Spagna, la nuova Florida europea

Articolo pubblicato il 19 giugno 2006
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Articolo pubblicato il 19 giugno 2006

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Pensionati tedeschi ed inglesi prediligono sempre di più le coste spagnole per la pensione. Clima gradevole, copertura sanitaria e basso costo della vita: ecco la Florida mediterranea.

Nonostante i suoi settanta anni appena compiuti e diverse operazioni gravi di cui preferisce non parlare, Geraldine ha ancora tutta la sua vitalità. Prima delle nove di mattina arriva con agili passi insieme al cane Keny per una passeggiata in riva al mare. «Ora un buon caffè al bar del mio amico Antonio e poi a casa» commenta tutta contenta in uno spagnolo tutto suo, che ha bisogno di qualche gesto per essere compreso.

Vacanze per sempre

Quasi tutti nel quartiere conoscono Geraldine Riemer e suo marito, una coppia tedesca in pensione che ha comprato casa in Spagna. In un primo momento casa per le vacanze, poi residenza permanente. Così decisero di vendere il loro albergo a conduzione familiare in Germania e scelsero come località Denia, un piccolo comune della costa orientale spagnola. E non sono gli unici. Del 1.352.000 immigranti europei residenti in Spagna nel 2005, i tedeschi sono la terza comunità più numerosa (133.000), dietro soltanto alla Romania (317.000) e all’Inghilterra (227.000), secondo

l’Ine (Istituto Nazionale di Statistica spagnolo).

Ma qual è l’attrattiva principale? Con un gran sorriso e le braccia aperte Geraldine esclama: «Il sole e il mare!». Certo era questo che cercavano quando arrivarono, ma la verità è che hanno trovato qui uno stile di vita a cui ora non rinuncerebbero più: «La siesta? Tutti i giorni! ». Sopra il tavolo di tanto in tanto una paella. La madre di Geraldine vive in Germania e ha 97 anni. «Vado a trovarla, ma dopo qualche giorno tutto questo mi manca: non mi trovo più a casa in Germania».

Un ambiente pieno di facilitazioni

Il caso della Riemer non è isolato, anche se lei è una dei pochi tedeschi che parlano spagnolo. Le strade di Denia sono piene di anziani di tutte le nazionalità, ma i tedeschi sono la maggioranza in questa cittadina di 42.000 abitanti. Paz Collado, impiegata in una farmacia del centro, riceve i suoi clienti in tedesco, inglese e francese. «Non ho trovato altra soluzione che imparare altre lingue» commenta servendo una coppia olandese. «Non capivo cosa mi chiedevano». Questa è una delle ragioni per cui molti tendono a socializzare tra loro anche se non è l’intenzione principale all’arrivo in Spagna.

Un signore sulla settantina arriva in bicicletta nella piazza principale, scende, compra il giornale e saluta in tedesco un gruppo che fa colazione. Nonostante non parli spagnolo e faticando a parlare inglese, gli riesce difficile pensare a qualcosa che gli manca del suo paese. «Di sicuro non il clima!» scherza. Per molti l’estate, i mesi di massima concentrazione turistica, è il momento di fare una pausa e tornare nel proprio paese. Per altri invece è la possibilità di ricevere visite dai familiari.

Questo fenomeno negli ultimi anni è in grande crescita. I progressi nell’integrazione europea favoriscono la mobilità di tutti i fattori (moneta, sanità, assicurazioni, etc.). Secondo Paz Collado «molti di loro sono soli e alcuni nemmeno autosufficienti, ma la copertura sanitaria funziona senza problemi, sia quella privata che quella pubblica». Basta fare una passeggiata in città per rendersi conto dell’enorme quantità di centri di assistenza medica i cui cartelli sono scritti sia in spagnolo che in tedesco. Pflege Siggi è un altro buon esempio. Medico a domicilio a Denia e dintorni (Jávea, Moraira, Benissa, Calpe), offre assistenza 24 ore su 24. Un impegno di questo tipo disimpegna l’Associazione di trasporto sanitario Amigos Europeos de Jávea, con duemila soci e seimila beneficiari, che copre anche il comune di Denia.

«Perché faccio la coda con gli extracomunitari?»

Secondo le statistiche la popolazione straniera di Denia è aumentata di più del 140% dal 2001 al 2006. E c’è da aggiungere anche che negli ultimi vent’anni Denia è cresciuta dell’88%. Probabilmente questa eccessiva crescita della popolazione ha conseguenze nel paesaggio urbano, ma Denia conserva il suo carattere di piccolo paese. A differenza di altre cittadine del Mediterraneo spagnolo si può dire che Denia ha saputo conciliare l’invasione dei turisti con la propria identità e tradizione. Alla fine di aprile si continua a celebrare la tradizione di moros y cristianos, una messinscena di uno sbarco ed una lotta nel castello nel più tradizionale stile medievale. Inoltre Denia non rimane deserta d’inverno come succede invece in altri paesini della costa.

È probabile che tutte queste circostanze la facciano diventare il luogo privilegiato per i più anziani, che vogliono approfittare della pensione per godersi la tranquillità del mare e del clima del Mediterraneo. Ma rimangono questioni irrisolte: per Geraldine è scandaloso che, pur essendo europea, debba andare cinque volte all’anno a Valencia a fare ore di coda per rinnovare la sua carta di residente. «Perché faccio la coda con gli extracomunitari?» si domanda indignata.