Superbowl: «Il meglio della partita? Gli annunci pubblicitari»

Articolo pubblicato il 02 febbraio 2009
Articolo pubblicato il 02 febbraio 2009

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L’evento più importante del football americano colpisce non per la vittoria degli Steelers ma per il business, che ruba la scena allo sport: i secondi valgono oro e i nachos al formaggio la fanno da padrone. Una spagnola negli Usa racconta il Superbowl.

Gli Steelers di Pittsburg hanno battuto i Cardinals dell’Arizona nel Superbowl di quest’anno. Ma se vai a chiedere oggi il risultato a un americano, probabilmente ti risponderà dopo un lungo sforzo per ricordare esattamente cos’è successo ieri. Certo è che il risultato importa poco se ci si è divertiti, e gli americani in questo sono degli specialisti. Da spagnola, credevo che il Superbowl fosse simile a un Real Madrid-Barcelona del nostro campionato, però con nachos al formaggio al posto di tapas e birra. Ma non appena vai al bar ti rendi conto che non è affatto come lo immaginavi. La radio locale fa il suo show per i clienti nel bar e regala alette di pollo gratis per un anno, mentre un gruppetto in un angolo incita un ragazzo che ha appena ordinato la salsa più piccante del bar: se riesce a ripulire il piatto in meno di tre minuti, glielo offriranno. Come ho detto, tutto per loro diventa spettacolo.

100mila dollari al secondo

Quest’anno, la Nbc ha guadagnato 100mila dollari per ogni secondo di pubblicità andato in onda. Una volta trovato un posto accettabile vicino a uno degli oltre trenta maxischermi che circondano il bar, dopo la cerimonia patriottica di apertura con l’inno cantato da Jennifer Hudson, è arrivato il momento clou. Che per me e molti altri non è stata la partita, ma gli annunci pubblicitari, attesi con la stessa impazienza di quelli dell’Anno Nuovo in Spagna. I pubblicitari pagano cifre scandalose per accaparrarsi uno spazio durante il Superbowl e propongono agli spettatori le loro idee migliori. Con tutto che siamo in piena crisi. Per me i migliori e i più divertenti sono stati quelli di Doritos, della Pepsi e della Budweiser, ognuno dei quali ha avuto tre pubblicità diverse nell’arco dell’intera partita. Quindi, facendo la somma, direi che non ho abbastanza dita per contare gli zeri dell’assegno che ciascuna ditta avrà sborsato per un passaggio pubblicitario.

La rimonta dei Cardinals ha movimentato un po’ l’incontro, che si era capito praticamente da subito sarebbe stato vinto dagli Steelers; poi, all’intervallo, Bruce Springsteen è stato applaudito e acclamato ininterrottamente per tutti i 15 minuti della sua esibizione. Alla fine hanno vinto gli Steelers per 27 a 23 e i Cardinals hanno perso la prima occasione di conseguire il prestigioso titolo. Si dice che al Superbowl non importa chi vinca, l’importante è partecipare. E se ci scappano anche un paio di birre e qualche nacho qui e là, tanto meglio.