Stand Up! perché il femminismo riguarda tutti

Articolo pubblicato il 09 giugno 2014
Articolo pubblicato il 09 giugno 2014

„Sono femminista. E allora?“. Molti giovani, uomini e  donne, sono piuttosto urtati dalla parola che inizia con la F – non abbiamo tutti gli stessi diritti? Julia Kor­bik, giornalista e babeliana dal 2009, ha un'altra opinione: nel suo recente libro  „Stand Up!" parla in maniera coinvolgente del femminismo. 

E' una tie­pi­da se­ra­ta di ini­zio esta­te su una ter­raz­za del quar­tie­re ber­li­ne­se Kreuz­berg. Le ra­gaz­ze, con le bot­ti­glie di birra in mano, si ap­pog­gia­no alla ba­lau­stra os­ser­van­do l'a­rea sot­to­stan­te; gli uo­mi­ni re­sta­no in­do­len­ti in un an­go­lo. La mu­si­ca elet­tro­ni­ca ri­suo­na dagli al­to­par­lan­ti e, quan­do il sole len­ta­men­te tra­mon­ta sul fra­sta­glia­to oriz­zon­te di tetti, non sono sol­tan­to gli orec­chi­ni e le bot­ti­glie di birra a get­ta­re ba­le­ni di luce. Chi vuole ro­vi­na­re que­sto ti­pi­co mo­men­to ber­li­ne­se con un ra­pi­do colpo di mano, al­lo­ra non deve far altro che la­sciar­si sfug­gi­re la pa­ro­la che ini­zia con la F

Que­sta ir­rom­pe­rà si­cu­ra­men­te come una bomba in qual­sia­si tran­quil­la di­scus­sio­ne di fine gior­na­ta: „Molti col­le­ga­no il fem­mi­ni­smo in­nan­zi­tut­to con l'o­dio per gli uo­mi­ni. Ma per­ché le fem­mi­ni­ste do­vreb­be­ro de­te­sta­re gli uo­mi­ni? E' una tale stu­pi­dag­gi­ne! Il punto è pro­prio ren­de­re la so­cie­tà mi­glio­re - per gli uo­mi­ni e per le donne.Julia Kor­bik ha una certa espe­rien­za in fatto di ter­raz­ze ber­li­ne­si, di­scus­sio­ni di ge­ne­re ed esplo­si­vi­tà del fem­mi­ni­smo. Per­ché è di­ven­ta­to così poco sexy con­si­de­rar­si una fem­mi­ni­sta? „Il fem­mi­ni­smo non è mai stato ben visto. Anche le suf­fre­get­te non le vo­le­va nes­su­no!“ com­men­ta Julia ri­den­do.

il fe­mi­ni­smo: un ten­ta­ti­vo di li­be­ra­zio­ne

Julia non è in­dif­fe­ren­te alla di­scus­sio­ne re­la­ti­va a uo­mi­ni, donne e strut­tu­re della so­cie­tà, e non ha nep­pu­re ti­mo­re di espri­me­re la pro­pria opi­nio­ne, tra una birra e il pae­sag­gio fatto di tetti e ter­raz­ze. Per que­sto, si oc­cu­pa già da al­cu­ni anni di fem­mi­ni­smo. Nel frat­tem­po è quasi di­ven­ta­ta un'e­sper­ta nel set­to­re, come di­mo­stra il suo re­cen­tis­si­mo libro Stand Up! Fe­mi­nis­mus für An­fän­ger und Fort­ge­schrit­te­ne (Stand Up! Fem­mi­ni­smo per prin­ci­pian­ti ed esper­ti, ndr) (2014) . Julia si sor­pren­de già da molto tempo, nel con­sta­ta­re che non sol­tan­to gli uo­mi­ni, ma anche molte donne sono par­ti­co­lar­men­te al­ler­gi­che al fem­mi­ni­smo, al quale pe­ral­tro de­vo­no molto:  „A molte gio­va­ni donne il fem­mi­ni­smo sem­bra trop­po astrat­to. Spes­so in tv si vede sol­tan­to  Alice Schwar­zer e, con lei, si parla su­bi­to di pro­sti­tu­zio­ne e traf­fi­co di per­so­ne. Si trat­ta na­tu­ral­men­te di temi che non toc­ca­no di­ret­ta­men­te le gio­va­ni donne.“ Agli uo­mi­ni, al con­tra­rio, al mo­men­to viene sol­tan­to in mente FEMEN quan­do si parla di fem­mi­ni­smo: „Que­sto ci porta però fuori stra­da. Cosa resta im­pres­so delle FEMEN sono sol­tan­to i seni nudi. Cosa ci sia scrit­to sopra, non lo ri­cor­da nes­su­no.“

Julia è pro­fon­da­men­te con­vin­ta che il mes­sag­gio del fem­mi­ni­smo sia tut­to­ra at­tua­le: „Il fem­mi­ni­smo è la con­vi­nzio­ne che tutti gli uo­mi­ni, a pre­scin­de­re dal ge­ne­re, go­da­no degli stes­si di­rit­ti. Per que­sto mo­ti­vo, il fem­mi­ni­smo è un mo­vi­men­to po­li­ti­co,  che ha quale obiet­ti­vo rea­liz­za­re cam­bia­men­ti sia a li­vel­lo della so­cie­tà sia a li­vel­lo della sin­go­la per­so­na.“ In Stand Up! Julia de­fi­ni­sce il fem­mi­ni­smo „l'ul­ti­ma­ti­va arma con­tro il si­ste­ma“, un si­ste­ma che op­pri­me non sol­tan­to le donne, ma anche molti uo­mi­ni. Il fem­mi­ni­smo im­pli­ca non sol­tan­to la li­be­ra­zio­ne del ge­ne­re fem­mi­ni­le, ma anche quel­la del ge­ne­re ma­schi­le? Chi pensa di aver sen­ti­to male, do­vreb­be con­ce­der­si al­me­no la prima parte di Stand Up!: „Il si­ste­ma pa­triar­ca­le, quale do­mi­nio del padre, ov­via­men­te non esi­ste più in que­sti ter­mi­ni. Oggi que­sto si­gni­fi­ca piut­to­sto che sono gli uo­mi­ni ad avere una voce nella so­cie­tà. Si trat­ta di strut­tu­re che esi­sto­no da mil­len­ni e non pos­so­no es­se­re ab­bat­tu­te così fa­cil­men­te.“

„il po­te­re è chia­ra­men­te ma­schi­le" - no?

Per que­sto oc­cor­re ar­mar­si di molta pa­zien­za per rag­giun­ge­re un mu­ta­men­to della so­cie­tà in chia­ve fem­mi­ni­sta: „Non è an­co­ra tra­scor­so molto tempo da quan­do le donne hanno ot­te­nu­to il di­rit­to di voto, il di­rit­to al la­vo­ro e al­l'a­bor­to.“ Men­tre le donne hanno com­bat­tu­to per ot­te­ne­re i di­rit­ti fon­da­men­ta­li - ri­guar­do a molti dei quali, tante donne oggi non vo­glio­no nem­me­no più cre­de­re che un tempo non ap­par­te­ne­va­no loro - le strut­tu­re del po­te­re sono ri­ma­ste le me­de­si­me. Con la pro­vo­ca­to­ria tesi: „Il po­te­re è chia­ra­men­te ma­schi­le“ Julia mette in di­scus­sio­ne i di­bat­ti­ti po­li­ti­ca­men­te cor­ret­ti sul soft power e sulle quote rosa: „le donne si de­vo­no sem­pre adat­ta­re alla rap­pre­sen­ta­zio­ne ma­schi­le del po­te­re: o si è su­per­fem­mi­ni­li e si usa que­sta ca­rat­te­ri­sti­ca per di­ri­ge­re un'a­zien­da, o si ac­cen­tua la pro­pria ma­sco­li­ni­tà. Per­ché non c'è al­cu­na via di mezzo?“ L'iper­ma­sco­li­ni­tà di molte ma­na­ger rie­sce a so­praf­fa­re anche molti uo­mi­ni e, quan­do alla can­cel­lie­ra te­de­sca viene as­se­gna­to l'ap­pel­la­ti­vo di  „mamma“,  non lo si può che in­ter­pre­ta­re in senso di­spre­gia­ti­vo. 

Per­ché ab­bia­mo bi­so­gno del fem­mi­ni­smo? Breve ver­sio­ne di Stand Up! di­ret­ta­men­te dalla bocca di Julia Kor­bik. 

« Ab­bia­mo bi­so­gno del fem­mi­ni­smo per­ché an­co­ra oggi in Ger­ma­nia le donne gua­da­gna­no il 22% in meno degli uo­mi­ni e, que­sto, per lo stes­so iden­ti­co la­vo­ro. Per­ché negli Emi­ra­ti Arabi ci sono più donne nelle po­si­zio­ni di co­man­do che in Ger­ma­nia. Per­ché le ra­gaz­ze ven­go­no an­co­ra oggi per­sua­se che è più im­por­tan­te es­se­re ca­ri­ne piut­to­sto che in­tel­li­gen­ti. Per­ché vo­glia­mo avere en­tram­bi: bam­bi­ni e car­rie­ra. Per­ché An­ge­la Mer­kel non è altro che un ini­zio. Per­ché il fem­mi­ni­smo rende la so­cie­tà mi­glio­re: per le donne E per gli uo­mi­ni. Io sono fem­mi­ni­sta, e tu? ». 

Chi sfo­glie­rà un po' più a lungo Stand Up!, vi­si­va­men­te leg­ge­ro gra­zie al la­vo­ro della gra­fi­ca Chrish Klose, non sco­pri­rà sol­tan­to - con sua gran­de sor­pre­sa - che le mo­le­stie ses­sua­li sul posto di la­vo­ro hanno la va­len­za di reato sol­tan­to dal 1994, ma co­no­sce­rà anche gio­va­ni at­ti­vi­ste e blog­ger, come The­re­sa Bü­cker o  Kübra Gü­mus­ay, te­de­sca di ori­gi­ni tur­che, il cui im­pe­gno en­tu­sia­sma Julia. Gli ex­cur­sus teo­ri­ci e sto­ri­ci ven­go­no sem­pre in­ter­rot­ti da ci­ta­zio­ni e brevi bio­gra­fie: „Non vo­glia­mo che Stand Up! di­ven­ti un testo arido, ma ci au­gu­ria­mo piut­to­sto che cia­scu­no possa ap­pro­priar­si del testo a pic­co­li passi. Non bi­so­gna certo leg­ge­re ogni nota a piè di pa­gi­na, né se­gui­re ogni link su in­ter­net.“, spie­ga Julia.

ab­bia­mo bi­so­gno di più fem­mi­ni­smo nella quo­ti­dia­ni­tà!

Il ven­ta­glio di temi af­fron­ta­ti va dalla dif­fe­ren­za di gua­da­gno tra donne e uo­mi­ni, dal ses­si­smo ai ma­schi­li­sti, dalle quote rosa alla, spes­so de­plo­ra­ta, crisi della ma­sco­li­ni­tà. Julia ri­tie­ne che il „di­bat­ti­to sugli uo­mi­ni che sof­fro­no“, nel quale spes­so le donne di­ven­ta­no il capro espia­to­rio, sia un tan­ti­no ec­ces­si­vo: „Crisi è il ter­mi­ne sba­glia­to. Si trat­ta, in fin dei conti, di un nor­ma­le pro­ces­so di adat­ta­men­to. Qui è evi­den­te come noi tutti siamo an­co­ra in­trap­po­la­ti nelle vec­chie di­vi­sio­ni di ge­ne­re. Per­ché ri­dia­mo di un uomo che suona la chi­tar­ra e che non è in grado di ab­bor­da­re una donna? In que­sto caso posso sol­tan­to pen­sa­re: per­ché non lo fa lei stes­sa?“ Di­bat­ti­ti di que­sto tipo sa­reb­be­ro però parte in­te­gran­te della crisi ge­ne­ra­le della no­stra ge­ne­ra­zio­ne: „Non si trat­ta sol­tan­to di ruoli di ge­ne­re. Nel mo­men­to in cui ab­bia­mo così tante e sva­ria­te pos­si­bi­li­tà, di­ven­ta ov­via­men­te dif­fi­ci­le tro­va­re sé stes­si - come uomo o come donna. Il fem­mi­ni­smo può es­se­re cer­ta­men­te d'a­iu­to, per­ché in­se­gna a cia­scu­no ad ac­cet­tar­si così com'è. “

Af­fin­ché il mes­sag­gio di Stand Up! non vada perso, dopo aver letto il libro, Julia dà 12 con­si­gli pra­ti­ci per il fem­mi­ni­smo nella quo­ti­dia­ni­tà: „Cosa si può fare con­cre­ta­men­te e dove stan­no gli er­ro­ri? Mi in­te­res­sa­no quei com­por­ta­men­ti quo­ti­dia­ni, dei quali non si pen­se­reb­be nem­me­no che siano fem­mi­ni­sti. Non è certo ne­ces­sa­rio en­tra­re su­bi­to a far parte di un par­ti­to o ten­ta­re di ri­vo­lu­zio­na­re l'in­te­ro si­ste­ma.“ Il fem­mi­ni­smo non ri­guar­da sol­tan­to i la­vo­ri do­me­sti­ci o le re­la­zio­ni in­ti­me, ma è anche una presa di po­si­zio­ne e un po­te­re quo­ti­dia­no: quin­di im­pli­ca anche, per esem­pio, una par­te­ci­pa­zio­ne at­ti­va ai pro­ces­si de­ci­sio­na­li de­mo­cra­ti­ci. „Vai a vo­ta­re!“ è ap­pun­to uno dei 12 con­si­gli pra­ti­ci di Julia. Que­sto non deve certo si­gni­fi­ca­re che non si possa met­te­re in ta­vo­la, du­ran­te una festa no­io­sa,  la pa­ro­la che ini­zia con la F.

Julia Kor­bik: Stand Up! Fe­mi­nis­mus für An­fän­ger und Fort­ge­schrit­te­ne, Ro­gner&Bern­hard, 416 pa­gi­ne, 22,95 Euro (in te­de­sco). 

Ag­gior­na­men­ti co­stan­ti da Julia Kor­bik su Twit­ter: @Frau­Kor­bik