Sven Schelker: «Con 'Il Cerchio' abbiamo reso onore alla comunità gay svizzera degli anni '50»

Articolo pubblicato il 16 febbraio 2015
Articolo pubblicato il 16 febbraio 2015

Nel film "Der Kreis" (2014) - Il Cerchio -  il  giovane attore di origine svizzera Sven Schelker interpreta la Drag Queen Röbi Rapp. Per questa prima pellicola, Schelker è stato insignito di parecchi premi, tra cui il Teddy Award e il premio Panorama del pubblico in occasione della 64esima edizione della Berlinale. Quest’anno, invece, è annoverato tra le European Shooting Stars.

Quando Röbi Rapp e Ernst Ostertag si incontrano per la prima volta al club dove Röbi si esibisce come Drag Queen, è amore a prima vista. Rapp, interpretato dal giovane attore Sven Schelker, si trova forse per la prima volta coinvolto in una relazione seria. Per via del suo attivismo nel cerchio, “der Kreis” per l’appunto, associazione e rivista omosessuale della Zurigo di fine Anni ’50, il professor Ernst Ostertag (interpretato da Matthias Hungerbühl), si trova a fronteggiare problemi sempre maggiori. Il film di Stefan Haupt, presentato alla Berlinale dello scorso anno, racconta con scene sia documentarie, sia romanzate, la vera storia di Rapp e Ostertag, ancora oggi compagni di vita. Sven Schelker, grazie alla sua sensazionale interpretazione di Röbi Rapp, è stato inserito tra le European Shooting Star del 2015. Lilian Pithan lo ha incontrato alla conferenza stampa dell’European Film Promotion. 

cafébabel: Il film “Der Kreis”, dove sei protagonista, si è aggiudicato molti premi, tra cui anche il Teddy Award all’ultima Berlinale. Tocchi con mano tutto questo successo?

Sven Schelker: Di fatto tutto il 2014 è stato un vero delirio. Il film ha partecipato a oltre 80 festival,  molti del circuito LGBT, ricevendo tantissimi feedback positivi. Una volta una coppia omosessuale sulla trentina mi ha avvicinato, erano così scossi ed emozionati, che quasi non riuscivano a parlare. Erano semplicemente grati che fosse stata raccontata quella storia, perché ancora oggi si ripresentano proprio le stesse situazioni di allora, quelle della Svizzera degli anni Cinquanta e Sessanta. Credo che la cosa più forte e bella che mi abbiano detto è quanto sia stato importante fare onore a questa storia e a questa tematica.

cafébabel: Come ti sei preparato per il personaggio della Drag Queen Röbi Rapp?

Sven Schelker: Nella fase iniziale ho incontrato diverse volte Röbi Rapp e Ernst Ostertag e ci siamo preparati con occhio critico e al meglio possibile. Ci trovavamo anche in una situazione piuttosto particolare, perché i veri protagonisti stessi comparivano più volte nel film e, pertanto, si ricreava un continuo confronto. Ho conosciuto Matthias Hungerbühler, che ha recitato la parte del professor Ernst Ostertag, direttamente sul set. Senza dubbio è anche stato impegnativo conoscersi l’un l’altro e rendere la nostra intimità il più possibile autentica e normale. Questo mix di elementi della fiction e del documentario costituisce un format piuttosto singolare. Per questo è stato un progetto davvero unico.  

cafébabel: Hai dovuto imitare perfettamente il vero Röbi Rapp o nella tua recitazione sei stato totalmente indipendente?

Sven Schelker: La pretesa di imitare o copiare qualcuno al 100% sarebbe stata sbagliata, oltre che impossibile. Nella fase preparatoria ho cercato di cogliere il più possibile la sensibilità di Röbi. Ogni volta che ci siamo incontrati, non abbiamo parlato unicamente del film, ma anche di dio e del mondo. Sono un attore e non un imitatore. Infine ho cercato di ritrovare me stesso in lui.

cafébabel: Conoscevi già l’associazione omosessuale “Der Kreis”?

Sven Schelker: No, non ne avevo mai sentito parlare. Ed è strano, perché quasi tutti (o tutti) i miei amici omosessuali ne conoscono la storia. Il Cerchio è stato praticamente la prima associazione omosessuale del mondo. In quel periodo in Germania l’omosessualità era ancora punibile.

cafébabel: Quanto pensi sia attuale questo tema oggi, a più di 50 anni dalla loro unione e dalla decadenza del “Kreis”?

Sven Schelker: L’argomento è da sempre attuale. In Svizzera o in Germania abbiamo erroneamente l’idea di essere infinitamente liberali. Crediamo che gli omosessuali siano veramente liberi, ma passando al di là del confine, tutto appare completamente diverso, anche nell’Europa stessa. A Kiev, dove il nostro film ha aperto un festival locale, c’è perfino stato un incidente: 24 ore dopo la proiezione, il cinema è stato dato alle fiamme. È perfino difficile ammettere che dietro a ciò ci siano moventi omofobi.

cafébabel: Dal 2012 fai parte dell’ensemble dell'Hamburger Thalia Theater. Pensando al domani, ti immagini sul palcoscenico o davanti alla macchina da presa?

Sven Schelker: Mi piacerebbe fare entrambe le cose parallelamente. In effetti io vengo dal teatro, e questo per ora è solo il mio primo film, ma al momento ho una gran voglia di fare esperienza e sento il bisogno di mettermi alla prova anche davanti alla cinepresa. C’è una bella differenza tra ciò che ti chiedono di fare e quello che sei davvero capace di fare. Come riuscirò a portare avanti entrambe le attività, si vedrà, ma certamente funzionerà perché farò di tutto perché accada davvero!

Cafébabel Berlin alla 65^ Berlinale

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