Terrorismo: Quali strategie?

Articolo pubblicato il 26 agosto 2010
Articolo pubblicato il 26 agosto 2010
Dopo la liberazione dei due membri della ONG spagnola di Barcelona -Acció Solidària- Albert Vilalta e Roque Pascual, sequestrati da una cellula di Al Qaeda del Magreb Islamico (AQMI) in Mauritania, la gioia di un lieto fine s'è mescolata alle polemiche. Il fatto è che il pagamento del riscatto ha causato l'indignazione di buona parte dell'opinione pubblica spagnola.

Alcuni tra i redattori di testate giornalistiche spagnole, si chiedono se si può parlare di lieto fine quando si pagano milioni di euro per recuperare senza conseguenze i collaboratori che hanno vissuto nove mesi di prigionia, e l'autore del sequestro invece è a piede libero. E fanno notare pure che il denaro del riscatto servirà ad un cosa: altro terrore. Una logica riflessione, però, che fare quando è in ballo la vita di due persone? La Francia lo scorso Luglio ha condotto una fallimentare operazione militare contro gli accampamenti del AQMI in Mali per liberare Michel Germaneau, collaboratore di una ONG nel nord della Nigeria il quale era stato sequestrato lo scorso aprile. In risposta all'azione militare, il gruppo terroristico aveva annunciato di aver giustiziato l'ostaggio. Anche la Spagna avrebbe dovuto reagire allo stesso modo, cioè con una azione armata? Secondo il presidente francese Nicolas Sarkozy, si. Il mandatario ha affermato due giorni dopo della liberazione che la strategia contro il terrorismo non dev'essere il pagamento di un riscatto.

Nel 2009, 92 collaboratori sono stati sequestrati in tutto il mondo

Però Sarkozy non è l'unico a pensarla così. Qualche volta non sorprendono le critiche da parte di molti cittadini spagnoli che in questi giorni è stato possibile leggere in alcuni quotidiani spagnoli nella loro edizione on line. Sebbene certi commenti pungenti accusano i collaboratori di aver corso rischi per dimostrare la propria solidarietà, quando esistono alternative più efficaci, magari con meno pubblicità, per far arrivare gli aiuti, o persino il fatto che uno di loro ringrazi in catalano l’azione del governo per liberare i prigionieri: perché pagare con i soldi delle mie tasse le avventure di chi mette se stesso in pericolo, considerando che quei soldi provocheranno ancora più dolore in altre famiglie? E’ questa la domanda che si è posto più di qualcuno.

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Secondo il Partito Popolare spagnolo, la posizione deve essere chiara: non è possibile negoziare con i terroristi i loro portavoce hanno ribadito con delle dichiarazioni sulla stampa che il pagamento del riscatto è un reato in Spagna che deve essere giudicato. Intanto, il governo accusa l'opposizione di voler approfittare della situazione con questo tipo di attacchi. Di certo adesso tocca fare autocritica difronte ad un rischio che aumente sempre più ogni giorno. Secondo un articolo pubblicato su El País, l'anno scorso in tutto il mondo sono stati sequestrati 92 collaboratori. Una cifra da prendere in considerazione e che ci induce a pianificare la migliore strategia possibile per far fronte al terrore.

Foto: rehenes © matt coats / Flickr