Summit tripartito Ue: scontro sulle priorità

Articolo pubblicato il 24 marzo 2014
Articolo pubblicato il 24 marzo 2014

La com­petitività in­du­stria­le fi­gu­ra­va tra i punti al­l’or­di­ne del gior­no del ver­ti­ce eu­ro­peo del 20 e 21 marzo 2014. Ep­pu­re, è gio­co­for­za con­sta­ta­re che, a causa della crisi tra Mosca e Kiev, quel­la che sa­reb­be do­vu­ta es­se­re la que­stio­ne cen­tra­le di que­sto in­con­tro è pas­sa­ta ine­vi­ta­bil­men­te in se­con­do piano.

Il tema della com­pe­ti­ti­vi­tà è stato men­zio­na­to sol­tan­to du­ran­te il primo con­si­glio tri­par­ti­to del 2014, un in­con­tro fra il pre­si­den­te del Con­si­glio eu­ro­peo, della Com­mis­sio­ne eu­ro­pea, il Primo mi­ni­stro greco e i rap­pre­sen­tan­ti dei part­ner so­cia­li eu­ro­pei. Se­con­do il pre­si­den­te del Con­si­glio eu­ro­peo, Her­man Van Rom­puy, “ades­so che le que­stio­ni ur­gen­ti sono state re­go­la­te” - si ri­fe­ri­va al­l’ac­cor­do rag­giun­to ieri sul mec­ca­ni­smo unico di ri­so­lu­zio­ne per l’u­nio­ne ban­ca­ria - la prio­ri­tà è quel­la di “rin­for­za­re gli in­ve­sti­men­ti, in­co­rag­gia­re il rim­pa­trio degli im­pie­ghi, i bre­vet­ti, la coo­pe­ra­zio­ne su certe tec­no­lo­gie-chia­ve […] e ga­ran­ti­re dei costi di ener­gia che per­met­ta­no di avere un ri­for­ni­men­to co­stan­te”.

La que­stio­ne ener­ge­ti­ca, della quale la si­tua­zio­ne ucrai­na am­pli­fi­ca l’ur­gen­za ri­spet­to a quel­la del gas, ri­ma­ne al cen­tro delle pre­oc­cu­pa­zio­ni del pa­tro­na­to eu­ro­peo. “L’Eu­ro­pa ha bi­so­gno di ri­for­me e di li­mi­ta­re la pro­pria di­pen­den­za ener­ge­ti­ca”, ha messo in guar­dia Mar­kus Bey­rer, di­ret­to­re ge­ne­ra­le di Bu­si­ness Eu­ro­pe. E a ra­gion ve­du­ta: l’Eu­ro­pa deve far fron­te a degli oneri fi­sca­li molto più gra­vo­si di quel­li degli Stati Uniti o del Giap­po­ne e a dei costi ener­ge­ti­ci trop­po ele­va­ti. A que­sto pro­po­si­to, le ener­gie rin­no­va­bi­li e il gas di sci­sto sa­reb­be­ro due piste da per­cor­re­re se­con­do il pa­re­re di Bey­rer. Inol­tre, men­tre l’e­co­no­mia eu­ro­pea è for­te­men­te col­pi­ta dalla crisi, “il resto del mondo non ci ha aspet­ta­to”, ha spie­ga­to.

Una com­pe­ti­ti­vi­tà verso l’al­to, non verso il basso

Di­chia­ra­zio­ni, que­ste, che hanno fatto in­fu­ria­re Ber­na­det­te Ségol, se­gre­ta­rio ge­ne­ra­le della CES (Con­fe­de­ra­zio­ne eu­ro­pea dei sin­da­ca­ti). “È ne­ces­sa­ria una cre­sci­ta che pro­muo­va l’im­pie­go e non la pos­sia­mo ot­te­ne­re at­tra­ver­so il ri­bas­so degli sti­pen­di, delle im­po­ste, della pro­te­zio­ne so­cia­le”, ha detto il se­gre­ta­rio. Fra le pro­po­ste della CES c'è il rag­giun­gi­men­to di un li­vel­lo più alto di ef­fi­cien­za ener­ge­ti­ca, po­ten­zia­le im­pul­so alla crea­zio­ne di posti di la­vo­ro nel Vec­chio con­ti­nen­te. “Il fatto di por­ta­re al 27% la quota delle ener­gie pro­dot­te tra­mi­te fonti rin­no­va­bi­li (entro il 2030, ndr.) non è però un obiet­ti­vo ab­ba­stan­za am­bi­zio­so”, ha sot­to­li­nea­to. Ri­spet­to a una ri­na­sci­ta in­du­stria­le, “sono ne­ces­sa­ri in­ve­sti­men­ti eu­ro­pei su larga scala e non sol­tan­to mi­su­re oc­ca­sio­na­li”.

La Com­mis­sio­ne pre­ve­de di ri­lan­cia­re la cre­sci­ta con nuovi fondi in­du­stria­li e d’in­ve­sti­men­to. D’al­tronde, per l’8 apri­le 2014, a Bru­xel­les è pre­vi­sta una con­fe­ren­za in cui ver­ran­no di­scus­se le mo­da­li­tà d’in­ve­sti­men­to dei 6 mi­liar­di di euro del­l’i­ni­zia­ti­va Ga­ran­tie Jeu­nes­se ("Ga­ran­zia gio­va­ni", ndr.). Il pre­si­den­te della Com­mis­sio­ne eu­ro­pea, José Ma­nuel Bar­ro­so, ha inol­tre sot­to­li­nea­to che “gli Stati mem­bri de­vo­no con­ti­nuare a met­te­re in opera le prin­ci­pa­li po­li­ti­che con­cor­da­te”.

La Gre­cia, che in que­sto primo se­me­stre del 2014 pre­sie­de il Con­si­glio del­l’U­nio­ne, “ha perso il 25% del suo PIL per l’ap­pli­ca­zio­ne delle po­li­ti­che eu­ro­pee”, ha ri­cor­da­to il Primo mi­ni­stro An­to­nis Sa­ma­ras (Par­ti­to "Nuova De­mo­cra­zia", ndr.). Nello Stato el­le­ni­co le PMI (pic­co­le e medie im­pre­se, ndr.) co­sti­tui­sco­no la so­stan­za del tes­su­to eco­no­mi­co: “Non ci sarà al­cu­na ri­pre­sa senza li­qui­di­tà. L’ac­ces­so delle PMI al cre­di­to ban­ca­rio è una sfida prio­ri­ta­ria”, ha in­si­sti­to il Primo mi­ni­stro. Bar­ro­so ha però ri­ba­di­to che le PMI do­vran­no “ac­qui­si­re nuove qua­li­fi­che e av­via­re degli in­ve­sti­men­ti in­tel­li­gen­ti”.

In­som­ma, di fron­te al crol­lo delle im­pre­se eu­ro­pee come con­se­guen­za della crisi fi­nan­zia­ria il pro­ble­ma prin­ci­pa­le ri­ma­ne an­co­ra quel­lo del­l'oc­cu­pa­zio­ne. L’Eu­ro­pa ha il do­ve­re di tro­va­re una ri­spo­sta una­ni­me che possa ri­vi­ta­liz­za­re l’in­du­stria eu­ro­pea senza la­scia­re per stra­da i 26 mi­lio­ni di di­soc­cu­pa­ti at­tua­li e, in par­ti­co­la­re, i gio­va­ni, prime vit­ti­me di que­sto scon­vol­gi­men­to.

- Vedi l'a­gen­da Ue della scor­sa set­ti­ma­na, qui -