Spritz Aperol, arriva l'onda arancione

Articolo pubblicato il 03 febbraio 2012
Articolo pubblicato il 03 febbraio 2012
Dopo l'ingresso dello Spritz Aperol nella lista dei "new drinks" dell'Iba, anche noi di cafebabel ci siamo sentiti in dovere di analizzare la sua magica pozione. E lo abbiamo fatto a Parigi, dove l'aperitivo ha già fatto il pienone.

Era ora che alla International Bartenders Association qualcuno si accorgesse dello Spritz Aperol. Gli inglesi lo hanno chiamato “Spritz veneziano”, lo hanno inserito nella categoria dei new drinks e hanno firmato un assegno in bianco per la sua diffusione nel resto del mondo. Gli stessi inglesi, che non amano le mezze misure, hanno fissato la “ricetta universale” dello spritz alla seguente composizione: 6 cl di Prosecco, 4 cl di Aperol, uno spruzzo di soda (ma l’acqua gasata non la producono più?) e la classica guarnizione con una fetta d’arancia. E due cubetti di ghiaccio, aggiungiamo noi.

Piangono gli aficionados italiani: per loro lo Spritz è qualcosa di più di un cocktail “veneziano”. È una bandiera arancione piantata al centro di ogni allegra comitiva: basti pensare che il bar “Ovosodo” di Vicenza propone una selezione di 22 tipi diversi di spritz, e che non è certo il più fantasioso! Dopo essere stato confinato per anni nelle regioni del Nord Est (dove è ancora venduto a un prezzo non inflazionato) l’aperitivo si è diffuso rapidamente nel resto d’Italia. Una vera “onda arancione” hanno detto gli esperti comunicatori del Gruppo Campari (detentore del copyright sull’Aperol).

Un po’ di storia adesso: eh sì, perché ogni “cicchetto” che si rispetti ha i suoi gloriosi antenati. È vox populi che i soldati austriaci di stanza in Veneto, prima del fatidico 1866, fossero soliti aggiungere dell’acqua, o del seltz, ai vini locali, troppo forti per le loro germaniche bevute. Una prova di questo è data dall’analogia del termine “spritz” con il tedesco “spritzen”, lett. “spruzzare”.

Ad “aggiustare” questo obbrobrio di vino e acqua intervenne Giuseppe Barbieri, titolare dell’omonima distilleria a Bassanodel Grappa (Vicenza), che nel 1919 inventò la ricetta dell’Aperol. Ricetta tuttora segreta, con infusioni di arancia amara e arancia dolce, mischiate a erbe di varia natura. Il sapore è leggermente amaro e l'alcool è fissato a 11 gradi.

E la ricetta perfetta per un vero spritz Aperol? Quella che i barman “di tendenza” non conosceranno mai? Ce la rivela Marina Miroglio, titolare dell’omonimo café torinese in rue Saint Martin di Parigi, al primo posto nella vendita di Aperol nella capitale: “è fondamentale conoscere e rispettare le proporzioni tra gli ingredienti - dichiara Marina - La quantità d'alcool può variare, a seconda della stagione e dei gusti personali. Lo spritz è una bevanda elegante e leggera, che ogni regione interpreta a suo piacimento. Chi non lo conosce, si lascia attrarre dal suo colore arancione e dai bicchieri eleganti, a piede lungo, che usiamo per servirlo".

Foto di copertina: (cc) jekkone's/flickr; video: aperolspritzitalia/youtube