Speciale Elezioni Regionali 2015: ecco i programmi dei candidati

Articolo pubblicato il 27 maggio 2015
Articolo pubblicato il 27 maggio 2015

Il 31 Maggio si svolgeranno le elezioni regionali in Toscana, CafebabelFirenze ha voluto dedicare tre giorni per uno speciale pre elettorale in cui esamineremo i programmi elettorali dei candidati alla carica di Presidente focalizzandoci su tre temi: giovani, immigrazione, sanità.

Il 31 maggio i cittadini toscani saranno chiamati al voto per eleggere la composizione del consiglio regionale, nonché conseguentemente della giunta e del Presidente. Un voto che cade in un periodo molto caldo non solo a livello climatico ma anche e soprattutto a livello politico, con un grande fermento a livello nazionale per le decisioni e le azioni intraprese dal governo negli ultimi mesi. La figura del premier Renzi è diventata sempre più centrale nel corso dei mesi e, così come avvenuto per le elezioni europee dello scorso anno (25 maggio 2014), anche questa volta nella propaganda elettorale dei vari partiti la tornata elettorale viene dipinta più o meno esplicitamente come un referendum popolare sulla figura del Presidente del Consiglio. Da una parte nell'area di centrosinistra questa strategia viene portata avanti con insistenza dato l'alto consenso che il politico fiorentino è riuscito a catalizzare, dall'altra le opposizioni puntano il dito contro le riforme del suo governo che hanno incontrato non poche opposizioni anche all'interno dello stesso schieramento della maggioranza. Ben poco, però, si parla delle questioni prettamente riguardanti l'amministrazione delle regioni e dei programmi che le varie liste intendono perseguire in ambiti come la sanità, l'istruzione, le politiche giovanili ed occupazionali, ecc. Niente di più sbagliato, poiché in questo modo viene denigrata l'importanza di questo tipo di elezione, sempre più rilevante nel corso degli ultimi decenni dato l'ampliamento delle autonomie regionali nei vari settori della res publica.

Spesso, purtroppo, nell'opinione pubblica italiana (e non solo) manca una conoscenza approfondita dei punti programmatici delle varie forze politiche ed in molti casi l'espressione della propria preferenza avviene sulla base di motivazioni superficiali, soprattutto in conseguenza di processi iniziati con l'avvento della Seconda Repubblica quali la personalizzazione e la leaderizzazione della politica. Al contrario, invece, sarebbe necessaria un'informazione ben più precisa circa le posizioni e le idee di cui si fanno portavoce i personaggi politici così da poterle confrontare tra loro, soprattutto riguardo quei temi importanti della vita pubblica di un Paese quali sanità, istruzione, politiche giovanili ed occupazionali, ecc. Proprio la sanità rappresenta uno dei primissimi parametri, insieme ad istruzione e welfare, per misurare l'efficienza di uno Stato civile e proprio di questo argomento vogliamo parlare oggi. In Italia il sistema sanitario nazionale prevede un'ampia autonomia organizzativa e gestionale in mano alle regioni, proprio per far sì che esse possano strutturare le proprie aziende sanitarie in modo tale da conciliarsi al meglio con le necessità particolari di ciascuna di esse. La sanità toscana rappresenta un'eccellenza a livello nazionale e non solo, tanto da essere portata come modello già da molti anni grazie alla sua efficienza. I vari candidati a queste elezioni hanno ovviamente riservato un'attenzione particolare a questa tematica ed ognuno, nel proprio programma, ha dichiarato come intenderebbe agire sulla sanità una volta al governo della Regione. Vediamo insieme le varie posizioni.

ENRICO ROSSI

L'attuale Presidente della Regione, sostenuto dal Partito Democratico di cui è esponente e dalla lista Popolo Toscano, è il candidato favorito alla vittoria e la sua campagna elettorale si sta fondando sul sottolineare gli obiettivi raggiunti nei cinque anni del suo governo e sul rilanciare nuovi traguardi per il prossimo lustro. Non fa eccezione il campo sanitario, a cui Rossi sembra prestare molta attenzione anche vista la precedente esperienza decennale in qualità di assessore di tale settore. L'inquilino di Palazzo Strozzi Sacrati ricorda che il sistema sanitario toscano viene considerato il più efficiente a livello nazionale già da diversi anni, vantando diversi primati in termini di prevenzione (il più alto tasso di vaccini obbligatori e il minor tasso di obesità giovanile) ed in termini di sperimentazione (prima regione ad aver introdotto l'inseminazione eterologa, un feedback con il pubblico per migliorare i servizi e la cannabis per uso terapeutico). L'obiettivo principe del nuovo mandato vorrebbe essere quello di rendere ancora più efficiente il servizio, ossia migliorandone la qualità e contemporaneamente riducendo i costi per i pazienti. Per fare ciò Rossi ha previsto di ridurre da tre ad una sola centrale per l'acquisto dei beni e servizi necessari al funzionamento della “macchina sanitaria”, così da ridurre i costi del 7 %, e di ridurre ulteriormente il numero di aziende sanitarie sul territorio, passando dalle 16 attuali a 9. Tale operazione era già iniziata negli ultimi anni in modo da centralizzare i servizi riducendo burocrazia e dispersione di personale e di risorse. Infine sono previsti ulteriori investimenti per i disabili, per la sperimentazione di nuovi farmaci e trattamenti e per le malattie degenerative, con l'obiettivo di arrivare a non far pagare più il ticket al 75 % della popolazione toscana.

STEFANO MUGNAI

Mugnai è il candidato alla Presidenza per Forza Italia e per la lista Lega Toscana – Più Toscana. Consigliere regionale uscente sempre per il partito di Berlusconi, Mugnai nell'ultima legislatura ha ricoperto il ruolo di Vicepresidente della Commissione Sanità, motivo per cui tale argomento riveste una particolare importanza nel suo programma, tanto da essere collocata al primo posto.

Il candidato forzista contesta in maniera netta e decisa l'operato di Rossi, asserendo che il sistema da lui stesso ideato e messo in piedi abbia creato una voragine economica che inghiotte una quantità eccessiva di soldi, in particolare a causa delle eccessive nomine che sarebbero servite per distribuire incarichi e poltrone a persone gradite al Presidente in carica. Nel suo programma elettorale, infatti, Mugnai afferma proprio che Rossi ha preferito tagliare “i posti letto ospedalieri per garantire le poltrone e gli strapuntini … aumentando a dismisura i ticket a carico del cittadino – oggi i più alti d'Italia”. La critica si sposta poi sull'accorpamento delle aziende sanitarie, che Rossi vorrebbe portare da 12 a 3, affermando che ciò penalizzerà ancora di più aree già oggi periferiche (territori montani e isole) per rafforzare i centri del potere sanitario, andando a creare una disparità di servizi offerti ai cittadini. Forza Italia, invece, propone un programma sanitario molto meno legato alla politica, in cui ci sia sì una riduzione delle Asl ma in maniera meno netta e più oculata a seconda delle necessità territoriali, poiché l'obiettivo è quello di far sì che tutti i toscani possano avere parità di accesso alle cure a prescindere dal loro luogo di residenza. Le risorse risparmiate da un accorpamento oculato e dall'eliminazione degli sprechi, sostiene Mugnai, saranno in grado di mantenere attive ed efficienti le strutture ospedaliere minori, magari ognuna con specializzazioni particolari. Altri punti su cui batte Forza Italia sono quelli sulla stabilizzazione dei medici del 118 ed il supporto al volontariato, nonché sull'aumento delle convenzioni con le strutture sanitarie private, così da fornire al cittadino la scelta tra pubblico e privato, e l'integrazione con pari dignità dei privati nel sistema sanitario. Infine, insieme alla promessa di non ritoccare la leva fiscale a carico dei cittadini, viene proposta l'estensione degli orari e dei giorni di erogazione dei servizi sanitari per abbattere le liste di attesa interminabili.

TOMMASO FATTORI

L'area della sinistra, ossia tutti quei partiti e liste che si oppongono al PD dichiarandosi come uniche vere forze di sinistra ed accusando invece il Partito di Renzi di essere diventato troppo centrista, si sono riunite sotto il nome di Tommaso Fattori, capace di raccogliere molti consensi già alle ultime elezioni europee. La lista di riferimento è SI' – Toscana a Sinistra, appoggiata da SEL di Vendola.

Riguardo alla sanità Fattori contesta la descrizione idilliaca fatta da Rossi sul mondo della sanità pubblica toscana, sostenendo che le lunghe file di attesa ed i costi spesso spingono i cittadini a rivolgersi ai privati quando non a rinunciare alle cure. Inoltre viene contestato l'ingresso sempre più massiccio dei privati nella sanità pubblica sotto varie forme (costruzione di strutture, gestione dei servizi come trasporti, mense, pulizie, ecc.) che portano ad un innalzamento dei costi. In generale l'idea di sanità che viene promossa da Fattori è diametralmente opposta a quella di Rossi, poiché si pone fortemente contro la centralizzazione delle aziende sanitarie, in quanto ciò va a penalizzare sia i malati dei territori periferici che per un qualsiasi esame devono sobbarcarsi pure i costi dello spostamento sia i dipendenti che vedono il loro numero ridursi ulteriormente. Al contrario SI' – Toscana a Sinistra vorrebbe mantenere le dislocazioni sanitarie sul territorio riorganizzandole e rendendole più efficienti attraverso i tagli agli sprechi, la lotta alla corruzione ed un miglior utilizzo delle risorse, da individuare soprattutto nella fiscalità generale secondo un sistema di progressività in base al reddito. L'obiettivo è quello di abbattere le liste di attesa, così da rendere le cure più immediate, mantenendo attive per 16 ore al giorno le attrezzature e dando precedenza ai pazienti sulla base della propria cartella clinica. In questo modo sarebbe anche possibile mantenere i posti di lavoro del personale sanitario anziché doverli ridurre. In più Fattori invoca una campagna massiccia di educazione alla salute, a partire dalle scuole, che possa fungere da attività di prevenzione che porta, nel lungo termine, ad un risparmio per l'intero sistema.

CLAUDIO BORGHI AQUILINI

La Lega Nord si presenta alle elezioni regionali con in tasca l'accordo con Fratelli d'Italia, entrambi riuniti sotto al nome di Claudio Borghi Aquilini, esperto di finanza ed economia con un passato alla Deutsche Bank e come professore all'Università Cattolica. Da sempre grande oppositore delle manovre economiche dei passati governi di centrosinistra, da anni si batte contro l'Euro spingendo affinchè l'Italia esca dalla moneta unica e per questo viene a contatto con Salvini e con la Lega.

La sanità è collocata al secondo punto del programma elettorale leghista e il punto di partenza è proprio il monito del buco di bilancio registrato dalla Asl di Massa, motivo per cui Enrico Rossi è stato raggiunto da un avviso di garanzia all'interno delle indagini al riguardo. Borghi, infatti, contesta “il sistema delle superAsl”, ossia, l'accorpamento delle aziende sanitarie, giudicandolo insensato e nocivo per la popolazione toscana, specie per le sue componenti periferiche. Al contrario, il candidato leghista non solo si propone di salvaguardare l'esistenza delle Asl che Rossi vorrebbe chiudere (così da tutelare anche l'occupazione nel settore), ma addirittura vorrebbe far riaprire le strutture ospedaliere minori finora chiuse e prolungare gli orari di apertura delle strutture stesse così da migliorare l'efficienza dell'intera sanità. Altro punto su cui Borghi alza la voce sono proprio le liste di attesa che secondo lui dovrebbe essere riorganizzate in modo tale da dare priorità, a parità di urgenza, ai cittadini italiani ed ai residenti toscani. I bilanci di tutte le strutture sanitarie, secondo il suo programma, dovrebbero essere facilmente consultabili e trasparenti, così come i documenti ufficiali in modo da poter tutelare il settore ospedaliero ed assistenziale dall'ingerenza politica che troppo spesso, secondo lui, ha prevalso nella gestione delle strutture stesse. Addirittura, in tal senso, Borghi invoca la costituzione di una commissione d'inchiesta che indaghi sulla gestione da parte delle passate Amministrazioni regionali e che stabilisca i risarcimenti che i diretti responsabili dovranno coprire nei confronti delle parti lese, tra le quali dovrà comparire anche la stessa Regione Toscana.

GIOVANNI LAMIONI

L'attuale Presidente della Camera di Commercio di Grosseto rappresenta il candidato della lista Passione Toscana, espressione del partito Area Popolare che pone al centro del proprio programma la decentralizzazione dei poteri regionali, la redistribuzione della ricchezza tra le aree territoriali e l'attenzione alla sicurezza ambientale.

Per quanto riguarda l'argomento sanità anche Lamioni, come altri esponenti dell'opposizione al PD, si pone contro l'impostazione centralista scelta dalla giunta di Enrico Rossi sia in passato sia in futuro. Al contrario, Passione Toscana promuove un'idea di sanità in mano alle amministrazioni territoriali, in modo tale che possano mantenere presidi capaci di coprire tutte le varie aree della regione (dalle grandi città alle zone periferiche) e che possano gestirli al meglio a seconda delle esigenze circostanziali. Ciò consentirebbe, secondo tale programma, di ottimizzare la gestione delle risorse senza andare a scapito delle prestazioni e dei servizi offerti ai cittadini, poiché essa sarebbe più mirata. Altro punto importante è il favore espresso alla commistione tra pubblico e privato per organizzare i servizi da erogare, il tutto sotto un'attenta supervisione delle Amministrazioni Comunali che devono gestire tali collaborazioni attraverso un sistema concordato di certificazioni e qualificazioni. Anche l'assistenza ad anziani e persone non autosufficienti viene indicato come un obiettivo prioritario che la nuova organizzazione sanitaria dovrà provvedere a soddisfare.

GIACOMO GIANNARELLI

Il Movimento 5 Stelle, invece, ha scelto come proprio candidato alla Presidenza della Regione Giacomo Giannarelli, piccolo imprenditore da sempre impegnato nel campo delle energie rinnovabili ed alternative.

Nel programma del Movimento viene dichiarato come valore assoluto la sanità pubblica ed universale, per perseguire il quale è necessaria la sua totale autonomia rispetto ai partiti nello stabilire gli incarichi dirigenziali e di rilievo, che al contrario dovrebbero essere stabiliti per selezione pubblica seguendo i criteri di merito. In generale Giannarelli sostiene la necessità di operare riforme nel campo sanitario che abbiano alla base la partecipazione dei suoi protagonisti, ossia del personale medico e sanitario che meglio di tutti conoscono i bisogni del settore per farlo operare al meglio. Come misure immediate, i 5 Stelle vorrebbero eliminare i ticket aggiuntivi ed abbattere le liste di attesa, vero problema della sanità pubblica, ma soprattutto fermare il processo di centralizzazione mantenendo intatti ed efficienti i presidi periferici ed i servizi assistenziali territoriali, in quanto espressione tangibile del diritto universale alla sanità.

Particolare rilievo viene attribuito alle forme di prevenzione, quali il miglioramento ambientale per ridurre il rischio di malattie (in quest'ottica si colloca la volontà di chiudere gli inceneritori) ed il sostegno e la promozione di sani stili di vita individuali. Successivamente è necessario che le assunzioni e la strutturazione degli organigrammi sanitari avvenga secondo concorsi pubblici trasparenti e con criteri oggettivi. La riorganizzazione sanitaria deve essere all'insegna dell'efficienza, ottenibile attraverso l'investimento in macchinari moderni ed il taglio agli sprechi, indennità accessorie dei dirigenti in primis. A questo proposito Giannarelli invoca una riduzione del numero dei dirigenti in favore di maggiori medici ed infermieri. Infine il Movimento si propone di aiutare i disabili e i non autosufficienti in maniera più concreta e di recuperare le persone affette da dipendenza e disabilità psichiatriche o psicofisiche attraverso un reinserimento nella società e non relegandole ai margini di essa.

GABRIELE CHIURLI

La lista civica Democrazia Diretta, nata ad Arezzo nel 2013, si batte in primo luogo per rendere più coinvolti e centrali i cittadini all'interno dei processi legislativi, rendendo appunto più diretto il concetto di democrazia. Il suo candidato alla Presidenza della Regione è Gabriele Chiurli, socio fondatore del movimento con un passato nel Consiglio regionale all'interno del gruppo misto di opposizione.

Nel proprio programma Chiurli si pone in linea con le altre forze di opposizione su molti punti, a cominciare dalla propria posizione contraria per quanto riguarda l'accorpamento delle Asl. Per Democrazia Diretta, infatti, le aziende sanitarie devono rimanere al numero attuale, ossia 12, per evitare che gli abitanti lontani dalle grandi città abbiano troppe difficoltà e costi a carico per poter accedere ai servizi medici ed ospedalieri. Anzi, al contrario Chiurli auspica un aumento del numero di ospedali soprattutto nelle aree più densamente abitate, secondo un rapporto direttamente proporzionale al numero di cittadini residenti in un'area. Tali ospedali, infatti, dovrebbero essere affidati in gestione agli enti locali così da renderli il più adatti possibile alle necessità specifiche del territorio. Altro punto caldo è quello del numero di dirigenti operativi nel settore sanitario: secondo Chiurli sono troppi e dovrebbero essere ridotti per dare spazio e risorse ad assunzione di medici ed infermieri, spesso in numero insufficiente. Anche Democrazia Diretta, come già altre liste, puntano il dito contro le liste di attesa lunghissime che appunto potrebbe essere ridotte grazie ad un aumento del personale operativo ed alla riduzione degli sprechi che garantirebbe una maggior disponibilità di risorse da impiegare. Infine, contestando la gestione sanitaria dell'amministrazione Rossi, si invoca di nuovo una maggiore autonomia del settore, troppo spesso controllato e tenuto sotto il giogo degli interessi partitocratici e delle multinazionali e delle lobby farmaceutiche.