Street Heart: il documentario nato tra i muri di Napoli

Articolo pubblicato il 10 dicembre 2013
Articolo pubblicato il 10 dicembre 2013

At­tra­ver­so il do­cu­men­ta­rio Street Heart, Tom­ma­so Bat­ti­miel­lo e Giu­lia­no Russo hanno ri­co­strui­to le tele della street-art di Na­po­li. Le crepe e le su­per­fi­ci ro­vi­na­te dei muri sono la carta bian­ca che ar­ti­sti di fama in­ter­na­zio­na­le hanno usato per espri­mer­si. 

Le im­ma­gi­ni e i fo­to­gram­mi hanno la ca­pa­ci­tà di ri­sve­glia­re sen­sa­zio­ni e ri­cor­di as­so­pi­ti nella no­stra me­mo­ria. Na­po­li, coin­vol­gen­te e as­sor­dan­te, offre un'e­spe­rien­za ur­ba­na tal­vol­ta vio­len­ta, tal­vol­ta poe­ti­ca­men­te co­lo­ra­ta. I muri e i vi­co­li del cen­tro sto­ri­co sem­bra­no a trat­ti ur­la­re per far sen­ti­re la pro­pria voce ai pas­san­ti e, altre volte, so­spi­ra­re ri­ma­nen­do ce­la­ti ai passi e al­l'e­co della vita. In que­sto vor­ti­ce in­cal­zan­te di emo­zio­ni è così fa­ci­le per­der­si i par­ti­co­la­ri, i det­ta­gli. I muri, con i segni la­scia­ti dal tempo e dalle per­so­ne, di­ven­ta­no parte di quel­l'e­spe­rien­za quo­ti­dia­na certa e au­to­ma­ti­ca quasi quan­to la stra­da di casa. 

La street art in 30 mi­nu­ti

"Mi sono av­vi­ci­na­to alla street art sem­pli­ce­men­te cam­mi­nan­do per Na­po­li e fa­cen­do at­ten­zio­ne a ciò che mi cir­con­da­va". Le pa­ro­le di Tom­ma­so Bat­ti­miel­lo suo­na­no lo­gi­che, ma per nien­te scon­ta­te in una real­tà in cui "in­du­gia­re" e "os­ser­va­re" di­ven­ta­no gesti com­pli­ca­ti quan­to rari. Graf­fi­ti, sten­cil, mu­ra­les, di­pin­ti, im­ma­gi­ni sacre e pro­fa­ne si sta­glia­no sullo scher­mo co­strin­gen­do­ci a ri­co­no­sce­re ciò che era se­pol­to sotto il tor­po­re della rou­ti­neStreet Heart, il do­cu­men­ta­rio sul­l'ar­te di stra­da par­te­no­pea che porta la firma dello stes­so Tom­ma­so e di Giu­lia­no Russo, è tutto que­sto e molto di più.

30 in­ten­si mi­nu­ti che gui­da­no lo spet­ta­to­re at­tra­ver­so una Na­po­li che so­li­ta­men­te sfug­ge agli occhi del pas­san­te fret­to­lo­so. Street, poi­ché è la "stra­da", con le opere che si porta ap­pres­so, a es­se­re la pro­ta­go­ni­sta. Heart, poi­ché si è cer­ca­to di var­ca­re le su­per­fi­ci asfal­ta­te e scro­sta­te del cen­tro sto­ri­co dando voce alle sto­rie che vi stan­no die­tro, al vero "cuore" del­l'ar­te di stra­da: gli street ar­ti­st. Im­por­tan­te porto com­mer­cia­le, ba­ci­no di idee, di fer­men­ti re­li­gio­si e po­li­ti­ci non­ché snodo ne­vral­gi­co di tutta la cul­tu­ra e l'ar­te eu­ro­pea, Na­po­li rap­pre­sen­ta un tas­sel­lo ori­gi­na­le nel va­rie­ga­to mo­sai­co della street-art

Tom­ma­so e Giu­lia­no, co­no­sciu­ti­si nel­l'am­bi­to dell'Uni­ver­si­tà Fe­de­ri­co II, rac­con­ta­no di es­se­re ri­ma­sti sor­pre­si dalla mol­te­pli­ci­tà degli stili e delle per­so­na­li­tà che hanno la­scia­to il pro­prio segno nella città. La loro ini­zia­le cu­rio­si­tà si è tra­mu­ta­ta in una vera e pro­pria ri­cer­ca sul­l'ar­go­men­to che li ha por­ta­ti fac­cia a fac­cia con ta­len­ti non solo del pa­no­ra­ma lo­ca­le, ma anche di quel­lo in­ter­na­zio­na­le. 

Alice nella città delle me­ra­vi­glie

È il caso di Alice Pa­squi­ni, ro­ma­na di na­sci­ta e oggi con­si­de­ra­ta tra gli street ar­ti­st più in­fluen­ti al mondo. Di fron­te alla te­le­ca­me­ra, Alice, con voce rotta, mette a nudo la pro­pria pas­sio­ne per "l' 'arte viva', quel­la che in­te­ra­gi­sce real­men­te tra­sfor­man­do le su­per­fi­ci delle no­stre città in ma­nie­ra ano­ni­ma", quel­la che "re­sti­tui­sce ai cit­ta­di­ni un 'luo­go' an­zi­ché un 'mu­ro'". La sua pe­cu­lia­ri­tà sta nella raf­fi­gu­ra­zio­ne di un mondo pre­va­len­te­men­te al fem­mi­ni­le: volti di donne pen­so­se e di bam­bi­ne im­bron­cia­te ap­pa­io­no sugli an­go­li più im­pro­ba­bi­li, apren­do una di­men­sio­ne nar­ra­ti­va tra lo spet­ta­to­re e la por­zio­ne di pa­re­te. Ma non è sol­tan­to la sete di bel­lez­za o di sto­ria ad at­ti­ra­re gli ar­ti­sti a Na­po­li. Giu­lia­no spie­ga quan­to il fat­to­re dell' "il­le­ga­li­tà" gio­chi un ruolo fon­da­men­ta­le nel ri­svol­to pra­ti­co del­l'ar­te di stra­da. "Sem­bre­reb­be che a Na­po­li que­st'ar­te clan­de­sti­na trovi modo di espri­mer­si più fa­cil­men­te che al­tro­ve. C'è più tra­di­zio­ne, più tol­le­ran­za, forse anche un po' di in­dif­fe­ren­za, e que­sto spin­ge molti a sce­glier­la come meta".

Ano­ther brick in the wall

Ryan sem­bra pen­sar­la esat­ta­men­te così. "Mi piace il fatto di non avere vi­si­bi­li­tà. Ciò ti re­ga­la un am­bien­te più sano. Non è il "di­se­gno" ciò che resta, ma il mo­men­to della per­for­man­ce". La­scia­to­si alle spal­le gli Stati Uniti e sbar­ca­to in Ita­lia nei panni di stu­den­te d'ar­te, Ryan ha de­ci­so di di­sfar­si delle ri­gi­di­tà ac­ca­de­mi­che per rin­cor­re­re il suo sogno nelle stra­de. Mosso da una sorta di ri­ve­ren­za nei con­fron­ti del "de­gra­do", i suoi di­se­gni na­sco­no da segni e crepe già pre­sen­ti sui muri, in que­sto senso, ha il ta­len­to di saper scri­ve­re nuove sto­rie su quel­le an­ti­che.

Zilda e Bank­sy

Più rari sono i segni la­scia­ti dal fran­ce­se Žilda: an­ge­li e crea­tu­re mor­bi­de e sen­sua­li che re­ga­la­no scor­ci di spi­ri­tua­li­tà ri­na­sci­men­ta­le. L’ap­por­to di Bank­sy, fa­mo­so ar­ti­sta di Bri­stol, alla street-art partenopea si è con­cre­tiz­za­to in un'unica opera. Il suo pas­sag­gio nella città si scor­ge in una raf­fi­gu­ra­zio­ne della Ma­don­na a Piaz­za Ge­ro­lo­mi­ni, un'e­pi­fa­nia per chiun­que si ri­tro­vi a pas­seg­gia­re su via dei Tri­bu­na­li. Fe­no­me­no del tutto lo­ca­le è in­fi­ne quel­lo di Diego Miedo, i cui per­so­nag­gi de­for­mi e per­ver­si sono am­mi­ra­bi­li su gran parte dei muri del cen­tro cit­ta­di­no. 

"Ma Na­po­li - sot­to­li­nea Tom­ma­so,- è so­prat­tut­to tra­di­zio­ne e par­la­re di arte di stra­da si­gni­fi­ca in­nan­zi­tut­to an­da­re a sca­va­re in quel­la raf­fi­gu­ra­zio­ne di im­ma­gi­ni sacre che è ti­pi­ca­men­te no­stra­na". È ciò che fanno i Ma­don­na­ri, come Gen­na­ro Troia nel do­cu­men­ta­rio. Sono loro che da sem­pre ba­rat­ta­no ta­len­to e re­li­gio­si­tà in cam­bio di qual­che soldo rap­pre­sen­tan­do im­ma­gi­ni sacre, spe­cial­men­te in oc­ca­sio­ne delle feste pa­tro­na­li in Pu­glia e Cam­pa­nia

- Pre­sen­ta­to al Na­po­li Film Fe­sti­val di que­st’an­no, il do­cu­men­ta­rio, tar­ga­to ICA­RUS, è ar­ri­va­to in fi­na­le al con­cor­so Scher­mo Na­po­li Doc -