune zone dell’Europa centrale post comunista, avevo molti preconcetti sulle possibili influenze del passato nella società ungherese. Mi aspettavo di trovare un Paese povero, gente insoddisfatta e dall’aria ammosciata, in una città caratterizzata dai classici edifici in stile sovietico, resti di un regime ormai passato alla storia. Ero convinto che l’Università ungherese dove avrei dovuto studiare, la ELTE, non sarebbe mai stata all’altezza della mia ad Atene.La realtà si è rivelata invece molto distante dal mio immaginario. Budapest è una città molto grande e con edifici monumentali; i parchi e gli alberi sono numerosi, e la sua Università regge bene il confronto con le grandi e moderne Università dell’Europa Occidentale. La sede universitaria brulica di studenti, è ben organizzata e ha uno staff di professori altamente qualificato. La comunità studentesca, poi, è sempre pronta a riservarti un’accoglienza speciale.

(OT)Greci e Ungheresi hanno stili di vita diversi per ragioni storiche, geografiche e climatiche, ma hanno in comune l’ospitalità nei confronti degli stranieri: una delle principali motivazioni che hanno influenzato la mia scelta per l’Erasmus.Più di duecento studenti, provenienti soprattutto da Germania e Polonia, s’incontrano ogni giorno all’Università e nelle feste Erasmus: in quelle occasioni cercano di approfondire la loro conoscenza reciproca. Adoro l’interazione che l’Erasmus è capace di creare. Il nostro codice comunicativo è l’inglese. Questa lingua ti permette di esprimere la tua personalità davanti agli altri. Poco importa a che livello la si parla: è una lingua facile da capire, anche quando viene massacrata da centinaia di errori.

L’esperienza dell’Erasmus è unica. Il programma di scambio è accessibile anche per i più giovani desiderosi di partire alla scoperta dei Paesi vicini. Grazie a questa avventura ho percepito il vero significato della cooperazione e della comunicazione europea, dello scambio sociale e culturale tra giovani europei. Stereotipi e cliché possono essere messi alla prova solo quando si ha l’opportunità di vivere in un altro paese, e ci si può confrontare con differenti stili di vita e modi di pensare.