Spagna, verso il salvataggio finale. Altrimenti, #Merkelgohome

Articolo pubblicato il 11 settembre 2012
Articolo pubblicato il 11 settembre 2012
“Dalla Germania, vieni in Spagna grassa e florida. Evviva lo splendore di questa grande banca potente! Olé Draghi e la troika e la Deutsche Bank, che non guasta. Ti riceviamo, Angela Merkel, con gioia. Olé per il tuo rischio e olé per il tuo premio!", dice la lettera elaborata dal movimento 15M, ricalcata dal film "Benvenuto, Mr. Marshall".
Salvo trasformarsi in un “No bienvenida (con una a anarchica), Ms. Merkel” con tutto il sarcasmo dell'originale e più. Come Lewis Caroll ha inventato il non-compleanno, gli spagnoli hanno creato la non-benvenuta.

Da qualche giorno, sparsi in giro per Madrid, si trovano dei volantini sui quali si può leggere: Merkel, go home. Qualcuno si è preso la briga di distribuirli per tutto il centro, con un'attenzione speciale alla zona di El Rastro, e se ne vedono anche in calle Génova, dove si trova la sede del Partito Popolare, attualmente al governo.

Tuttavia, questa protesta anonima, che utilizza dei pamphlet analogici, non è la sola reazione contro la visita della Merkel – presentata come un summit spagnolo-tedesco degli imprenditori - che si è tenuta giovedì a Moncloa, e durante la quale sono state sicuramente discusse le condizioni del - più che probabile - salvataggio della Spagna. È comunque interessante che si riuniscano prima gli imprenditori e, solamente in seguito, i capi di governo di Spagna e Germania. Interessante, sintomatico e poco incoraggiante.

"Proviamo simpatia per i tedeschi, ma 'lei' la disprezziamo"

Tra i partecipanti alla conferenza si trovavano cento imprenditori spagnoli e tedeschi, alte cariche del Governo, rappresentanti dei sindacati e il ministro dell'Economia e della Competitività: Luis de Guindos. Costui ha avuto l'onore di inaugurare una “conferenza degli imprenditori” che ha sacrificato agli dèi le uniche due carte che restano alla Spagna, secondo l'attuale governo, per ottenere un salvataggio a delle condizioni non troppo draconiane. In primo luogo, la contribuzione, in forma di sacrificio votivo, che la Spagna sta dando per risolvere l'attuale crisi della moneta unica "attraverso delle iniziative come la politica di consolidamento e regolazione fiscale a tutti i livelli del settore pubblico, o come l'implementazione di riforme strutturali e l'eliminazione delle barriere all'attività imprenditoriale”, come recita un comunicato ufficiale del governo; quanto alla seconda carta, ci si riferisce all'attrazione turistica che il paese esercita sui tedeschi.

Un anno dopo il 15 M: "siamo riusciti a non far morire il movimento", su cafebabel.com

I movimenti cittadini, come Democracia Real Ya Madrid ("democrazia reale ora")e il 15M, hanno organizzato una manifestazione davanti alla sede della Rappresentanza della Commissione Europea per “dare alla signora Merkel il benvenuto simbolico che si merita: il nostro più forte e sonoro rifiuto dei mezzi che la sua politica e ideologia neoliberalista vuole imporci a forza di restrizioni dei diritti fondamentali, condannandoci alla miseria a prescindere dal fatto che non siamo noi i colpevoli della truffa perpetrata dalle entità finanziarie, dagli organi europei come la Banca Centrale Europea e dagli altri enti governativi, che agiscono come complici e parti attive del genocidio sociale”. Riassumendo: #Merkelgohome e “non è una crisi, è una truffa!” (Es ist keine Krise, es ist ein Betrug!) o “non è una crisi, è una rapina!” (Es ist keine Krise, es ist ein Schwindel!). Il tutto nello stile del film di Berlanga, Bienvenido, Mr. Marshall.

E se tutto questo non bastasse, mentre Rajoy e Merkel si sono incontrati una volta di più, questa volta in territorio spagnolo, Draghi ha proposto in una importante riunione della Banca Centrale Europea, a Francoforte, un piano per l'acquisizione ilimitata di obbligazioni sovrane senza iniettare ulteriore liquidità nel sistema. Di fatto, sembra che questo ente bancario non la finisca di ricevere suggerimenti: l'OCSE ha suggerito che dovrebbe comprare i debiti sovrani dei paesi in difficoltà, come la Spagna, e Rajoy gli ha chiesto di “dissolvere quanto prima l'incertezza” (“disuelva cuanto antes la incertidumbre”), come se si trattasse di mandar giù uno zuccherino. La situazione è, quanto meno, amara, e serviranno tonnellate di pillole di Mary Poppins per poter ingoiare le condizioni che ogni salvataggio porta con sé. Gli imprenditori, grazie all Merkel, sono già pronti.

Foto di (cc) Popicinio_01/Flickr. Video: TOMALATELE/YouTube.