Summit europeo e Kosovo

Articolo pubblicato il 26 dicembre 2007
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Articolo pubblicato il 26 dicembre 2007
Alla fine del summit europeo del 14 dicembre che ha riunito i 27 capi di Stato o di governo, l'Unione europea ha "sottolineato la necessità di progredire verso un regolamento della questione del Kosovo, che è indispensabile per la stabilità della regione.
"  Indicando che il Kosovo "nato dal regolamento dovrebbe essere democratico e multietnico, legato allo Stato di diritto e la protezione delle minorità e del patrimonio culturale e religioso".

L'UE decide di mandare una missione di polizia e di giustizia al Kosovo, si impegna a accelerare i preparativi dello spiegamento della sua missione di 1800 poliziotti e giuristi al Kosovo, che deve succedere alla missione dell'ONU (MINUK). Il Primo ministro portoghese, José Socrates, il quale paese presiede l'UE, afferma che "è il segnale più chiaro che l'UE intende giocare un ruolo fautore sull'avvenire del Kosovo e il suo statuto". La questione dell'indipendenza della provincia serba popolata per la maggior parte di albanesi non è stata esaminata. In compenso, un'accelerazione dell'integrazione della Serbia in seno all'Unione è stata sperata.

In effetti, l'UE rimane divisa su questo suggetto. La Francia ha chiaramente preso posizione in favore ai separatisti albanesi dalla voce del suo Segretario di Stato in carica delle Affari europee, Jean-Pierre Jouyet, venerdì affermando che "la dichiarazione d'indipendenza del Kosovo sembra ineluttabile". Il presidente francese Nicolas Sarkozy si è avvicinato del Primo ministro britannico Gordon Brown che ritiene che la candidatura della Serbia all'UE deve dipendere della sua capacità a accettare l'indipendenza del Kosovo.

Secondo il Guardian del 12 dicembre, i quattro (Francia, Gran Bretagna, Italia, Germania) riconosceranno l'indipendenza della provincia due giorni dopo la sua proclamazione anche senza mandato dall'ONU. Sulla scia di questo, una conferenza di donatori verrà organizzata per mettere in posto una seria di progetti d'infrastruttura per migliorare i reti di elettricità e di strade. L'articolo assicura che questo riconoscimento si farà nel quadro di un piano proposto dalla Slovenia, che presiederà all'UE nel gennaio 2008.

Tuttavia, la Spagna, Cipro, la Grecia, la Romania e la Slovacchia hanno dichiarato che non riconosceranno l'indipendenza unilaterale. Ricordiamo che le decisioni del Consiglio europeo, che riunisce i ministri delle Affari esteri si prendono all'unanimità. Secondo l'AFP, il Primo ministro danese Anders Fogh Rasmussen ha dichiarato che "ogni Stato membro" dovrà riconoscere formalmente la scissione di questo territorio di Serbia.

La confusione esiste tra un riconoscimento categorico dell'Unione europeo che sembra poco probabile e un riconoscimento individuale dei suoi Stati-membri. Infatti, quale valore giuridica avrà un riconoscimento individuale degli Stati, senza un riconoscimento dall'organizzazione europea? In queste condizioni, la Serbia mantenerà il processo di candidatura "rompendo" i suoi legami diplomatici con gli Stati. Come capire che uno Stato candidato all'Unione avrà scambi diplomatici distanti con i membri dell'organizzazione che aspira raggiungere?

Snejana Jovanovic www.kosovo.over-blog.net

Traduzione: Sophie Janod