Spotted: il flirt a portata di clic

Articolo pubblicato il 05 febbraio 2013
Articolo pubblicato il 05 febbraio 2013
Chi non si è mai sentito frustrato dopo aver incrociato la ragazza o il ragazzo dei suoi sogni in autobus, in biblioteca, tra i corridoi della facoltà? Uno sguardo, una mano tra i capelli ed è colpo di fulmine. Ma come abbordare questa persona? È una missione (quasi) impossibile. Sì, quasi, perché ormai c’è “Spotted”.

To be spotted”: espressione inglese che vuol dire “essere segnalato”. In questo caso non vi è alcun legame con i servizi segreti, la parola “spotted” è diventata l’essenza delle pagine facebook che pullulano, di giorno in giorno, specialmente nelle università europee. Sciences Po a Parigi, la Robinson Library dell’Università di Newcastle, l’autobus di Dublino, o ancora la Biblioteca dell’Università di Varsavia: ogni università, o luogo pubblico, ha il suo “personal spotted”.

Flirt a portata di clic

Questo nuovo fenomeno interessa tutta l’Europa: lo scorso dicembre, un giornale belga riportava già un titolo sulla nuova tendenza 2.0. I creatori spiegano che il leitmotiv consiste nel portare un po’ di buonumore e allegria in ambito universitario, dove si respira un’aria sempre meno piacevole.

L'uomo sul 66 mi ha prestato i suoi guanti. Confido in un ritrovato senso di umanità.

Il principio è semplice: voi inviate un messaggio agli amministratori del gruppo, segnalate e descrivete il bersaglio, l’ora, il luogo... in modo originale! Il messaggio viene pubblicato in forma anonima e se anche la persona interessata segue la pagina di "Spotted", allora avrete forse una possibilità che si riconosca. Sia chiaro, gli amministratori non forniscono assistenza post-vendita! Spotted funziona un po’ come gli annunci d’amore che si leggevano talvolta sui giornali di un tempo. A differenza di questi, però, su Spotted l’attesa è evidentemente più corta e il flirt a portata di clic!

Sulle pagine delle diverse università, l’atmosfera è gradevole e simpatica. Sullo Spotted USAL, dell’Università di Salamanca, le dichiarazioni avanzano speditamente: “Spotted: chica muy guapa, tienes pelo moreno. Estuviste en la biblioteca de las conchas y llevaste una bufanda roja. Me he perdido en tus ojos cuando me has preguntado la hora... Quien eres? Nos podemos quedar una vez para tomar un café?” (Ragazza molto carina, con i capelli castani. Eri in Biblioteca e indossavi una sciarpa rossa. Mi sono perso nei tuoi occhi quando mi hai chiesto l’ora... chi sei? Possiamo rivederci per un caffè?”). Al momento, la pagina piace a 100 persone... mentre quella dell’Autobus di Dublino è seguita da quasi 35000 passeggeri! Molte le congratulazioni per gli autisti, e anche le critiche; tuttavia, non mancano messaggi gentili: “Bus man on the 66 just offered me his gloves because I looked cold from waiting for the bus. Faith in humanity restored”. (L’uomo sull’autobus 66 mi ha prestato i suoi guanti perché avevo preso freddo alla fermata mentre aspettavo. Confido in un ritrovato senso di umanità).

Le FAQ del cuore

Per chi? Per tutti gli studenti che non sono corteggiatori così incalliti da lanciarsi a chiedere il numero a qualcuno. Per i timidi. Per i poeti. Per gli studenti alle prese con incontri durante i ripassi.

Perché? Per incontrare l’amore. No, scherzi a parte, per provare a prendere un caffè con il ragazzo o la ragazza per cui ci siamo presi una cotta a lezione di sociologia, o almeno per sapere come si chiama, perché abbiamo fatto una scommessa sul suo nome e, dal quel momento, non facciamo altro che arrovellarci il cervello.

Una necessità? Se il fenomeno si è diffuso così tanto, evidentemente sì. Il tema interessa tutto il mondo. In strada, a lavoro, al supermercato, l’amore è nell'aria, come diceva qualcuno! “Spotted” vi offre proprio la possibilità di dare un nome a quel ragazzo che vi spia da dietro gli scaffali o a quella ragazza che stavate fissando alla macchinetta del caffè.

“Spotted” è un fenomeno in crescita, utile, divertente... efficace? Questo ancora non lo sappiamo, l’appuntamento è tra qualche mese quando “quel” ragazzo o “quella” ragazza vi avrà invitato al ballo di fine anno. O forse no.

Foto: copertina © pagina Facebook dell'università di Salamanca; Testo: Dublin Bus © pagina Facebook.