Sondino di stato. Bioetica e religione in un paese perennemente in controtendenza

Articolo pubblicato il 12 maggio 2009
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Articolo pubblicato il 12 maggio 2009
Articolo di Francesca Turcato Liberticida ed incostituzionale, queste le accuse per il Ddl Calabrò, approvato dal Senato lo scorso 26 marzo e che, se tradotto in legge, regolerà le decisioni dei cittadini riguardo allo spinoso tema del “fine vita”.

Tale disegno di legge, che ha causato aspre polemiche tra maggioranza ed opposizione, nonché profonde spaccature all’interno dell’opposizione stessa, mira infatti a introdurre importanti novità in materia di testamento biologico.

Oltre a vietare qualsiasi forma di eutanasia, esso rende la dichiarazione anticipata di trattamento dei cittadini (Dat) sostanzialmente inutile, in quanto non più vincolante per il personale medico – diversamente da quanto attualmente in vigore grazie al “consenso informato”, che vincola il medico al rispetto della volontà espressa dal paziente, riconosciuto come unico titolare della decisione. 2872759136_88cee9b73b_o.JPG

Inoltre, l’art. 3 cancella di fatto la possibilità di rifiutare terapie con potenziale carattere di accanimento e vieta la sospensione di alimentazione e idratazione forzate, trasformate, contro l’opinione medica internazionale, da veri e propri trattamenti medici in “forme di sostegno vitale”irrinunciabili.

Fortissime le critiche piovute su questo Ddl: – contrasterebbe infatti con gli articoli 2 e 32, che sanciscono il diritto del cittadino all’autodeterminazione ed al rifiuto delle cure mediche – nonché in palese controtendenza rispetto a quanto affermato nei più moderni ordinamenti giuridici europei.

Ma qual’è la situazione oltralpe? È pressoché immediato notare alcune palesi differenze: in Danimarca si può chiedere di non essere tenuti in vita con il testamento biologico. In Svezia il suicidio assistito non è punibile e l’eutanasia (attiva) è depenalizzata.L’Olanda è stato il primo paese a depenalizzare – nel 2000 – l’eutanasia, se richiesta dal malato ed approvata dal medico, mentre in Belgio essa è disciplinata per legge.In Francia la “morte dolce”’ è illegale, ma il codice distingue tra eutanasia attiva (morire grazie all’aiuto di un’altra persona) e passiva (lasciarsi morire rifiutando le cure).

In Gran Bretagna l’eutanasia è illegale, ma vi sono stati casi in cui la legge l’ha consentita per malati incurabili tenuti in vita artificialmente.In Germania e in Spagna le disposizioni testamentarie normali permettono di fornire indicazioni anche sul proprio diritto a morire, benché la situazione si differenzi da regione a regione.

È difficile, tenuto conto di tali diversità, non sospettare una certa ingerenza delle gerarchie vaticane – che hanno plaudito all’approvazione del Ddl - nella determinazione dei contenuti etici del Disegno Calabrò.

Insomma, mentre negli altri paesi le leggi sono formulate nel pieno rispetto della libertà di coscienza di tutti i cittadini, in Italia l’uso politico dell’etica religiosa sembra riuscire ad imporsi nuovamente, grazie a una maggioranza irreggimentata, e a un’opposizione titubante e perennemente divisa.