Termini Underground: l'integrazione si fa ballando

Articolo pubblicato il 10 giugno 2016
Articolo pubblicato il 10 giugno 2016

Al solito brusio dei pendolari che affollano la principale stazione di Roma si unisce un suono inedito. È la musica di Termini Underground, la scuola di danza che aiuta i migranti a integrarsi all'interno della società italiana a passi di hip-hop e breakdance. E mentre i treni sfrecciano sulle rotaie, i ballerini si scatenano in pista.

Sinan dal Kosovo, Jorge Luis dalla Colombia e Juru dal Ruanda sono tre giovani provenienti da tre nazioni diverse che si sono ritrovati a ballare insieme per una compagnia di danza al centro di Roma.

A raccontarla così potrebbe quasi sembrare la favola di tre ballerini di fama internazionale uniti grazie alla proprie arte, ma le cose non sono andate proprio così: è stato un passato difficile a costringerli a lasciare le rispettive patrie in cerca di una vita migliore. Ed è così che si sono uniti a Termini Underground, una compagnia di danza fuori dal comune che riunisce i giovani migrati in Italia aiutandoli a integrarsi nella nostra società. 

Sinan aveva solo sei anni e viveva nella piccola città di Prizren, ex Jugoslavia, quando venne venduto a una famiglia siciliana da suo padre. Ma anche lì «Ero costretto a rubare. Dopo un po' non ne potevo più, così decisi di scappare via» ci spiega.

Cresciuto tra vari centri giovanili e monasteri del sud Italia, Sinan trovava spesso conforto nella musica, che gli permetteva di fuggire dalla realtà. «Ballare è la mia cura» ci racconta, cercando di ricordare quando era solo un ragazzino e muoveva i suoi primi passi nel mondo della danza. «Mi fa dimenticare le cose brutte». Da ragazzo si è trasferito a Roma, dove ha scoperto il progetto di danza di Termini Underground. In poco tempo è diventato uno dei migliori ballerini di breakdance del gruppo, e ora è conosciuto come "Angelo B-Boy".

Ci siamo incontrati nello studio di Termini Underground, una stanza che si trova proprio sotto le banchine della Stazione Termini, la più grande stazione d'Italia e la seconda in Europa. Camminando sento il rumore dei treni che sfrecciano sopra la nostra testa e le mura che vibrano a ogni treno in partenza.

La saletta dell'ex Dopo Lavoro Ferroviario è diventata il luogo di ritrovo preferito per i circa 500 giovani provenienti da tutto il mondo che finora hanno ballato con il gruppo.  

Il progetto è nato circa dieci anni fa, quando la ballerina e coreografa Angela Cocozza ha deciso di voler fare qualcosa per aiutare quei giovani che vedeva spesso aggirarsi per la stazione Termini. La maggior parte di loro è arrivata in Italia fuggendo da nazioni sconvolte da crisi economiche e guerre. Alcuni di loro facevano già uso di droghe e alcool, altri erano fortemente a rischio. Termini Underground per loro non è solo un posto gratuito dove ballare, ma rappresenta anche la possibilità di impegnarsi in un'attività di gruppo, il primo passo per intraprendere un percorso di integrazione. 

Il ventottenne Jorge Luis è arrivato in Italia dalla Colombia quando era solo un bambino, ed è stato adottato da una famiglia italiana. Prima di diventare un membro di Termini Underground trascorreva le sue giornate davanti al McDonalds della stazione Termini, dove molti giovani come lui ammazzano il tempo guardando i passanti.

«Amo l'atmosfera di Termini Underground perché proprio qui, in questa stanza, si respira l'aria della strada» dice Jorge Luis, che ormai da cinque anni ha rimpiazzato il McDonalds con questa scuola di danza sotterranea. Jorge ora, oltre a essere un ballerino talentuoso, è anche l'insegnante di hip-hop di un gruppo di giovani studenti. Sebbene non sia mai riuscito a ritornare in patria, Jorge Luis inserisce sempre degli elementi di danza sudamericana nelle sue coreografie hip-hop. 

I ballerini di Termini Underground, oltre che come artisti di strada, si sono esibiti in molti festival, sul piccolo schermo e addirittura su alcuni prestigiosi palchi teatrali. Una testata giornalistica italiana ha definito la loro esibizione  al Teatro Brancaccio di Roma dello scorso anno come una «spettacolare dimostrazione di creatività da parte della gioventù internazionale». Ora si stanno preparando per la prossima esibizione al Teatro Sala Umberto, un altro importante teatro romano dove saranno ospiti il prossimo mese.

«Sono felicissimo di questa opportunità» afferma Juru dal Ruanda, che a soli 24 anni è già un ballerino professionista con tantissime esibizioni alle spalle. "Termini Underground mi ha permesso di calcare tantissimi palcoscenici. Sono felice perché adesso lo spettacolo ci appartiene davvero." 

Juru è fuggito dal massacro che nel 1990 ha sconvolto il suo paese, ed arrivò qui in Italia come rifugiato politico. «Sono venuto a conoscenza di Termini Underground a scuola. Qualcuno stava parlando di un posto dove poter ballare gratuitamente e ho pensato: proviamoci!» ci racconta. Sei anni dopo Juru non solo ha notevolmente migliorato le sue abilità di ballerino ma ha conosciuto numerosi nuovi amici. «Questo gruppo fa parte di me» aggiunge, «è la mia famiglia».

Juru, Jorge Luis, Sinan e tutti gli altri ballerini di Termini Underground continuano a ballare, inventando un nuovo modo per favorire l'integrazione di chi arriva in Italia. Ed unirsi è semplice, basta alzare il volume e buttarsi in pista!