Teatro del Fuoco: Catania ci crede, Palermo no

Articolo pubblicato il 29 giugno 2015
Articolo pubblicato il 29 giugno 2015

L’ottava edizione del Teatro del Fuoco International Firedancing Festival ha registrato un ottimo successo di pubblico nel capoluogo etneo, grazie al lavoro svolto con il Comune di Catania. La tappa palermitana purtroppo è sfumata. 

Camminando un giovedì pomeriggio lungo la maestosa isola pedonale di via Etnea, Catania, tra palazzi storici, cielo limpido e granite al limone, mi imbatto in una colorata e tambureggiante parata di acrobati, sbandieratori e danzatrici che scopro essere composta da artisti internazionali: si tratta del cast del Teatro del Fuoco, professionisti di grande presenza scenica provenienti da Italia, Kenya, Repubblica Slovacca e Ungheria. Mi danno appuntamento a venerdì e sabato sera nel centro storico, presso Castello Ursino, Piazza Duomo e Piazza Università, dove noto che si inizia a montare un palco.

E il giorno dopo assisto all’ottava edizione del Teatro del Fuoco, festival internazionale di danza, ballo, acrobatica e giochi con il fuoco, che negli anni precedenti si è tenuto alle Isole Eolie e alle Egadi. L’anno scorso ha incantato anche Palermo, alla GAM, con un memorabile sold out nonostante lo spettacolo a pagamento.

A Catania, invece, lo spettacolo è gratis in tutte e tre le piazze, perché inserito nel contenitore di eventi culturali I-ART, e anche se qualche spettatore si lamenta per la mancata informazione da parte del Comune, mi godo fino a notte fonda Piazza Università gremita di gente, ipnotizzata da una scaletta che si apre con le tute fluorescenti di “Butterfly” (Slovacchia), le evoluzioni atletiche e dinamiche di “African Energy” (Kenya), le infuocate e coreografiche acrobazie dei ballerini del Balletto di Palermo e gli assoli maestosi di Linda Farkas, una delle prime tre manipolatrici di fuoco al mondo (Ungheria).

Pare che il Comune di Catania abbia messo a disposizione la sala prove agli artisti presso il Palazzo della Cultura, dove si sono tenuti  anche dei workshop di Hula Hoop e Sticks ai quali hanno partecipato volentieri i bambini. I camerini, durante lo show, erano invece a Palazzo degli Elefanti, sede stessa del Comune che si è prodigato nello spegnere le decine di lampioncini che abitualmente illuminano Piazza Duomo, al fine di far risaltare ancor di più i suggestivi giochi di luce del Teatro del Fuoco. Le forze dell’ordine, pochi minuti prima degli spettacoli del sabato, hanno anche gestito una minacciosa manifestazione dei tifosi del Catania Calcio che avrebbe potuto mettere a repentaglio le esibizioni degli artisti.

Sbirciando sul sito www.teatrodelfuoco.com capisco come mai il Comune di Catania abbia tenuto così tanto ad ospitare l’evento: Giorgio Napolitano ha assegnato un premio speciale al Teatro del Fuoco, nel 2006, per le sue capacità di migliorare la qualità del turismo in Sicilia, oltreché per il valore artistico e culturale degli spettacoli. Il Comune di Catania, insomma, ha concluso un’interessante operazione di marketing territoriale.

Intanto a Palermo...

E la tappa di Palermo? Sul treno Minuetto Catania-Palermo di domenica, durata 2 ore e 50 minuti, molti passeggeri parlano ancora delle belle notti catanesi. I più informati raccontano che era prevista una tappa palermitana del Teatro del Fuoco, lunedì 29 giugno. L’organizzatrice dell’evento, Amelia Bucalo Triglia, aveva proposto al Comune di Palermo la location dei Quattro Canti, per ricollegare i significati del fuoco al Teatro del Sole (durante le ore del giorno almeno una delle quinte architettoniche dei Quattro Canti è illuminata dal sole). Successivamente si è pensato alle Mura delle Cattive come sede del festival, per valorizzare un luogo intriso di fascino e storia che attualmente sembra abbandonato a se stesso.

Durante la trattativa, invece, è arrivato un brusco stop da parte del Comune, che ha preferito dirottare alcuni fondi verso altri capitoli di spesa, cosa che anche fonti sindacali ci hanno confermato. Tutto questo mentre gli artisti stranieri avevano già pronti i voli di ritorno da Palermo anziché da Catania. Il giudizio sulla bontà di questa scelta resta difficile. Intanto, forti del successo riscosso a Catania, gli artisti del Teatro del Fuoco a Palermo si accontenteranno di fare i turisti.