Summit NATO a Praga: Risultati e Conseguenze

Articolo pubblicato il 02 dicembre 2002
Articolo pubblicato il 02 dicembre 2002
Il Summit della NATO (North Atlantic Treaty Organisation - Organizzazione del Trattato Nord Atlantico) si è svolto a Praga il 21 e 22 novembre 2002.
All’inizio della sessione plenaria del NAC (North Atlantic Council - Consiglio Nord Atlantico), il carismatico segretario generale della NATO, Lord George Robertson, si è espresso a proposito dello scopo del Summit: “Per la NATO Praga è un Summit di trasformazione. È un momento veramente cruciale per l’Alleanza Atlantica. Daremo il benvenuto a nuovi membri, intraprenderemo nuove missioni, modernizzeremo le forze militari, e rafforzeremo le relazioni con amici e alleati in tutta l’area euro-atlantica.”

Le aspettative prima del Summit erano piuttosto elevate, vediamo se e in che modo il Summit è stato all’altezza di queste attese (spesso contraddittorie).

Allargamento

“Sottopongo ai Capi di Stato e Governo della NATO che acconsentano ad invitare alle trattative di adesione alla NATO le seguenti nazioni: Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia e Slovenia. Lo considero accolto. Il Consiglio ha così deciso.”

(Discorso di Lord Robertson, Summit del Consiglio Nord Atlantico, 21 novembre 2002)

La prima di queste aspettative, condivisa da tutti gli stati membri della NATO da almeno un anno, era la necessità dell’allargamento.

La crisi successiva all’11 settembre 2001 ha cambiato radicalmente i programmi degli Stati Uniti sulla questione di una seconda ondata di allargamento dell’Alleanza verso est. I veri obiettivi strategici degli Stati Uniti sono quelli di allargare la zona di stabilità in Europa a qualsiasi prezzo, il più basso include il declino ulteriore delle forze armate e delle potenze operative degli alleati europei. Come ha affermato George W. Bush in seguito alla decisione del NAC dell’allargamento: “Crediamo che la decisione di oggi confermi il nostro impegno per la libertà e il nostro impegno per un’Europa integra, libera e pacifica.” In altre parole: un’Europa indipendente che non ha bisogno della protezione degli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti non si aspettano molto dagli Alleati europei. Tranne una cosa fondamentale: assicurare la pace e la stabilità nel loro territorio. Gli Stati Uniti devono essere liberi di operare in altre parti del mondo dove i loro attuali - o futuri interessi nazionali in termini di risorse naturali (es. Africa) o in termini di investimenti per la sicurezza occidentale (es. Medio Oriente) sono minacciati molto di più rispetto a quelli in Europa.

Il potere che sta dietro all’allargamento di Praga è senza dubbio l’America. Le sue ragioni sono così forti e potenti che i suoi alleati europei non hanno il coraggio di contraddirla, anche se alcuni probabilmente lo desiderano. Se avessero protestato contro uno qualsiasi dei paesi invitati (il consenso non era molto forte nei casi della Bulgaria e della Romania), gli Stati Uniti avrebbero ricordato ai suoi alleati l’enorme discrepanza nel piano finanziario della difesa della NATO. Gli stati europei della NATO danno - tutti insieme! - appena la metà della somma che gli USA danno per le forze armate e l’operatività effettiva è solo di 1/10 rispetto a quella americana.

Questo è un valido motivo del dominio americano nelle decisioni dell’Alleanza.

A Praga tutte e tre le repubbliche baltiche post-URSS (Estonia, Lettonia e Lituania) hanno ricevuto l’invito alla NATO. Il presidente Putin ha rifiutato l’invito del presidente ceco Havel al Summit, perché questo passo indebolisce ulteriormente la posizione geopolitica della Russia. La Russia non può che accettare la volontà di questi paesi e dell’Alleanza, piuttosto che causare un grande (e inutile) scandalo politico e diplomatico come accadde qualche anno fa quando Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria si unirono alla NATO.

Il processo di allargamento della NATO non finisce qui. Lord Robertson ha dichiarato: “La porta per entrare nella NATO rimane aperta. Gli invitati di oggi non saranno gli ultimi. Attraverso il processo del MAP (Membership Action Plan - Piano di Azione di Adesione - approvato al Summit di Washington nell’aprile del 1999), continueremo ad aiutarvi nel perseguire il cambiamento e continueremo ad impegnarci affinché entriate completamente nella famiglia di nazioni euro-atlantica.” Il MAP è stato uno strumento molto utile per i paesi invitati a Praga nel processo di preparazione all’integrazione. Ecco perché, ad esempio, la Slovacchia di oggi è pronta ad unirsi alle strutture militari della NATO molto più della Repubblica Ceca al tempo del suo accesso (aprile 1999), nonostante partissero entrambe dallo stesso punto dopo la separazione della Cecoslovacchia nel 1993. Le nazioni che probabilmente saranno invitate al prossimo Summit sono Croazia, Macedonia e Serbia/Montenegro.

Le negoziazioni con i sette paesi invitati al Summit di Praga inizieranno nel marzo del 2003 e il processo di accesso dovrebbe terminare alla fine del 2004.

NRF

“Abbiamo deciso di creare la NRF (NATO Response Force - Forza di Risposta NATO) che consiste nella forza tecnologicamente avanzata, flessibile, pronta a intervenire, operante sul territorio, e sostenibile che include mezzi terrestri, marittimi e aerei pronti a muoversi velocemente ovunque sia necessario, come deciso dal Consiglio.”

(Dichiarazione del Summit di Praga, Articolo 4b)

L’allargamento non era l’unico argomento importante nel programma del Summit di Praga. A seguito della situazione successiva all’11 settembre, la condizione di paura e terrore, la NATO doveva trovare il proprio modo di risolvere nuove sfide alla sicurezza e nuovi pericoli.

Il NAC ha deciso di creare queste forze con una capacità di 21 mila membri con piena capacità operativa per l’ottobre del 2006. Questo è un cambiamento notevole nella storia della NATO, perché rompe il vecchio principio di un’alleanza difensiva: “Fuori dall’area, fuori dagli interessi”. Qual è l’area NATO di oggi? La crisi del Kosovo ha dimostrato che in ogni circostanza può essere fuori dai limiti degli stati alleati. I Balcani sono al di fuori dell’area? E l’Afganistan? E l’Iraq?

Dichiarazione sull’Iraq

“Noi [19 Capi di Stato e Governo della NATO] promettiamo il nostro pieno supporto per la messa in atto della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 1441 ed esortiamo l’Iraq ad adempiere completamente e immediatamente quanto dettato da questa e da tutte le altre risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite... Ricordiamo che il Consiglio di Sicurezza in questa risoluzione ha avvertito l’Iraq che come risultato della continua violazione dei suoi obblighi va incontro a serie conseguenze.”

(Dichiarazione al Summit di Praga sull’Iraq, NAC, 21 novembre 2002)

Evidentemente il presidente Bush voleva una dichiarazione NATO molto più dura sul suo argomento prediletto. Gli alleati europei - in particolare Francia e Germania - hanno scelto un linguaggio prettamente diplomatico, perché non hanno cambiato idea sulla questione. Tuttavia il cancelliere tedesco Gerhard Schröder ha annunciato al Summit che il suo paese è pronto ad acconsentire che gli Stati Uniti usino le basi tedesche per la guerra in Iraq. Tale gesto ha una ragione fondamentale: addolcire la relazione Germania-USA dopo lo scandalo diplomatico avvenuto durante la campagna elettorale tedesca (quando Bush è stato paragonato a Hitler). Ma la Germania non ha cambiato idea sul non utilizzo di armi proprie nella guerra contro l’Iraq.

Conclusioni

La conferenza stampa conclusiva del Segretario Generale è stata interrotta da un giovane russo e da un ucraino che lanciavano pomodori a Lord Robertson, senza però colpire nel segno. Nel frattempo urlavano “La NATO è peggio della Gestapo!”. I due giovani sono entrati al Summit come giornalisti, ma erano entrambi neofascisti, membri del Partito Nazionale Bolscevico (che si fonda su un’ideologia bolscevica mista a nazionalismo).

Questo è stato l’unico incidente di Praga. Anarchici e comunisti hanno organizzato ogni giorno dimostrazioni non violente contro il Summit della NATO, contro il militarismo e contro il capitalismo. Ci si aspettava che a Praga sarebbero giunti più di 12 mila dimostranti, ma ne sono comparsi non più di un centinaio.

Per la Repubblica Ceca il Summit è stato un importante evento storico. È stato il primo Summit che si è svolto in un paese al di là della ex “Cortina di Ferro”. Questo Summit ha spostato la zona di stabilità in Europa più verso la Russia e ha aiutato tre stati post-sovietici a guadagnare un’identità più solida e visibile con l’occidente, con l’Europa, e ad allontanarsi dalla sfera di influenza russa.

Questo è un grande successo anche se altre conclusioni del Summit rimangono sulla carta.

Foto: (c) Valentí Parrilla Aixelà/flickr