Subsonica, una canzone per ogni città d'Europa: ecco la dedica di "Istantanee Tour"

Articolo pubblicato il 22 marzo 2012
Articolo pubblicato il 22 marzo 2012
E’ iniziato in Svizzera, nel Canton Ticino, il tour europeo dei Subsonica, la band torinese che da quindici anni ormai riempie i palasport di tutt’Italia con la sua musica un po’ elettro, un po’ dance, un po’ rock ed anche un po’ pop. L’Istantanee Tour, dopo Berlino e Bruxelles, sta per arrivare a Londra (27 marzo, Koko Club) e Parigi (28 marzo, La Bellevilloise).
A qualche giorno dall’inizio di quello che definiscono il “ritorno in pista”, abbiamo raccolto la loro dedica alle più belle città d'Europa.

"Bruxelles:Strade, per il suo essere crocevia di un'Europa che cresce a fatica.Parigi:Istrice,perché è la canzone dedicata alla nostra Torino (dove la band si è formata nel 1996), città definita da molti la come la “piccola Parigi”.Barcellona:Onde quadre, l'onda del suono distorto generato dai synth.Berlino:Ali scure, perché non serve dimenticare il passato per guardare il futuro.Londra:Il diluvio, perché la protesta ha camminato per quelle strade, adesso più vicine al nostro presente, mentre una volta sembravano far parte solo di un immaginario lontano.Madrid:Istantanee, perché fotografa il concetto di viaggio, di occhi, i nostri, che guardano il mondo da un obiettivo". Queste sono le canzoni che i Subsonica dedicano a ciascuna delle capitali europee attraversate dal loro tour, Istantanee.

Alla luce dei fari alonati blu monossido

"Abbiamo avuto il privilegio grandissimo - raccontano i Subsonica, durante l'intervista - di trasformare la nostra passione nel nostro mestiere e abbiamo cercato di scordarlo il meno possibile". I Subsonica sono nati ascoltando la musica delle dancehall e dei club della metà degli anni novanta e hanno iniziato con una sfida precisa: rifare con gli strumenti quello che i deejay facevano con i vinili.

Da questo piccolo gioco è nato, e vive ancora oggi, un gruppo che ha bisogno di fare musica quando sente di avere qualcosa da raccontare, che siano suoni o testi e che, appena ha terminato il lavoro in studio, non vede l'ora di rimettere i piedi sul palco, perché è lì che si sente a casa. Chi ha seguito i Subsonica durante questi quindici anni sa bene quali siano le emozioni che si provano prima dell’inizio di un loro concerto: una forte scarica di adrenalina che ti prepara allo stordente mix di luci, suoni e distorsioni, che trasformerà il palasport di turno in un enorme Discolabirinto. E' questo il titolo  quarto singolo dell'album Microchip emozionale (1999), e primo esperimento di un video musicale adatto alle persone audiolese (vedi il video più avanti).

Ma da sopra il palco, quali cambiamenti ritrovano nel pubblico che li segue da sotto? "Quindici anni, per la velocità supersonica dei tempi moderni, è un lasso di tempo enorme. Le generazioni si incrociano e dal palco il colpo d'occhio è impressionante. A bordo delle transenne vediamo ragazzi che quando è uscito il primo cd magari a stento pronunciavano la parola “mamma” e poi , via via allontanandosi dalle prime file per arrivare al mixer ed alle gradinate, l'età cresce, si mescola tutto: vestiti, abitudini, comportamenti, stili di vita. Dal canto nostro, sul palco, cerchiamo solo di essere sempre noi stessi". Al debutto nel 1997 del singolo Istantanee, i Subsonica sono stati una novità, per non dire un’anomalia, nel panorama musicale italiano. Tralasciando per un attimo i suoni, quello che più ha sorpreso è stata la capacità di mettere in musica parole, frasi e testi inimmaginabili: “mammifero”, “”atmosferico”, “pulviscolo”, “nebulose stagnanti”, “fari alonati blu monossido”..

Il tour europeo in corso

"Ciò che attira della nostra musica è il suono. Partiamo da un background musicale più che europeista, direi mondiale. Amiamo la musica che ascoltiamo e che arriva dai cinque continenti. Non ci spaventa fare suonare la voce come lo strumento di una canzone da ballo, come non ci spaventa lo spazio che, all'interno di una canzone, può avere una grande melodia".

Per quanto riguarda il loro nuovo tour europeo, cominciato in Svizzera il 15 marzo, e che si concluderà il 31 a Madrid, dopo le tappe al Koko club di Londra e alla Bellevilloise a Parigi, i Subsonica si sbilanciano: "È bello realizzare che stai facendo quello che più ami davanti al pubblico di un'altra nazione, e che lo stai facendo anche davanti alle migliaia di italiani che, per un motivo o per un altro, scelgono di vivere all'estero. Ti fa riflettere sulla differenza tra i confini di uno Stato e quelli dell'uomo davanti alla propria vita".

A distanza di più di dieci anni dai primi tour internazionali, non saprebbero indicare, tuttavia, un concerto più importante degli altri. "Tra le date indimenticabili c’è sicuramente Osaka, in Giappone, la prima volta che abbiamo cambiato continente, poi il primo sold out a Londra e a Barcellona, e la prima volta che abbiamo visto il nostro nome come headliners a Los Angeles, in uno dei club che ha scritto pagine fondamentali della musica nel mondo. Tra le tappe future qualunque posto nel mondo in cui non siamo ancora stati: l’India, la Cina, la Russia, tutti i posti che ancora non abbiamo visto e di cui non abbiamo ancora conosciuto i ragazzi appassionati, il motore di ogni musica".

Foto di copertina e testo: © Pasquale Modica, per cortesia della © pagina Facebook Subsonica; video: Istrice, subsonicavevo/youtube; Discolabirinto, emimusic/youtube.